
400 piazze in 45 diversi paesi del mondo, sparsi su tutti i continenti. Sono i numeri impressionanti di quella che potrebbe trasformarsi nella manifestazione capostipite di un modo nuovo e globale di esprimere il dissenso. Il 15 ottobre si scederà tutti in piazza, separati ma uniti, a Roma come a Barcellona, a Rabat come a Monastir; e a Mosca, Mumbay, Tokyo, Seoul, New York, Rio de Janeiro, Buenos Aires.
L'Europa sarà, con ogni probabilità, il continente più attivo come numero di piazze che verranno occupate dai manifestanti. In Italia, oltre a Roma, ci saranno manifestazioni a Torino, Bergamo, Bolzano, Firenze, Livorno, Pesaro, Oristano, Palermo e Caltagirone. In Spagna, in assoluto la nazione più rappresentata, le manifestazioni previste sono quasi cento.
Per il principale ritrovo nazionale, quello di Roma, il programma è gia stato redatto. Si inizia alle 13 con l'assemblea della commissione lavoro, si prosegue con l'assemblea organizzativa delle 15 a San Giovanni e quella principale, sempre a San Giovanni, delle 17, per giungere a sera, alla musica e ai collegamenti in streaming con le altre piazze del mondo.
Si parlerà di crisi dei mercati finanziari e del debito, degli oltre 930mila lavoratori in cassa integrazione e di una perdita di reddito complessiva pari ad oltre 2,8 miliardi, circa 5.982 euro per ciascun lavoratore. E dei precari, di chi neppure nella cassa integrazione può sperare.
Ma si riporteranno anche esempi positivi di buone pratiche che si stanno diffondendo in tempi di crisi. In Grecia, ad esempio, in reazione alle misure restrittive imposte dai poteri finanziari mondiali, stanno diffondendosi strumenti micro-economici come le monete locali ed il baratto.
Le regole per aderire alla manifestazione sono semplici e vengono riportate da vari siti: 1. "Chiunque partecipi all'evento non rappresenterà nessun partito o sindacato o altra associazione ma si presenterà come singolo individuo"; 2. "Nessuna bandiera sarà presente. Gli striscioni riguarderanno i contenuti che vorremo portare, non l'attacco a singoli politici. Saremo riconoscibili da questo"; 3. "Non violenza. In caso di sgomberi da parte delle forze dell'ordine non si reagirà, tutti saranno invitati a mantenere la calma e a non andarsene dalla piazza".
Per chi invece non potesse essere presente, il sito di streaming livestream.com proietterà in diretta le immagini filmate delle piazze del mondo.
Insomma, sembra proprio che per una volta la crisi economica che stringe tutto il mondo fra le sue spire, piuttosto che inasprire i rapporti fra stati come generalmente accade, possa fare da collante fra le lotte e i movimenti sociali. Proprio dalla collaborazione continua di questi ultimi su scala europea e - perché no - mondiale, potrebbe nascere un nuovo modello sociale, in cui l'unione fra stati non si fondi solo su basi economico/finanziarie.
Il video-appello della manifestazione di Roma
A.D.
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