Il Cambiamento RSS FaceBook

Culture per il Cambiamento

Vivere sostenibile: la regola mancante (prima parte)

Dai trasporti ai rifiuti, dal cibo locale alle energie rinnovabili. Quali sono le regole del vivere sostenibile? Molti sono i 'vademecum' dell'ambientalismo ma spesso vengono tralasciate le regole principali, senza le quali non si fa un solo passo avanti. Vediamo perché.

di Filippo Schillaci - 2 Settembre 2011

vivere sostenibile
Quali sono le regole del vivere sostenibile?

Fra i molti testi che circolano sulla rete aventi come argomento le buone regole del vivere sostenibile me ne è giunto uno che mi ha colpito per la sua esemplare tipicità, per essere un perfetto compendio di pregi e difetti, di presenze e assenze che caratterizzano l’ambientalismo oggi, in Italia e, probabilmente, non soltanto. Il documento riporta 18 regole per praticare una vita all’insegna della sostenibilità. Cominciamo col classificarle:

5 regole riguardano i trasporti

3 regole riguardano i rifiuti

3 regole riguardano i prodotti naturali per la casa

2 regole riguardano il cibo locale

2 regole riguardano l’acqua

1 regola riguarda una moneta alternativa

1 regola riguarda la televisione

1 regola riguarda le energie rinnovabili

0 regole riguardano le scelte alimentari.

La prima cosa da dire è che tutte le regole presenti in quantità maggiore di zero sono ovviamente giuste, tanto che anch'io mi sforzo di seguirle. Però, adesso confrontiamo tutto ciò con il mondo reale.

Nel mondo reale il principale responsabile degli impatti ambientali provocati dalle attività umane sulla Terra è il settore agroalimentare con il 31% del totale, contro il 18,5 dei trasporti e il 23,6 della costruzione e gestione degli edifici (queste 3 voci, da sole, coprono poco meno dell’80% del totale).

Da studi apparsi su riviste scientifiche internazionali risulta che la provenienza locale del cibo è la variabile meno importante dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente mentre più importante (8 volte di più per l’esattezza) è il fatto che il cibo sia di origine vegetale. Quest’ultimo punto inoltre è tre volte più importante del fatto che il cibo sia prodotto biologicamente. I cibi a più alto impatto ambientale sono la carne di manzo, il pesce, il latte e i formaggi. Tutti questi si situano nettamente al di sopra dei limiti della sostenibilità, indipendentemente da come sono prodotti.

acqua
La maggior parte dell’acqua la consumiamo non quando beviamo o ci laviamo bensì quando mangiamo

Inoltre, il 70% dei consumi mondiali di acqua è provocato dall’agricoltura mentre i consumi domestici sono appena l’8%. La maggior parte dell’acqua dunque la consumiamo non quando beviamo o ci laviamo bensì quando mangiamo. Una parte rilevante di ciò che viene classificato sotto la voce agricoltura inoltre è in realtà zootecnia e perfino una parte rilevante di ciò che è agricoltura propriamente detta è oggi deviata verso la produzione di mangimi zootecnici (e questo è, fra l'altro, il principale motivo per cui 800 milioni di persone patiscono la fame). Possiamo dunque precisare meglio la frase precedente: la maggior parte dell’acqua la consumiamo non quando beviamo o ci laviamo bensì quando mangiamo cibi di origine animale.

Ora, soffermiamoci ad esempio sulla regola che nella lista presa in esame porta il numero 6: “uso solo borse di tela” (giusto ovviamente: lo faccio anch'io) e immaginiamo un ipotetico ambientalista-tipo mentre, con la sua borsa di tela, entra in un certo negozio di prodotti alimentari, compra un etto di un certo alimento, se lo fa impacchettare e mette questo pacchettino piccolo piccolo in quella borsa in linea con le regole auree della perfetta sostenibilità. Improvvisamente si accorge che la borsa è diventata pesantissima tanto da non riuscire più a sollevarla. Quanto pesantissima? Esattamente 2000 Kg (2 tonnellate).

Spiegazione. Guardiamo l’insegna del negozio: c’è scritto Macelleria. Il piccolo pacchettino contiene un etto di carne di manzo, per produrre il quale sono stati necessari 2000 litri, cioè appunto due tonnellate di acqua. Due tonnellate che il nostro ambientalista, così attento a mettere i nonsocosa che mescolano aria all’acqua del rubinetto, ha buttato nel cesso in un colpo solo. E magari le cose andassero così! Perché in realtà la sua borsa rimane leggerissima. È altrove che grava il peso di quelle due tonnellate. Ma un altrove, e di questo ben pochi ancor oggi se ne rendono conto, che fa presto a ricadere su ciascuno di noi. Ed è quello che sta effettivamente accadendo sulla Terra adesso. Sarà forse ora di cominciare a preoccuparci più del contenuto che del contenitore, mi pare.

