Il Cambiamento RSS FaceBook

Crisi

Oltre la manovra, Zanotelli: "Abbattiamo le spese militari"

Nel 2010 sono stati spesi 27 miliardi in materiale bellico, 50 mila euro al minuto, 3 milioni l’ora, 78 milioni al giorno. Da Padre Alex Zanotelli un appello a mobilitarsi contro l'irragionevole e spropositato finanziamento dell'apparato militare.

di Alex Zanotelli - 5 Settembre 2011

soldato italiano
Nel 2010 sono stati spesi 27 miliardi in materiale bellico

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. È mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro?

Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma (SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!

È mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35.

Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma: “L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…” (art.11) ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York).

esercito italiano
"Oggi nessuna guerra è giusta, né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia"

Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.

Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta, né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?

Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?

E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!

militare
"Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi"

Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.

E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).

È un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.

E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.

Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.

Che vinca la Vita!

3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
4 Giugno 2013 12:20, Adespoto ha scritto:
http://www.ildialogo.org/appelli/MaleOscuro_1369771177.htm
7 Settembre 2011 09:42, Franco ha scritto:
Ho partecipato al corteo e al comizio in piazza per lo sciopero generale CGIL del 6.9.11. Anche lì...niente, dal palco e dai cartelli, contro le guerre e le armi pagate con le tasse versate dai lavoratori e pensionati italiani. Due soli cartelli, "GIU' LE MANI DALLA LIBIA", "GIU' LE MANI DALLA LIBIA, DALL'INTIFADA ARABA, DAI DIRITTI DEI LAVORATORI". Solo un volantino che denunciava il rapporto perverso guerra-immigrazione-sfruttamento.
Nelle discussioni spalla a spalla a molti bisognava spiegare che e perchè la denuncia dell'accettazione della supremazia delle armi sui diritti non era fuori luogo.
Qualche raro portatore di bandiera della pace era sconsolato ma deciso a continuare la sua rinuncia all'ipocrita marcia di Assisi, che ha celebrato la sua perdizione imbrigliandosi nel lasciapassare alla "missione" nel Libano.
5 Settembre 2011 18:04, Franco ha scritto:
L'indignazione per la mancanza di ogni pur minimo riferimento, nella manovra, alle spese per le armi, si accompagna a quella per la medesima assenza, nella protesta, dello sciopero ...generale del 6 settembre.
Dovremmo dire a Padre Zanotelli che finchè si costruiranno e benediranno i cannoni e le fabbriche che li fanno e che... danno lavoro a tanti sfruttabili e sfruttati pur di impedire che i lavoratori del mondo si uniscano per produrre solo aratri, occorreranno tante... "cariche" della pace, altro che marce!
Questo ai padroni non occorre dirlo perchè lo sanno fin troppo e sono sempre pronti a "marciare" sotto le bandiere della pace e le cineprese televisive, calzando comodissimi e costosissimi sandali ortopedici francescanamente camuffati.
Si dica subito a loro tutti che non sono ammessi alla marcia e che se proprio insistono dovranno devolvere tutto il proprio di più del reddito lordo di un operaio ...immigrato come contributo di solidarietà all'...altro.
Pace e bene a tutti i bisognosi !
 

Economie

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico