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SPECIALE » Se indignarsi non basta

Roma. Il carnevale degli indignati per informare i cittadini

16 Gennaio 2012

indignati colosseo
Gli indignati hanno inscenato un carnevale per le vie di Roma fin dentro al Colosseo

Quella festa colorata, quella messinscena, quel carnevale laico che ha invaso le strade e le piazze di Roma, andando a finire persino all'interno del Colosseo, non è che un aspetto dei presidi e delle manifestazioni romane degli indignati. Accanto ad esso vi sono assemblee pubbliche, workshop, giochi di gruppo, che servono ad informare e formare la cittadinanza su quanto sta accadendo all'economia mondiale – e al sistema mondo - e su quali sono gli strumenti a nostra disposizione per reagire.

I circa 200 indignados che hanno fatto tappa a Roma nella loro lunga marcia partita da Nizza e che li condurrà a piedi fino a Atene mantengono due linee parallele, che si divertono ad intrecciare: quella della contestazione rumorosa e irriverente e quella della formazione seria e puntuale. Sulla prima linea, in questi giorni, abbiamo assistito ad un vero e proprio carnevale per le vie del centro di Roma.

I manifestanti, accampati in piazza San Giovanni, hanno sfilato per le strade della città fino a Piazza del Popolo, mascherati da banchieri, petrolieri, capi di governo. La messinscena è culminata a Piazza Venezia, dove gli allibiti passanti hanno assistito alla scena madre: il bacio fra il premier italiano Monti, la cancelliera tedesca Merkel ed il presidente francese Sarkozy.

Nel pomeriggio, alcuni ragazzi travestiti da clown erano persino riusciti ad insinuarsi nel Colosseo: avevano scavalcato i cancelli dell’anfiteatro ed erano entrati per pochi minuti all’interno del monumento.

La rumorosa fanfara non ha risparmiato banche e grandi catene. Sulle banche incontrate per strada sono stati attaccati manifesti e piccoli adesivi con scritto “Prendi la tua libertà” e “Colpevole”. Altri indignati hanno fatto irruzione in un McDonald’s al grido di “Do you know you eat shit?” (“Sai che mangi merda?”).

Diverse le reazioni dei passanti. I più hanno incitato i manifestanti, battendo le mani, o limitandosi a sorrisi e segni di assenso. Altri sono rimasti turbati o impauriti. Ma, come spiega una manifestante alle telecamere del Fatto Quotidiano, “a volte si interpreta lo svegliare le persone come disagio. Molti camminano per strada come se fossero seduti sul divano davanti alla tv, quindi interpretano un semplice 'oh svegliati!' come un disagio”.

Sicuramente, fra tutti i cittadini della Capitale, il meno accomodante è stato il Primo. Il sindaco Gianni Alemanno ha infatti deciso di usare la linea dura contro i manifestanti, chiedendo espressamente “alle autorità di ordine pubblico di intervenire immediatamente per bloccare [… una] manifestazione non autorizzata che sta creando problemi in vari punti della città.”

“Non basta autodefinirsi Indignados – ha proseguito il Sindaco - per potere bloccare impunemente strade, fare incursioni nel Colosseo, creare difficoltà e fastidi ai cittadini romani. Ho chiesto alle autorità di ordine pubblico un intervento immediato e tempestivo per fermare 200 persone che scorrazzano per la città”.

Ma il presidio degli indignati non si ferma. E, come dicevamo in apertura, integra la colorata parodia del sistema con una serie di incontri formativi aperti alla popolazione. Il video qui sotto riassume un workshop sulla non violenza, un concetto divenuto fondamentale all'interno del movimento anche alla luce degli scontri avvenuti a Roma ed Atene lo scorso 15 ottobre.

Video realizzato da Daniele Quattrocchi

Altro concetto fondamentale, propagandato dal movimento, è quello di pensiero collettivo: un modo di pensare e prendere le decisioni che riesca a superare la cosiddetta “dittatura della maggioranza”, e conduca, attraverso il dibattito ed il compromesso, a delle decisioni condivise.

Fra pochi giorni gli indignati lasceranno Roma e riprenderanno il proprio percorso per Atene, con la speranza di essere riusciti ad accendere una scintilla di consapevolezza, resistenza, o almeno semplice curiosità nelle persone.

A.D.

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