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I neutrini e la velocità della luce, i limiti della "scienza ufficiale"

Da poche settimane, in seno alla comunità scientifica si è scatenato un dibattito a partire dalla notizia che i neutrini inviati dal CERN di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Abruzzo avrebbero superato la velocità della luce. Cosa succede, però, quando è la stessa 'Scienza' a non voler ammettere che anche le leggi fisiche sono variabili e non totalmente prevedibili?

di Guido Dalla Casa - 4 Novembre 2011

velocità luce
"Oggi sappiamo che c’è solo una danza di energie e che si tratta di energie anche mentali. Sembra che ottant’anni siano passati invano"

L’articolo di Marco Cattaneo pubblicato su La Repubblica del 2 ottobre intitolato Come cambierebbe la fisica se si andasse più veloce della luce mi induce ad alcune considerazioni sul modo di procedere della scienza ufficiale e sulle modalità con cui vengono divulgate le notizie sulle scoperte scientifiche.

Nella mia cantina si trovano ancora articoli di una trentina di anni fa scritti da autori al di sopra di ogni sospetto (Prof. Recami e Prof. Fracastoro Decker) pubblicati su prestigiose riviste scientifiche in cui vengono trattate entità con velocità superiori a quella della luce: venivano chiamate tachioni. Quindi non si tratta di grandi novità o di 'stranezze' completamente inattese. Inoltre il fenomeno dell’entanglement, largamente conosciuto dai fisici d’avanguardia, comporta un legame assolutamente istantaneo (cioè a velocità infinita) fra entità anche lontanissime. I fenomeni non-locali sono noti da tempo, anche se mai completamente accettati dagli scienziati meccanicisti-materialisti-cartesiani che si autoproclamano 'la scienza' e che venerano la relatività ignorando le conseguenze della fisica quantistica.

Quindi la fisica di oggi non cambierebbe poi tanto.

Viene il sospetto che qualche divulgazione sia dettata dall’esigenza di far sapere in certi momenti qualcosa di “sensazionale” magari per giustificare un finanziamento, ma questa è una battuta.

In una trasmissione televisiva sulla scoperta, ho visto i neutrini raffigurati come 'palline', e questo perpetua la solita visione meccanicista, anche se sappiamo che non esiste alcuna particella, né alcun 'mattone fondamentale della materia', ma solo configurazioni (anche mentali) in una rete di relazioni. Eppure molti scienziati sanno benissimo che stanno giocando con dei fantasmi. Sembra poi che la fisica 'ufficiale', l’unica che viene divulgata, ignori il vuoto quantistico e l’impossibilità di definire una 'massa'. Oggi sappiamo che c’è solo una danza di energie e che si tratta di energie anche mentali. Sembra che ottant’anni siano passati invano.

Si è subito parlato di "esperimenti" per confermare o confutare la "clamorosa" scoperta. A nessuno salta in mente che i neutrini avranno o non avranno una velocità maggiore di quella della luce a seconda di come è, o sarà, l’inconscio del sistema 'CERN-Gran Sasso-sperimentatori-pubblico'. Ma si vuole continuare a far credere, anche in buona fede, che esiste una 'realtà' indipendente da tutto il resto e che è lì da sempre in attesa di essere finalmente “scoperta” da qualcuno. Non si vuole ammettere che anche le leggi fisiche sono variabili e non totalmente prevedibili.

Se vogliamo arrivare ad un limite quasi-comico:

Il meccanicismo insito in quelle 'palline' con cui venivano presentati i neutrini ha fatto quasi 'perdonare' (!) l’ultrameccanicismo di un ministro italiano che credeva che fosse necessario un tunnel fra Ginevra e il Gran Sasso per poter "sparare" le particelle da un posto all’altro.

Concludo con due citazioni di personaggi illustri:

L’unica legge è che non c’è nessuna legge
John Archibald Wheeler

La mentalità cinese antica contempla l’Universo in maniera paragonabile a quella del fisico moderno, il quale non può negare che il suo modello dell’Universo è una struttura decisamente psicofisica.
Carl Gustav Jung

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
4 Novembre 2011 12:54, jon ha scritto:
Condivido in pieno l'articolo: a cominciare dal principio di indeterminazione di Heisenberg e del teorema di Bell.

Abbiamo troppa fede in "certa scienza di stampo cartesiano" e l'anarchismo epistemologico di Feyerabend è illuminante in tal senso...poiché anche questo "sapere" è in fondo,relativo,come tutte le varie forme di cultura.....
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