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SPECIALE » Durban discute sul clima mentre il mondo si scioglie

Durban: le richieste di Greenpeace al ministro Clini

In occasione della conferenza sul clima iniziata ieri a Durban, in Sud Africa, Greenpeace chiede al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini di voltare pagina rispetto alle precedenti politiche sul clima e di lavorare affinché l'Italia assuma una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto.

di Greenpeace - 29 Novembre 2011

corrado clini
Greenpeace chiede al Ministro dell'Ambiente Clini di voltare pagina rispetto alle politiche sul clima dei governi italiani precedenti

In occasione dell’apertura dei lavori della diciassettesima conferenza sul Clima dell'ONU, in corso da ieri a Durban in Sud Africa, Greenpeace chiede al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini di voltare pagina rispetto alle politiche sul clima adottate dai governi italiani precedenti e di lavorare affinché l'Italia assuma una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto.

Sul proprio sito  l'associazione ambientalista chiede agli utenti di mandare al Ministro Clini, che sarà presente a Durban la settimana prossima, una cartolina virtuale con una foto delle tragiche alluvioni che questo autunno hanno colpito tutta la penisola, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Liguria, Toscana e Lazio. Sono le cartoline dal 'caos climatico' che portano il messaggio: “Il clima cambia. La politica deve cambiare”.

Numerosi studi scientifici e in particolare l'ultimo rapporto dell'IPCC [1], non lasciano dubbi: eventi atmosferici estremi come quelli che abbiamo visto nelle ultime settimane sono sempre più frequenti e lo saranno ancora di più con l’aumentare della temperatura media a causa dei cambiamenti climatici.

“È necessario ed urgente che la politica, riunita in questi giorni a Durban, trovi un nuovo accordo vincolante per l'abbattimento dei gas serra. Far morire il protocollo di Kyoto non è una opzione che ci possiamo permettere” spiega Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.

conferenza durban
"È necessario ed urgente che la politica, riunita in questi giorni a Durban, trovi un nuovo accordo vincolante per l'abbattimento dei gas serra"

“Sulla questione dei cambiamenti climatici, l'Italia ha da troppo tempo una posizione di retroguardia rispetto agli altri Paesi europei e si è sempre opposta, in sede internazionale, all’adozione di leggi e politiche più ambiziose sul clima. Il Ministro Clini ha l'occasione di voltare pagina rispetto ai governi precedenti e contribuire al raggiungimento di accordi internazionali per la salvaguardia del clima in linea con quanto chiesto dai cittadini [2]”, continua Barbera.

I cambiamenti climatici stanno avendo un impatto sempre più evidente nel nostro Paese. La desertificazione del Meridione, il ritirarsi dei ghiacciai di montagna, lo slittamento dei cicli agricoli e l'intensificarsi della frequenza di eventi meteorologici estremi quali alluvioni, temperature estremamente alte d'estate o basse d'inverno.

Negli ultimi cento anni le temperature medie in Italia sono aumentate di 1.3 gradi centigradi rispetto al periodo di riferimento: più della media mondiale (circa 0.8 gradi centigradi). Il fenomeno ha avuto un’accelerazione negli ultimi decenni con i primi dieci anni più caldi, dal 1800 ad oggi, tutti successivi al 1990, e di questi sei su dieci sono successivi al duemila.

Greenpeace è presente a Durban con un team di esperti in negoziati che seguirà l'evolversi della discussione e porterà le richieste dell'organizzazione [3] ai governanti riuniti in Sud Africa.

Note

[1] Il rapporto dell'IPCC “Managing the Risks of Extreme Events and Disasters to Advance Climate Change Adaptation (SREX)”.

[2] Un sondaggio svolto nel 2009 su scala globale ha mostrato che il 73 per cento delle persone reputa il cambiamento del clima un problema di assoluta priorità, e un recente sondaggio ha confermato che la preoccupazione globale per il cambiamento climatico è aumentata dopo il vertice sul clima di Copenhagen del 2009, nonostante l'attuale crisi finanziaria ed economica. Fonte: Global poll finds 73% want higher priority for climate change.

[3] Le richieste di Greenpeace ai governanti a Durban:

•    Garantire che il 2015 sarà l’anno di picco delle emissioni di gas serra, che di lì in avanti dovranno decrescere rapidamente;

•    Allineare gli orientamenti della politica, in materia di riduzione delle emissioni, a quelli della scienza; 

•    Garantire la sopravvivenza del protocollo di Kyoto e approntare un mandato per un nuovo accordo vincolante per la salvaguardia del clima; 

•    Garantire I fondi necessari per la lotta ai cambiamenti climatici; 

•    Sviluppare un quadro di interventi condiviso per la protezione delle foreste nei paesi in via di sviluppo; 

•    Rispondere alle esigenze dei Paesi e delle comunità più vulnerabili; 

•    Garantire cooperazione internazionale su tecnologia e finanza energetica; 

•    Garantire la trasparenza internazionale nel valutare e monitorare gli impegni e l'operato dei vari Paesi; 

•    Garantire trasparenza e piena partecipazione democratica nei lavori dell’ UNFCCC.

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