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Armi, grandi opere, sprechi energetici, debito. Ecco i tagli necessari

4 Maggio 2012

No al debito
Il debito rappresenta la spesa maggiore dello stato italiano, visto che ogni anno paga dai 60 ai 100 miliardi solo di interessi.

Sta riscuotendo un notevole successo l'iniziativa del governo di coinvolgere i cittadini nelle decisioni relative ai tagli alla spesa pubblica. Lo sportello appositamente aperto sul sito istituzionale ha ricevuto circa 40mila consigli e suggerimenti solo nelle prime 24 ore. Il Corriere.it afferma che “I tecnici del governo sono già all'opera nella lettura delle mail”, ma sul contenuto di queste ultime si sa ancora ben poco.

L'iniziativa del governo è stata presa sullo sfondo della bozza di decreto legge sulla spending review (ennesima espressione in inglese per indicare semplicemente una revisione della spesa), che prevede una serie di tagli alla spesa pubblica, con l'obiettivo di risparmiare 4,2 miliardi di euro nella seconda metà del 2012 ed evitare l'aumento di due punti dell'Iva previsto per gli ultimi tre mesi dell'anno.

Da Palazzo Chigi arrivano alcuni suggerimenti riguardanti i campi su cui intervenire. Nel rapporto sulla spending review, in una sezione denominata “le cinque anomalie di sistema”, vengono indicate le aree nelle quali, a detta del governo, si spende troppo. Fra di esse figurano 1. le “eccessive” spese per i consumi pubblici e per le pensioni, 2. le spese legate all'aumento “dei costi di produzione dei servizi pubblici (scuola, sanità, difesa, giustizia, sicurezza)”, 3. l’aumento “della spesa dovuto alle diffuse carenze nell’organizzazione del lavoro all’interno delle amministrazioni, nelle politiche retributive e nelle attività di acquisto dei beni necessari per la produzione”, 4. alcune aree in cui la spesa è cresciuta più che in altre in rapporto col pil, come quella sanitaria, infine 5. le spese dei piccoli enti locali, dovuto al fatto che anche i comuni con pochi abitanti hanno le stesse funzioni dei centri più grandi.

Pur confidando nel buon senso dei cittadini italiani si capisce che con tali suggerimenti, e per via del modo con cui lo sportello è stato presentato dai media col nome “segnala gli sprechi”, è possibile che molte delle segnalazioni inviate si riferissero alle spese eccessive per qualche sagra di paese, all'indolenza di qualche impiegato pubblico, alla disorganizzazione di qualche piccola amministrazione locale.

Ora, per quanto una maggiore efficienza nella gestione delle risorse da parte delle pubbliche amministrazioni sia auspicabile, non sono certo queste le spese che rovinano i conti dell'Italia. Gli enti locali, già strozzati dal patto di stabilità interno con lo stato (che a sua volta pare deciso a fare harakiri e – dopo aver inserito l'obbligo di pareggio di bilancio in costituzione - approvare il Fiscal Compact europeo), sarebbero uccisi da un'ulteriore taglio di fondi. Per non parlare delle pensioni, già rese quasi inaccessibili dall'innalzamento dell'età pensionabile.

Sarebbero ben altri gli sprechi da segnalare allo Stato Italiano, e invitiamo i nostri lettori a farlo. A partire dalle spese militari, che rappresentano quasi il 2 per cento del pil del paese. Su questo fronte E, il mensile di Emergency, ha lanciato l'iniziativa di inviare allo sportello di segnalazione degli sprechi il seguente messaggio:

“Alla attenzione del commissario Bondi:
Spese militari: 23 miliardi di euro nel 2011.
Guerra in Afghanistan: oltre 760 milioni in un anno.
Acquisto degli F-35: 15 miliardi nei prossimi anni.
Parata militare del 2 giugno: 10 milioni di euro nel 2011.
Le segnaliamo questi sprechi.
Cordialmente”.

Altre spese sicuramente da evitare sono quelle relative alle grandi opere. Pensiamo solo alla Tav, che secondo le stime più recenti potrebbe arrivare a costare allo stato italiano oltre 35 miliardi di euro.

Se invece vogliamo andare nel piccolo, e segnalare gli sprechi, sicuramente i primi a balzare alla mente sono quelli energetici. Dalla semplice riqualificazione energetica degli edifici pubblici si otterrebbero risparmi enormi nelle bollette. Come scriveva in un articolo Paolo Ermani tempo fa, “se veramente si volesse agire con intelligenza dal punto di vista statale, si dovrebbe immediatamente partire con una campagna a tappeto di supporto e sensibilizzazione nazionale per la ristrutturazione energetica del patrimonio pubblico, coinvolgendo imprenditori, artigiani, tecnici e cittadini”.

