Il Cambiamento RSS FaceBook

NEWS » Crisi

Liberalizzazioni. Acqua, lavoro e spiagge i temi bollenti del decreto

13 Gennaio 2012

Acqua, spiaggia, lavoro
Fra i temi più discussi del decreto liberalizzazioni vi sono la privatizzazione dell'acqua ed i diritti dei lavoratori

Un colpo all'articolo 18, una spintarella alla privatizzazione dell'acqua. Di contro anche nuove regole più restrittive sulle concessioni delle spiagge. E poi nuove norme su benzina, energia, ordini professionali, farmacie, notai, burocrazia, consumatori. Unici settori esclusi, per adesso, quelli delle banche, delle assicurazioni e del gas. Sono molte le carte, per ora soprattutto bozze, presentate sulla scrivania di Monti, che attendono di confluire nel prossimo decreto sulle cosiddette liberalizzazioni.

“Sono solo bozze” sembra essere diventata anche l'espressione preferita di molti ministri, interpellati dalle categorie colpite dal decreto. Lo ha detto un portavoce del governo ai petrolieri, infuriati per l'ipotesi della separazione fra produzione e distribuzione dei carburanti. È stato Antonio Catricalà in risposta ai sindacati, e al ministro del Welfare Elsa Fornero, che lo interpellavano sulle modifiche proposte all'articolo 18.

Proprio l'attacco all'articolo 18 da parte del governo è uno dei punti più discussi. Se l'ipotesi venisse confermata all'interno del decreto, si tratterebbe di una sorta di rivoluzione. Ad oggi l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori impedisce alle aziende sopra i 15 dipendenti il licenziamento senza giusta causa. La norma in questione estenderebbe la facoltà di licenziare senza giusta causa anche ad aziende con fino a 50 dipendenti, se queste sono il frutto di una fusione fra due o più aziende che ne hanno meno di 15.

Dunque avrebbe un doppio scopo: da un lato incentivare la fusione fra le aziende medio-piccole; dall'altro far fare un ulteriore passo indietro ai diritti dei lavoratori, che ormai da qualche anno, complice la crisi, vedono svanire a suon di decreti e riforme i frutti di decenni di scioperi e lotte sindacali.

Altro capitolo che fa discutere è quello relativo ai servizi locali. Il riferimento va soprattutto alla gestione dell'acqua, principale oggetto dei quesiti referendari degli scorsi 12 de 13 giugno. Se allora la maggioranza assoluta del popolo italiano, 26 milioni di cittadini, si era espressa a favore di una gestione pubblica, partecipata e fuori dalle leggi di mercato del servizio idrico, adesso tale volontà rischia di essere ribaltata, e l'annoso processo di privatizzazione – anziché stopparsi – di subire un'ulteriore accelerazione.

Il popolo dell'acqua non ci sta. “In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il 'contagio' si estenda fuori Italia”, si legge in un comunicato diffuso dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, che chiama a raccolta tutti i cittadini. Tempo addietro è stata lanciata la Campagna di obbedienza civile, che invita i cittadini, in accordo con quanto espresso dal secondo quesito dei referendum, a scorporare dalla bolletta, e dunque non pagare, la percentuale relativa alla remunerazione del capitale investito.

Ora viene lanciato un appello, da sottoscrivere, per chiedere con determinazione “al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa” e “a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano”.

Un capitolo del decreto che invece sembra riscuotere molto successo, soprattutto fra le associazioni ambientaliste, è quello relativo all'intervento sulle spiagge. Secondo quanto previsto nella bozza di decreto, la concessione del demanio marittimo sarà assegnata con gara pubblica e non potrà durare più di quattro anni; gli attuali concessionari avranno un diritto di prelazione pareggiando l’offerta più alta.

Esulta Legambiente. “Le gare pubbliche per la concessione delle spiagge rappresentano un segnale importante per avvicinare l’Italia all’Europa – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale dell'associazione -. Ci auguriamo che il Governo Monti riesca a realizzare questo importante cambiamento che metterebbe fine alla diffusa pratica della ‘privatizzazione’ delle spiagge garantendo ai cittadini il diritto ad usufruire liberamente degli arenili e darebbe un freno al cemento sulle rive”.

Anche dal Wwf si dichiarano soddisfatti, e si congratulano con il governo. “Il problema delle aree demaniali marittime è anche quello di congelare il rilascio di nuove concessioni visto che gli stabilimenti balneari sono passati da circa 5mila di 10 anni fa a quasi 11mila di oggi. Esiste dunque una grandissima possibilità di aumento degli introiti economici a vantaggio pubblico senza un’ulteriore occupazione di suolo e senza pregiudicare la libera fruizione delle nostre spiagge, e il provvedimento del Governo sta andando in questo senso”.

