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Emergenza gas, la Russia taglia le forniture. Risparmiamo?

6 Febbraio 2012

Gas Russia
Proprio nei giorni di maggior richiesta, la Russia si è vista costretta a ridurre il flusso di gas verso il resto d'Europa per far fronte al proprio fabbisogno interno

I consumi di gas che volano alle stelle e Gazprom, il colosso del gas russo, che chiude i rubinetti. Due variabili che rischiano di mettere in ginocchio un intero continente, nel mezzo di un'ondata di gelo che solo in Italia, negli ultimi tre giorni ha causato 19 morti, 300 nell'Europa dell'est.

Nel nostro paese il consumo di gas ha raggiunto la soglia record dei 440 milioni di metri cubi consumati. Una cifra mai raggiunta in passato. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha lanciato l'allerta ieri per il “picco eccezionale” dei consumi.

In un comunicato diffuso dal ministero si legge che “il comitato per il monitoraggio e l'emergenza gas del Ministero dello Sviluppo Economico sta monitorando costantemente lo stato degli approvvigionamenti del nostro Paese, alla luce del perdurare dell'eccezionale ondata di freddo che sta attraversando l'Europa e che nei prossimi giorni potrebbe portare i consumi italiani, secondo le previsioni, a massimi storici mai raggiunti in precedenza”.

La situazione è resa decisamente più complicata dal mancato approvvigionamento russo. Infatti, proprio nei giorni di maggior richiesta, la Russia si è vista costretta a ridurre il flusso di gas verso il resto d'Europa per far fronte al proprio fabbisogno interno.

Due giorni fa Gazprom ammetteva che non sarebbe riuscita a far fronte a tutte le richieste. Subito dopo Putin aveva messo in chiaro che la Russia avrebbe risposto alle richieste europee "facendo ogni sforzo per soddisfarle" solo una volta che il fabbisogno interno fosse stato adeguatamente coperto.

Fatto sta che le forniture di gas russo verso l'Europa sono scese di circa il 10 per cento negli ultimi giorni, mentre in Italia si è registrato un calo del 30 per cento nell'approvvigionamento (la differenza fra i due dati è spiegata dall'aumento della richiesta da parte dei paesi che il gasdotto attraversa per giungere fino da noi). Ad aggravare la situazione, anche il rigassificatore di Rovigo, al largo delle coste venete, che è andato fuori uso a causa del mare grosso.

Il comitato per il monitoraggio e l'emergenza gas, che si è riunito di nuovo questa mattina, ha annunciato che “nell'attuale situazione, che il comitato considera di allerta, per riequilibrare il momentaneo calo di forniture provenienti dalla Russia e dal rigassificatore di Rovigo dopo aver già aumentato le importazioni da Nord Europa e Nord Africa si sta valutando la possibilità di avviare le ulteriori misure previste sul fronte della domanda diversa dal settore domestico”.

"La situazione è sicuramente critica, perché dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma è ben monitorata" ha detto poi il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera interpellato sulle forniture di gas.

Cosa succederà quindi da mercoledì? Per quei giorni è prevista una nuova ondata di freddo in Russia e, come affermato dal numero uno dell'Eni Paolo Scaroni, “non sappiamo quali comportamenti seguirà Gazprom giovedì e venerdì”.

“Abbiamo reagito a questa emergenza aumentando le importazioni dall'Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera, quindi non avremo problemi fino a mercoledì” ha continuato Scaroni. Che ha infine aggiunto: “attendiamo e ci stiamo preparando a momenti ancora difficili: per questa ragione ci sarà una riunione domani al ministero dello Sviluppo economico per prepararci a un'ulteriore emergenza che potrebbe coinvolgerci tra giovedì e venerdì prossimi. L'ipotesi peggiore potrebbe essere che, se dovesse mancare altro gas, bisognerà intervenire sugli interrompibili (si tratta di contratti generalmente industriali che prevedono l'opzione dell'interruzione della fornitura, a fronte di alcuni sconti, ndr)”.

Ma Algeria e Svizzera non possono sostituire i paesi dell’Est, per un semplice motivo, e cioè che l'Italia non è l'unico Paese a trovarsi in difficoltà.

Ciò che sorprende, non è tanto l'assurdità di tali dichiarazioni, quanto il silenzio istituzionale sul risparmio energetico, sull'efficienza energetica e sull'importanza di riconvertire l'edilizia del paese attraverso sistemi di case passive. In situazioni di emergenza come questa, la prima cosa che viene in mente, la soluzione più semplice, è un appello alla popolazione a ridurre gli sprechi di energia. Un appello all'attenzione, che inviti le persone, nonostante il freddo, a fare un uso accorto degli impianti di riscaldamento.

Eppure niente di tutto ciò accade. Che sia il paradosso? Che sia che anche gli sprechi di energia, nell'idea del governo, sono assimilabili ai consumi e dunque vanno incentivati piuttosto che frenati? In un sistema di mercato ultraliberista, non sarebbe poi così sorprendente.

A.D.

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
7 Febbraio 2012 17:45, Donato ha scritto:
Io trovo assurdo vedere le caldaie dei vicini che fumano tutto il giorno e questi permettersi di lasciare le finestre aperte e stare a giocare con la neve sui balconi..qui bruciano prima i cervelli che il CH4. Se non fosse per le persone che ne hanno davvero bisogno quasi sarei contento se tagliassero le forniture, almeno dovrebbero faticare un pò per portare la legna a casa, e ci penserebbero due volte prima di sprecare
7 Febbraio 2012 11:41, Adespoto ha scritto:
Infatti, sinceramente, non sorprende affatto. Casomai avrebbe sorpreso il contrario. Voglio dire che quando si istiga furiosamente e incessantemente al consumo, quando la filosofia dell'usa&getta riesce a ridicolizzare quella del risparmio, quando lo spreco - in tutte le sue manifestazioni - diventa indice di accattivante e fascinosa modernità, quando di fronte a una crisi economica senza precedenti TUTTE le "autorità" mondiali si preoccupano solo ed esclusivamente di trovare il modo, qualsiasi esso sia e costi quel che costi, per accaparrarsi le ultime risorse, e a NESSUNO viene in mente di dire che bisogna abituarsi e accettare nuovi standard di vita; allora sarebbe oltremodo utopistico sperare che questo accada nel bel mezzo di una semplice e passeggera emergenza metereologica. Stiamo consumando 10? Bene! Troveremo risorse che ci permetteranno riserve fino a 15. Domani, se ancora non bastasse, cercheremo di arrivare a 20. E' così che si fa: bisogna tranquillizzare la popolazione sul fatto che potrà continuare ad avere e fare tutto esattamente come prima, anzi, di più, sempre di più... Tanto i problemucci si risolvono: inquinamento? Abbiamo creato la benzina verde! E state tranquilli, se ce ne sarà bisogno la faremo diventare bianca. Bisognava pensarci una trentina di anni fa, quando si cominciò a permettere che latte, arance, verdura etc. venissero portati al macero pur di non farne scendere il prezzo. Adesso, probabilmente, è troppo tardi.
 

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