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Crisi

Banca Etica delusa dalla manovra 'salva-Italia'

"La crisi sia occasione per una svolta verso un modello economico e sociale più equo e sostenibile". Banca Etica esprime la sua delusione per la manovra 'salva-Italia' proposta dal Governo Monti e suggerisce alcune misure che avrebbero potuto comparire nel provvedimento.

di Banca Popolare Etica - 15 Dicembre 2011

mario monti
Banca Etica esprime la sua delusione per la manovra 'salva-Italia' proposta dal Governo Monti

La manovra cosiddetta 'salva-Italia' proposta dal governo Monti e attualmente all'esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l'equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell'interesse collettivo.

Nella piena consapevolezza che il momento è grave e che i sacrifici sono necessari per evitare il tracollo dell'Italia, Banca Etica ribadisce con forza la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione. 

Ecco alcune delle misure che avrebbero potuto apparire nella manovra e che ancora auspichiamo possano essere introdotte con successivi provvedimenti: 

- Spese militari. È inspiegabile la scelta di mantenere 15 miliardi di spesa per l'acquisto di cacciabombardieri F35, mentre si tagliano ancora le spese per il welfare e i servizi sociali

- Lotta a evasione, lavoro nero, corruzione e proventi delle mafie. L'evasione fiscale in Italia supera i 150 miliardi di euro l'anno. Se a questa sommiamo il lavoro nero, la corruzione, i proventi delle mafie, si scopre che qualcosa come 500 miliardi di euro l'anno sfuggono al fisco. È necessaria una più incisiva azione per contrastare questi 'cancri' dell'economia italiana. L'abbassamento a 1000 euro della soglia oltre cui non è ammesso l'uso di contanti è solo un primo passo nella direzione della tracciabilità del denaro. 

- Regolamentazione della Finanza. È ormai chiaro a tutti lo strapotere della finanza che sovrasta e distrugge l'economia reale e condiziona le scelte politiche dei Governi. I provvedimenti per ricondurre la finanza al suo originario scopo di facilitare l'allocazione di risorse economiche verso le imprese più meritevoli dovranno necessariamente essere adottati a livello internazionale, ma molte cose si possono fare anche a livello di singole nazioni. A partire da un più deciso schieramento dell'Italia a favore dell'introduzione, anche nella sola area euro, di una tassa sulle transazioni finanziarie capace di generare gettito per riparare i danni causati dalla finanza e soprattutto di arginare le operazioni più marcatamente speculative. Auspichiamo inoltre che il Governo Italiano faccia la sua parte per chiedere all'Autorità Bancaria Europea (Eba) di rivedere le nuove regole sulla capitalizzazione delle banche che allo stato attuale rischiano di costringere gli istituti a restringere ulteriormente l'erogazione del credito, con gravissimi danni per le famiglie e le imprese. 

- Un sistema fiscale più equo. In Italia, nell'ultimo ventennio dello scorso secolo, 120 miliardi di euro sono stati trasferiti dai lavoratori ai profitti finanziari. Occorre invertire la tendenza, smettere di tartassare i redditi di chi lavora e produce e di agevolare invece chi fa soldi con i soldi.

- Acquisto forzoso di BTP per i grandi patrimoni. È necessario pensare a delle misure per ridurre il peso degli interessi da pagare sul debito e per sottrarlo alle logiche speculative dei mercati internazionali. Una proposta che permetterebbe di realizzare questo doppio obbiettivo è l'acquisto forzoso di BTP a un tasso calmierato, legato ad esempio all'inflazione o ad altri parametri. L'Italia è uno dei Paesi con il maggiore debito pubblico, ma anche con il maggiore risparmio. L'idea è allora quella di imporre ai grandi patrimoni (delle persone fisiche e giuridiche) l'acquisto di un'emissione di BTP a un tasso ragionevole e superiore all'inflazione, ma nettamente inferiore a quelli attuali, dettati da logiche speculative. Questa emissione andrebbe a rifinanziare il debito italiano riportandolo progressivamente in Italia, diminuendo il monte interessi. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL decisamente superiore rispetto all'Italia, ma nessuno pensa che possa essere sull'orlo del default e non esistono speculazione o spread impazziti. Il motivo essenziale è che sono gli stessi cittadini giapponesi a detenere il debito e ad assicurarne il rifinanziamento. 