A.D.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
Oro blu. La battaglia contro il furto mondiale dell'acqua
L’acqua, fondamentale risorsa del Pianeta, sta rapidamente sparendo. Infatti, la sua scaristà globale si profila come la maggiore minaccia di crisi ecologica, economica e politica del... continua
Nuvole e sciacquoni
L’acqua è l’“oro blu” del terzo millennio, capace di scatenare conflitti come già accade per il petrolio. Non è infinita, e se quasi un miliardo di... continua
2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
14 Gennaio 2012 11:48, Assicurazioni ha scritto:
vediamo se avrà la forza di liberalizzare assicurazioni e banche. Guardate cosa si può fare: http://blog.libero.it/assicuratore
13 Gennaio 2012 22:19, Franco ha scritto:
Pian piano ci rendiamo conto che la definizione di "impressionanti" data dalla Merkel alle riforme presentatele dal Monti era in perfetta linea con il vocabolario della lingua italiana.
Ora che i treni delle pensioni e degli aumenti delle bollette energetiche sono partiti e che la sola attesa della fase di crescita stenta a far decollare la protesta popolare, si fanno più critiche le analisi sulle ulteriori decisioni , non accettabili se non attraverso una convincente esposizione dei vantaggi di ripresa a medio-breve termine.
Le intransigenti opposizioni alle liberalizzazioni delle gestioni dei servizi pubblici come pure alla riformulazione in senso imprenditoriale delle tutele del lavoro dipendente sono oggettivamente motivate per la palese incostituzionalità di subordinare l'interesse generale a quello privato e di mettere su un piano di dipendenza obiettiva il lavoro subordinato rispetto all'iniziativa imprenditoriale, generalmente privata.
A quest'ultimo riguardo non bisogna dimenticare che il passato governo parlava e tentava di riformulare proprio l'art. 1 della Costituzione, consapevole, pur nella sua balordaggine, che il lavoro era costituzionalmente posto su un piano perlomeno pari se non superiore all'iniziativa imprenditoriale privata.
Non sarà certo il contentino ambientalista a fermare la critica e l'opposizione al declassamento della gestione pubblica a semplice controllo e del lavoro a rimorchio dell'impresa privata.
Le accuse di Ichino a forze sociali e serie come la FIOM e la CGIL, di essere cioe' abbarbicate a concezioni strutturali passate e non attente al nuovo assetto economico dato dalla globalizzazione dei mercati, partono da una base di arrendevolezza accettata e purtroppo maturata da tempo
nella lontananza e nella inesperienza della condizione operaia.
Una base non conforme dall'assetto legale e costituzionale che il Paese, pur nelle sue vicissitudini, continua ad avere con l'affermazione della supremazia del fondamento lavorativo della collettività repubblicana e democratica.
Che questa supremazia non sia finora riuscita nemmeno a raggiungere il diritto di discutere la proposizione di piani industriali delle imprese (come avviene, ad es. in Germania)e tanto meno
di politica industriale dei vari governi, non porta certo alla conclusione opposta: che siano cioè le industrie a determinare la politica e l'assetto del Paese.
Volete un esempio di questa...subordinazione intellettuale?
Ichino ha criticato l'atteggiamento FIOM sul licenziamento del personale italiano dei treni a lunga percorrenza per non aver firmato gli accordi che altri sindacati hanno raggiunto per la dislocazione del personale in altre mansioni. Non ha preso nella pur minima considerazione il fatto che le decisioni aziendali tagliavano in due il servizio di collegamento diretto ferroviario lungo la linea adriatica!
Neanche una parola sull'Italia tagliata in due sulla secolare unione adriatica, sulla pendulare migrazione lavorativa delle braccia e dei cervelli meridionali.
Eppure è evidente che questa divisione nazionale derivava esclusivamente da una decisione padronal-aziendale (oltretutto condita da rilevazioni fasulle)!
Non c'è flexsecurity che tenga quando si sposa la verità di quello che si crede a priori e per incapacità e inattitudine partecipativa il più forte.
Non è a questo tipo di cambiamento che la politica, scrutatrice della drammaticità del futuro e partecipe delle condizioni del momento, deve adoperarsi.
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 2 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Rifiuti Zero - Una Rivoluzione in Corso


Autore: Paul Connect
Casa editrice: Dissensi
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Faretto Led 5W - Luce bianco caldo

Luce spot led 5W High Power: consuma solo 5W ma può sostituire un tradizionale faretto alogeno da 50W e farti risparmiare fino al 90% di energia elettrica.Dura più di 50.000... continua € 19,30
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 

Economie

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico