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Manovra verso la fiducia, tra sconti alla Chiesa e tagli alla politica

12 Dicembre 2011

Manovra Monti
Manovra: meno Ici per la chiesa e resistenze in Parlamento ai tagli dei costi della politica

Rieccoci alla manovra. Sono ore concitate, in cui si vanno definendo i vari aspetti della legge che metterà le mani nelle tasche degli italiani. Il nuovo esecutivo sembra sempre più intenzionato a porre la questione di fiducia sulla manovra, ritenuta quantomai urgente. Restano da capire le misure ed i criteri con cui le norme saranno applicate, visto il gran numero di emendamenti presentati. Il quadro generale è comunque piuttosto definito. Un quadro che, a quanto pare, non è piaciuto alle parti sociali.

L'incontro si è tenuto nella serata di ieri, come previsto. Monti ha provato a convincere i sindacati, ma l'esito non è stato positivo e il tutto si è risolto con una fumata nera. Le parti sociali hanno ribadito la necessità di uno sciopero generale per la giornata di oggi. “Siamo distanti – si legge in un comunicato emesso da Cisl e Uil -. Oltre allo sciopero di domani [oggi ndr], in tutte le città d’Italia, ci sarà una protesta sotto le prefetture e nostre delegazioni si alterneranno da tutte le Regioni con proteste sotto il parlamento per tutto il periodo della discussione sulla manovra”.

Mario Monti in un comunicato da Palazzo Chigi ha spiegato che: “il Governo ha fornito precisazioni e chiarimenti nell’intendimento di rappresentare dettagliatamente gli elementi di equità presenti nel decreto”. A quanto pare non è stato sufficiente.

Altri problemi per il governo vengono dal fronte dell'abbattimento dei costi della politica. Sembra infatti che il previsto taglio agli stipendi dei parlamentari sia uno dei pochi punti ad incontrare forti resistenze in parlamento. Ufficialmente il motivo del rallentamento subito dalla norma è il fatto che è “scritta male”, come ha dichiarato il Presidente della Camera Gianfranco Fini, in quanto “non è possibile intervenire per decreto nell’ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere”. Ma non sono in pochi a temere che dietro all'opposizione del parlamento si celi la volontà di procrastinare a tempo indeterminato la norma.

Chi invece non avrà niente da dire sulla manovra è certamente la Chiesa. Fra le pieghe dei mille decreti si cela infatti una norma che invece di aumentare la pressione fiscale sugli enormi possedimenti del Vaticano – come richiesto da più parti - la diminuisce ulteriormente. Esiste ad oggi circa un dieci per cento di immobili su cui la Chiesa è costretta a pagare l’Ici, in quanto al suo interno non si svolge alcun tipo di attività neppure lontanamente legata al culto o alla catechesi.

Questa già minima percentuale sarà ancora ridotta, visto che la manovra esclude dalla rivalutazione gli immobili di categoria B (case di cura ed ospedali senza fini di lucro, cappelle non destinate all’esercizio pubblico del culto, biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, circoli ricreativi senza fini di lucro) di cui fa parte una buona fetta di quel dieci per cento.

Insomma fra le resistenze della casta e i favori al vaticano, sembra proprio che a subire il colpo più duro saranno i cittadini, i lavoratori. Le proteste, difatti, non mancano, ed oggi in molte città d'Italia si svolgono cortei collegati allo sciopero generale.

Ma i mercati premono, lo spread torna a salire, la borsa è in rosso. E il grande ricatto globale torna a schiacciare la cittadinanza, ad annientare la sovranità nazionale, mettendoci di fronte una strada di sofferenze e convincendoci che è l'unica possibile.

A.D.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
12 Dicembre 2011 23:13, Davide Fusari ha scritto:
OK, praticamente, chi si può "permettere" solo la prima casa (che poi è un appartamento), e "permettere" lo metto tra virgolette perchè solitamente per comprarla ci si indebita a vita; chi non ha il potere di opporsi con successo, cioè tutta la classe operaia alla quale è stato già dimezzato il potere d'acquisto dello stipendio con l'entrata in vigore della moneta unica; chi con un introito famigliare di 2.000, 2.500 euro al massimo (2 operai) deve mantenere i figli disoccupati non per colpa della mala voglia ma dell' "enorme" crescita economica che l'italia ha avuto negli ultimi 15 anni; chi si dà veramente da fare in cambio non della possibilità di portare la famiglia in pizzeria alla fine del mese ma di arrivarci a stento alla fine del mese; chi ha lavorato 40 anni e quindi versato per una vita in cambio di una pensione da FAME che lo costringe a rubare una bistecca al supermercato per sopravvivere, tutti questi devono pagare in silenzio, subire tagli e stringere la cinghia in nome dell'italia, per il bene del loro paese, per il bene di quel paese che alla fin fine non ha dato loro nulla ma ha solo preteso, il paese dei contentini da 50 euro al mese per aiutare chi deve vivere con la minima (ci prendono anche per i fondelli), quel paese che quando si tratta di prendere un rimborso "campa cavallo che l'erba cresce" scusati dalla lentezza della burocrazia, ma quando si tratta di soldi dovuti allo stato... beh... tutto magicamente diventa puntuale, veloce e funzionante.

Chi invece dichiara 20.000 euro all'anno e possiede una barca di lusso, la villa, il macchinone ecc...; chi possiede case su case e la fabbrichetta e poi si scopre che si fa passare i libri dei figli per il basso reddito; i ricchi, quelli che la bistecca non la rubano ma magari la buttano; loro alla fine saranno agevolati con conguagli ed in proporzione ai primi per le case pagheranno una cavolata, loro avranno ingiustamente privilegi e deroghe, noi avremo bastonate.

Ma come se non bastasse poi ci sono gli intoccabili, gli uomini senza tempo, quelli che fanno le regole durante la partita, i paladini della giustizia, quelli che veramente ci amano, si, insomma, in una parola, i politici, avete presente? Ma si dai.. quelli che non pagano niente tanto paghiamo noi (ristorante, macchina, treno, aereo ecc...), quelli che mentre i nostri stipendi ogni anno valgono sempre meno i loro se li aumentano ogni anno, tanto paghiamo noi, quelli che "lavorano duramente" per 5 lunghi anni e si prendono la pensione per tutta la vita (e non 400 euro al mese, un pelo di più), tanto paghiamo noi, quelli che cambiano le leggi in base alle LORO esigenze facendoci credere che sono le nostre, quelli che, parliamoci chiaro, HANNO ROVINATO IL PAESE, ed ora che lo hanno fatto cosa fanno? (a parte darsi la colpa l'un l'altro ovviamente)qualcuno propone per lo meno di tagliargli gli stipendi, del resto è colpa loro non nostra se l'italia rischia il fallimento e non sarebbe corretto far pagare solo noi, ma loro, gli onnipotenti, i paladini della giustizia, quelli che ci vogliono bene e che vogliono il nostro bene rispondono:"giusto, certo, volentieri, però non da subito, non con questa norma", noi:"e perchè di grazia?", loro:"beh... ehm... è scritta male"...

Beh... Direi che è inutile andare avanti con questo appropriato ma inutile commento che mai e poi mai raggiungerà il suo obiettivo, tanto, se siete arrivati a leggere fin qua, avrete letto le solite cose che ormai tutti sanno e tutti dicono ma che purtroppo non cambieranno mai, spero solo che non ci portino mai al punto di dover digiunare per far mangiare i nostri figli o peggio ancora di dover far digiunare anche i nostri figli, anche perchè arrivati a quel punto Dio solo sa cosa potrebbe succedere.

By Un delusissimo cittadino italiano
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PAROLE CHIAVE
manovra economica  monti  ici  chiesa  politica 
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Autore: Paul Connect
Casa editrice: Dissensi
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