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Crisi

La finanziaria e il 'Terzo Stato'. È ora di dire 'basta'

Nessuno ha battuto ciglio: il Parlamento in tre giorni ha approvato la finanziaria ed il Presidente della Repubblica, pronto con penna e calamaio, l’ha firmata a tempo di record. "Un lento, lentissimo prelievo, fatto in modo da non rendere percepibile la sua complessiva entità basata sui grandi numeri: quelli che rendono ogni famiglia inconsistente, impalpabile, ogni lavoratore una matricola, ogni dipendente pubblico un potenziale precario". Ma il nuovo 'terzo stato', prima o poi, alzerà la testa.

di Francesco Maria Ermani - 19 Luglio 2011

Elementi per valutare la finanziaria

Che cos'è il terzo stato? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Chiede di essere qualcosa.
(Sieyès, 1789, Che cos'è il terzo Stato?).

Nel 1789 in Francia c’era il 98% della popolazione che viveva nell’indigenza e, soprattutto, era vessata dal 2% di nobili, sacerdoti e aristocratici…

euro
In Italia, la Banca Centrale a fine 2010 dichiara che il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza

Le premesse per la nuova finanziaria

In Italia, la Banca Centrale a fine 2010 dichiara che il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale.

In Italia non è possibile scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, ma si può solo votare persone scelte da qualcun altro e troppo spesso pregiudicate, sotto inchiesta o contraddistinte dalla partecipazione a vicende perlomeno torbide.

In Italia la corruzione pubblica ha raggiunto livelli incredibili (come dichiarano ormai ogni anno i giudici della Corte dei Conti) ed i guadagni di Mafia, Camorra, Ndrangheta, sommati al mancato gettito determinato dall’evasione delle tasse basterebbero ad azzerare il deficit pubblico in pochissimi anni.

In Italia avremmo potuto ripianare una gran parte del debito pubblico se avessimo fatto pagare per il rientro dei capitali illegalmente portati all’estero una multa analoga a quella di Gran Bretagna o Stati Uniti e, per non eccedere, non cito le tasse dovute all’erario dai concessionari per il Gioco Lecito e di cui in passato c’era stato un gran parlare e per cui mi pare sia stato trovato un accordo molto conveniente (per i concessionari)...

In Russia, quando Gorbaciov raggiunse il Potere, la situazione era del tutto analoga a quella italiana, ma Glasnost e Perestroijka fecero un vero miracolo (mai sottovalutare la voglia di rinnovamento e trasparenza del Popolo).

L’unica differenza tra l’Italia di oggi e la Russia post-Breznev consiste nella collocazione geografica e nell’apparente varietà di beni di cui dispone la popolazione, per tutto il resto, gerontocrazia, burocrazia, corruzione, mafie, noi siamo di gran lunga più bravi e meglio attrezzati.

In America, ieri ed oggi, un Presidente che ci ha illuso con svolte ambientaliste e altri slogan, ed ha le mani legate perché la Cina è padrona dei titoli di Stato americani in misura preoccupante, ha dichiarato che se il Congresso non trova un accordo sul debito pubblico la Crisi finora vissuta sarà solo l’aperitivo… Tre giorni fa l’amministrazione del Minnesota ha chiuso i battenti dichiarando la propria insolvenza e mandando a casa i propri dipendenti.

L’unica differenza oggi tra l’Italia e gli Stati Uniti è che negli Stati Uniti il sistema giudiziario è nella condizione di agire liberamente senza temere lanci di fango immeritati perché i giornalisti fanno bene il loro lavoro e affondano la penna senza favoritismi e, soprattutto, solo quando serve e mai per compiacere il potente di turno.

Quello che sta accadendo in tutto il mondo occidentale è il superamento doloroso del paradigma capitalistico, per cui per stare nel mercato bisogna pagare i propri debiti… Nulla di meno credibile, a partire dalla crisi dell’indebitamento dei paesi poveri degli anni 80… Se ci pensate proprio i governi che dovrebbero garantire le regole del gioco hanno tirato talmente tanto la corda da far venire meno le regole del mercato.

tangenti
In Italia la corruzione pubblica ha raggiunto livelli incredibili

La nuova finanziaria

Tutto è sotto gli occhi di tutti da circa dieci anni, eppure in due settimane la finanziaria è passata da 30 a quasi 80 miliardi di euro, come se ci fossero state cose scoperte all’improvviso.

A me sembra, invece, che siamo nella situazione in cui dei medici incapaci si accorgono di un tumore e delle sue mille metastasi solo dopo aver preso i soldi per un’operazione inutile e dannosa, evitabilissima semplicemente leggendo i referti delle analisi, ma il paziente, nel frattempo è talmente peggiorato che le speranze di salvarlo sono ridotte al lumicino.