Infine rimane la spesa più grossa da segnalare. Un fardello che in nemmeno vent'anni è costato qualcosa come 1.600 miliardi di euro. Il debito pubblico. Già, è questa la maggiore spesa da eliminare, che ogni anno oscilla fra i 65 e i 100 miliardi di euro solo in interessi, oltre il 5 per cento del Pil. Il governo sicuramente lo sa, ma ricordarglielo di certo non fa male.

A.D.

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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
7 Maggio 2012 12:22, Alessandra Valle ha scritto:
Penso che dovremmo sottrarci a questa ipocrita provocazione. Io non dialogo con un governo militarista e lobbysta...lo contrasto in tutti i modi democratici possibili ma non lo legittimo dialogando nei modi e con i mezzi da esso stesso scelti. La "sobrietà" consiste anche nel fare apparire democratiche e partecipate scelte, in realtà,opache.
6 Maggio 2012 17:47, don turiddu ha scritto:
La grande zavorra che azzoppa l'Italia sicuramente è l'immane debito pubblico che grava sulle spalle della nazione. Fardello che bisogna scrollarsi di dosso se vogliamo rialzarci e riprendere a camminare verso un futuro di crescita e senza ipoteche per l'avvenire di tutti e dei giovani in particolare.Fa rabbia pensare che quotidianamente una montagna di soldi va in fumo solo per pagare gli interessi . Mentre per racimolare qualche decina di miliardi bisogna imporre misure lacrime e sangue . Occorre prendere coscienza di fare presto per rimuovere gli enormi macigni della spesa e del debito che bloccano e mortificano l'inizio del cammino e la prosecuzione verso la rinascita di un intero popolo. Tagliare dove possibile dev'essere la parola d'ordine di tutti. Privati,amministratori governanti.Tagliare le spese della politica, cominciando dall'abbattimento degli enti inutili ,province in primis, tagliare gli stipendi d'oro ,indennità e privilegi parlamentari, tagliare del 50% i componenti dei vari organismi statali e amministrativi .Ma con i fatti e non solo a parole come è successo fino adesso.Operare senza pietà. Come un serio chirurgo bisogna attuare tagli netti e decisi per asportare il male dalla radice.Infatti come dice il saggio il medico pietoso fa la piaga verminosa. Mandare in soffitta spese militari e grandi opere. Credo che non succederebbe nulla di anomalo se per qualche tempo si chiudessero alcuni rubinetti di spesa pubblica che drenano risorse preziose alla ripresa e all'abbattimento dell'immane e micidiale debito pubblico. Bisognerebbe stringere la cinghia in solido e stringere la gola finchè passa l'ora di ristrettezze.E dopo alleggeriti dal peso potremmo non correre ma camminare allegramente verso una terra promessa e un orizzonte foriero di grandi aspettative, luminoso roseo e pieno di speranze.Questo è il quadro del futuro che merita l'Italia e il suo popolo tutto.Infine ci riscatteremmo da quell'immagine di italietta che i nostri partner dipingono quando si parla di sfide internazionali in campo economico sociale scientifico e varie. Questo vuole essere un auspicio che se si materializzasse sarebbe un bellissimo colpo di schiena per camminare a testa alta a fianco degli altri paesi avanzati e nel contesto internazionale. L'Italia ha tutte le forze e le energie e soprattutto un popolo meraviglioso che nei momenti più tristi sa serrare le fila e trovare le risorse. Toglierei quegli idioti e schizzofreneci leghisti della padania che mi fanno vomitare quando parlano male dell'Italia e a cui farei pipì nella bocca. In quanto a dignità capacità e forza d'animo l'Italia unita e sana non ha nulla da invidiare a nessuno. Anzi sono gli altri che invidiano le nostre qualità.Aspettiamo una classe politica degna di tale nome per dare smart e lustro alla nostra terra benedetta da Dio
6 Maggio 2012 13:41, Masque ha scritto:
Le prime segnalazioni degli sprechi da parte dei cittadini sono partite col piede giusto, ma il Garante della Privacy le ha rese inutilizzabili per l'informativa carente http://www.iljournal.it/2012/la-privacy-blocca-le-segnalazioni-degli-sprechi/340587
 

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