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Crisi

Si vota sul 'ddl Stabilità', lacrime e sangue?

di Andrea Degl'Innocenti - 11 Novembre 2011

Maxiemendamento
Al via il voto per la legge Stabilità, comprensiva del maxi emendamento proposto dal governo che contiene le dure misure volute dall'Unione europea

Il Parlamento si appresta a votare il disegno di legge Stabilità, alla cui approvazione Silvio Berlusconi ha legato le proprie dimissioni. La commissione bilancio del Senato ha dato il via libera; il testo votato oggi al Senato e domani alla Camera contiene tutte le modifiche proposte dal governo con il cosiddetto maxiemendamento.

Nel maxiemendamento sono presenti una serie di modifiche apportate in corso d'opera per inserire nella finanziaria le richieste avanzate dalla Unione europea. Si tratta di modifiche dalle ripercussioni pesanti sulla cittadinanza. Vediamone alcune delle più discusse.

Nel settore della previdenza sociale ci sono modifiche sostanziose sulle pensioni: si prevede infatti che a partire dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni. Viene poi inserita la mobilità per il settore del pubblico impiego con i dipendenti pubblici considerati in soprannumero che potranno essere posti “in disponibilità” e avranno un'indennità pari all'80% dello stipendio per due anni.

Anche sulla vendita dei beni statali il maxiemendamento non ci va leggero. È prevista infatti la cessione degli immobili pubblici, che verranno conferiti ad uno o più fondi comuni di investimento immobiliari e a una o più società. I proventi di queste cessioni saranno impiegati per la riduzione del debito pubblico. È la norma che dà il via al saccheggio del patrimonio artistico e culturale italiano.

È inoltre prevista l'alienazione dei terreni agricoli, per una cifra stimata attorno ai 6 miliardi di euro. Sui tali terreni sarà possibile edificare. Questa postilla, se combinata assieme alle disposizioni riguardanti gli sgravi fiscali sulle infrastrutture – in particolare le defiscalizzazioni su Irap e Iva per la costruzione di nuove autostrade – fa presagire effetti devastanti.

Difatti non si sono fatte attendere le reazioni, come quella del leader dei Verdi Angelo Bonelli. “Siamo indignati – ha dichiarato Bonelli - perché, con la scusa di aggredire il debito pubblico, non solo si dà un colpo mortale ad un settore già in crisi come quello agricolo rendendo i terreni dismessi più appetibili per la speculazione del cemento che non per la coltivazione, ma perché continua l'assalto selvaggio ad un territorio, quello italiano, che ha già mille ferite e in cui ogni settimana si muore a causa del dissesto idrogeologico”.

“Invece di continuare a tirare la volata ai signori del cemento e della speculazione edilizia svendendo il patrimonio pubblico – ha proseguito Bonelli – si taglino le spese militari e i privilegi della casta degli armamenti. Ci sono oltre 40 miliardi che verranno letteralmente buttati per l'acquisto di aerei da guerra, navi, elicotteri e sommergibili, come abbiamo più volte documentato: si usino quei fondi per mettere i conti in ordine”.

Nel calderone del maxiemendamento, sempre sotto la voce infrastrutture, non poteva mancare un riferimento preciso alla battaglia dei No Tav, con norme repressive e liberticide. Viene infatti previsto il carcere per chi “si introduce abusivamente” o “ostacola l'accesso” alle persone autorizzate nei cantieri della Tav della Torino-Lione (arresto da tre mesi a un anno e ammenda).

Infine viene rafforzato il concetto già presente nella stessa legge riguardo la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Altro tema destinato a suscitare aspre polemiche, in quanto in netto contrasto con quanto stabilito dal popolo sovrano nei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno scorsi. Allora i cittadini si espressero per una gestione pubblica e partecipata di tali servizi, che l'attuale legge prevede invece finiscano forzatamente nelle mani di privati.

Con il maxiemendamento, all'articolo 4, è infatti apparso un nuovo comma che prevede il commissariamento per tutte quelle amministrazioni che si rifiuteranno di abbandonare la gestione pubblica di servizi fondamentali come i rifiuti e i trasporti. Significa annullare il duro lavoro di tante amministrazioni virtuose e consegnare la gestione di alcuni settori chiave a privati in cerca di profitti.

Il popolo dell'acqua si è ribellato a queste misure contrarie alla volontà popolare. “Con la vittoria dei referendum del 12 e 13 – si legge in un comunicato diffuso dal Coordinamento romano acqua pubblica – ci siamo espressi a favore della fuoriuscita della gestione dell'acqua da una logica di mercato e di profitto. Tuttora, però continuiamo a vedere la gestione dell'acqua in mano ai privati. Con l'attuale legge finanziaria il Parlamento sta riproponendo attraverso art.4 la privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali.”

“Insieme – conclude il Crap -, custodi del risultato referendario, chiederemo alle istituzioni e alle forze politiche l'immediata attuazione della volontà popolare, attraverso l'avvio di un percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico e l'eliminazione dalle nostre bollette della quota del "7% minimo di profitto che ancora i gestori stanno riscuotendo, sebbene abrogato dal referendum, come sta continuando a fare Acea Ato2”.

Il pacchetto di misure è già pesante, ma in molti sostengono che il peggio debba ancora venire. Spetterà con ogni probabilità a Monti affondare il colpo decisivo, con le modifiche agli articoli 8 e 18 dello statuto dei lavoratori, che, se approvate, annullerebbero anni di lotte e di conquiste sociali.

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
13 Novembre 2011 20:10, kkkk ha scritto:
Stato,Capitalismo globale e vassalli al posto giusto....
Il futuro è pieno di sorprese----
(A)
11 Novembre 2011 19:11, Fabio ha scritto:
E' la solita panzana all'italiana, cambiare per non cambiare nulla sarà sempre speculazione ,corruzione , ignoranza, ed inquinamento libero per tutti. Basta che un magazzino dichiari che c'è lo sconto del tot % e tutti corrono a far debiti ed accumolo di oggetti inutili.
AZIONI
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