Nessuno ha battuto ciglio: il Parlamento in tre giorni ha approvato il DPEF ed il Presidente della Repubblica, pronto con penna e calamaio, l’ha firmato a tempo di record. La borsa, però, non ha abboccato, i titoli di stato sono comunque ai loro minimi storici. Chi si era illuso che la stessa classe politica che ci ha condotto con ottimismo alla catastrofe fosse credibile per il risanamento ha avuto la sua risposta: devono andare tutti a casa.

Nella finanziaria non c’è quasi niente di costruttivo o su cui poggiare nuovi scenari di sviluppo, c’è solo distruzione e privazione. Tutto a danno delle categorie deboli. Un lento, lentissimo prelievo, fatto in modo da non rendere percepibile la sua complessiva entità, fatto sui grandi numeri: quelli che rendono ogni famiglia inconsistente, impalpabile, ogni lavoratore una matricola, ogni dipendente pubblico un potenziale precario.

Un 'prelievo' fatto da chi ha perso ogni legame con la realtà fatta di latte e pane, di libri di scuola e di tumori all’apparato respiratorio, di mortadella e problemi cardiovascolari o diabete.

berlusconi tremonti
In due settimane la finanziaria è passata da 30 a quasi 80 miliardi di euro

Il Terzo Stato oggi

Questi politici da baraccone che, alternandosi al potere, hanno inquinato ogni settore della società per garantirsi prebende e rimborsi, gettoni di presenza e tangenti, devono uscire di scena, quanto prima. Hanno fatto abbastanza danni.

I medici che non guardano l’orologio negli ospedali o nelle ASL e salvano vite o curano infermi con mille sacrifici, in condizioni disagevoli prima o poi si stancheranno di fare da parafulmine.

Gli insegnanti delle scuole pubbliche che hanno visto trasformare il loro ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo di un paese in qualcosa di accessorio, quasi inutile, prima o poi alzeranno la testa.

I dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che hanno regolarmente vinto un concorso, prima o poi, faranno valere la loro preparazione distinguendosi dai raccomandati.

Le famiglie, specie quelle che hanno bambini piccoli, si ribelleranno a chi ipoteca il futuro dei loro figli e furbescamente sposta il pagamento di gabelle e tasse in là nel tempo (stessa filosofia dei derivati e della finanza creativa) e si ricorderanno che l’evasione c’è perché troppo spesso in passato è stato detto che le tasse non vanno pagate o, peggio, eluse proprio da chi doveva garantire il rispetto della legge.

I giovani non accetteranno che ci sia un’Italia in cui tutto è permesso né che la nostra storia e la nostra dignità come Popolo venga sempre derisa e infangata da chi dovrebbe difenderla ed onorarla.

Serve un drastico cambio di scenario, una profonda riscrittura delle regole del vivere quotidiano, svuotate dagli ultimi vent’anni di sotto cultura televisiva, serve ricostruire il rapporto causa-effetto fra reato e pena, lavoro e benessere.

Chi prepara le tasse future e inquina il mondo in ogni sua dimensione (etica, ambientale, umana ed animale) deve uscire di scena perché ha tradito i propri figli e sta togliendo aria pulita ai propri nipoti. Per le sfide del futuro ci vogliono persone semplici e di buon senso che capiscano il nesso tra inquinamento e malattie, tra violazione dell’etica e diffusione della malavita, è ora che i nani della politica vadano a lavorare, magari facendo cose socialmente utili come lo smaltimento delle 'eco balle'.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
19 Luglio 2011 13:49, Gigi ha scritto:
SE NON ORA QUANDO ???????
Che cos'è il debito pubblico??????
E' dovuto dal SIGNORAGGIO e cioè privilegio di chi stampa moneta.
Perchè nessun politico tira fuori il vero problema del debito pubblico, che attulamente interessa non solo il 90% degli Italiani, ma di tutto il mondo.
Perchè Gheddafi è stato dipinto dai media occientali come carnefice????
e nessuno dice che voleva azzerare il debito con l'europa e soprattutto con la Francia che ha iniziato subito a bombardarlo??? e perchè nessuno dice del grande consenso che ha da parte della maggioranza del suo popolo???? non sara mica perche voleva inviare un satellite che renda tutta l'Africa autonomia nel settore delle comunicazioni che gli costano milioni di euro all'anno e futura concorrenza al monopolio Europa America????? Cercate le risposte a queste domande vi apparirà tutto chiaro come il sole.
AZIONI
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