- Capitali Scudati. Anche l'imposta sui capitali illegalmente portati fuori dal paese e poi “sanati” con i diversi “scudi fiscali” appare sottodimensionata: si può e si deve chiedere di più. 

- Incentivi per l'assunzione di giovani e donne. La manovra contiene qualche misura per facilitare le assunzioni di giovani e donne, ma è necessario fare di più. 

Infine – Banca Etica – è convinta che accanto alle misure del Governo serva una forte presa di coscienza da parte dei cittadini e dei risparmiatori che troppo spesso finiscono con l'essere complici inconsapevoli oltre che vittime del sistema finanziario. Dovremo invece imparare a indirizzare i nostri risparmi e non alimentare la speculazione. Il trasferimento di risorse dall'economia reale alla finanza alla base dell'attuale crisi di debito è necessario anche per garantire i profitti in doppia cifra inseguiti dagli speculatori.

Se il PIL del mondo cresce del 2% l'anno e la finanza deve garantire profitti cinque o dieci volte superiori, se le pubblicità ci promettono rendimenti del 4% netto sul nostro conto corrente mentre la ricchezza reale in Italia non cresce, è evidente che i nostri risparmi non vengono impiegati per finanziare imprese reali, che producono beni e servizi necessari e creano occupazione. 

Nota

Le cifre citate in questo documento sono tratte dalla 'Contro-manovra di Sbilanciamoci' che da anni presenta un proprio rapporto in cui un pool di economisti propone misure alternative per la spesa pubblica, fondate sull'equità sociale, l'ambiente, i diritti. Il rapporto 2012 chiarisce ancora una volta come un diverso modello economico sia perfettamente possibile. È unicamente una questione di volontà politica.

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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
18 Dicembre 2011 09:03, Renata ha scritto:
IL disegno di questo governo è: ridurre in povertà la gente per abbassare il costo del lavoro ed essere competitivi con le economie emergenti.
16 Dicembre 2011 23:47, francesco ha scritto:
L'ITALIA DEI MISTERI In questa nostra Italietta non ci si finisce mai di stupire e i misteri restano in eterno tali. Tutto ci si poteva aspettare dal Prof. Monti e dai suoi Ministri tecnici, o esperti, tranne che si appiattissero pure loro sulla solita solfa dei politici e dei governanti e che alla fine ne copiassero i difetti peggiori, non trovando il coraggio di fare fino in fondo quel che va fatto e si lasciassero irretire da gente che dice di far politica perché siede in Parlamento. Personalmente, non cambierei tutti i politici e governanti succedutisi in questo ultimo periodo per un solo Monti, se si fa riferimento alla sua cultura, alla sua profonda conoscenza dell'economia e di tutto ciò che vi gira intorno, alla sua professionalità e competenza, per non parlare delle doti personali, che è sempre antipatico. Però, però, siamo lì. E' impossibile ipotizzare che Lui non si renda conto che sta producendo uno sforzo massimo per raggiungere un risultato minimo. Cioè esattamente il contrario di ciò che andava e andrebbe fatto. La manovra varata è peggiore di quella di Visco e di tutte le Tremonti, serve a raccogliere pochi spiccioli, obiettivamente inefficaci e iniqui, ma ingessano i meccanismi e la fluidità per quelle piccole attività rimaste in piedi e producono un fastidioso malessere, come quando si sta sotto il sole in una giornata afosa e un nugolo di zanzare ti gira intorno. ll Governo Monti ha scatenato la più colossale "brainstorming" della storia repubblicana per partorire il solito topolino. Una serie di odiosi prelievi sulla massa delle famiglie e dei meno abbienti, quando la ricchezza da cui prelevare è lì a portata di mano e si tratta solo di raccoglierla. Non può che essere una favola metropolitana quella dell'alibi che non si ha una mappa precisa dei grandi patrimoni. Leggi tutto e commenta www.studiofrancescocalvano.com
15 Dicembre 2011 13:16, Gabriella ha scritto:
Come si fa a tassare chi lavora e a non tassare invece chi fa soldi con i soldi in una repubblica fondata sul lavoro? - O é fondata sul lavoro o non lo é. Punto e basta!
AZIONI
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