Insomma, queste 18 regole sono sì giuste ma il problema, il grosso e grave problema è che mancano, come al solito, le più giuste. Senza le quali non si fa un solo passo avanti. Come ha scritto Maurizio Pallante in La Decrescita Felice (edizione 2011): “È più ambientalista un vegetariano che guida un SUV che un carnivoro che va in bicicletta”.

Fonti e blbliografia

AA. VV., Livestock long shadow, FAO, 2006.

AA. VV., Cibo e sostenibilità ambientale (Atti del convegno), Milano, 2010.

C. L . W eber e H. S. Matthews, Food-Miles and the Relative Climate Impacts of Food Choices in the United States, Environmental Science & Technology, Vol. 42, No. 10, 2008.

M. Tettamanti, L. Baroni e altri, Evaluating the environmental impact of various dietary patterns combined with different food production systems, European Journal of Clinical Nutrition, ottobre 2006.

M. Pallante, La Decrescita Felice (Seconda edizione), Edizioni per la Decrescita Felice, Roma, 2010

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL
Come dice spesso l'ing. Palazzetti (inventore del microcogeneratore Totem) visto che viviamo in un mondo dalle risorse finite la decrescita prima o poi ci sarà comunque. Quello che... continua
Se niente importa. Perchè mangiamo gli animali?
Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava... continua
6 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
7 Settembre 2011 09:08, Elena ha scritto:
Il problema dell'acqua in zootecnica risiede nel fatto che si calcola che per produrre un chilo di carne viene consumata tanta acqua (tra irrigazione del foraggio, allevamento intensivo, etc) quanta ne usa una persona media per lavarsi in un anno! Non è questione di demonizzazione ma di coscienza a mio modesto parere
6 Settembre 2011 23:18, Filippo Schillaci ha scritto:
Risposta per Mauro.
Un suino beve 20 litri di acqua al giorno, un bovino da ingrasso ne beve 50, una vacca da latte addirittura 200. C'è poi l'acqua che viene usata per la pulizia delle stalle e per le varie fasi della lavorazione della carne.
Ma a monte di tutto ciò c'è l'acqua che viene utilizzata per le coltivazioni intensive necessarie a sostenere gli allevamenti intensivi (Perchè non dimentichiamo che carne e latte, agli attuali, pazzeschi livelli di consumo dei paesi industrializzati, significa inevitabilmente questo tipo di allevamenti. "Carne biologica per tutti" è solo un mito e basta). Per ogni tonnellata di mais occorrono 1000 tonnellate di acqua.
L'acqua torna in circolo? Così sarebbe secondo natura ma non dimentichiamo che stiamo parlando di procedimenti industriali che prescindono dai cicli naturali. L'acqua usata per tali processi è sottratta ai cili naturali, trasformata in liquami e convogliata verso i fiumi e poi al mare. Da lì evapora ma solo un quinto dell'acqua evaporata torna sulle terre emerse in forma di pioggia (il resto va sui mari)

Infine, quello dell'acqua era solo un esempio, uno dei molti impatti ambientali che la zootecnia provoca. Fra gli altri: emissione di gas serra, deforestazione, degrado dei terreni fino alla desertificazione, sottrazione di cibo a uso umano, inquinamento delle falde acquifere e infine, passando dall'ambiente alla salute, dilagare di tumori, obesità, diabete, malattie degenerative e altro ancora.
6 Settembre 2011 21:26, maria ha scritto:
non è solo questione di ambiente, sostenibilità ecc.ecc. io ho sperimentato che si tratta anche di benessere fisico. Da quando ho ridotto la carne ad un paio di pezzettini a settimana, e tolto di mezzo i salumi mi sento molto meglio. Meno affaticamento, miglioramento della digestione. Anche un sano egoismo aiuta il mondo.
6 Settembre 2011 12:30, Marco B. ha scritto:
0 regole che riguardano i rapporti umani :(((
2 Settembre 2011 19:23, Albert Mairhofer ha scritto:
per l%u2018attuale situazione finanziaria lancio la seguente proposta:
Prendere in considerazione il collegamento delle idrovie europee attraverso il canale transalpino Danubio-Tirol-Adria con lo scopo di trasferire alla navigazione fluviale e costiera gran parte del trasporto merci nazionale ed internazionale evitando così la costruzione di 3 grandi opere, e cioè
a) della Galleria di base del Brennero
b) del Ponte sullo Stretto di Messina anche
c) del tunnel ferroviario tra Lyon-Torino.
Il canale transalpino collegherà la rete fluviale interna e tutti i mari d'Europa, e cioè Mediterraneo, Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Nero e, sulla rete fluviale russa, il Mar Bianco ed il Mar Caspio.
Il risparmio così ottenuto potrebbe diminuire il debito pubblico per ca. 50 miliardi %u20AC.
Il Progetto Tirol-Adria invece comprende un finanziamento, che non aggrava le finanze dello Stato.
Il progetto è pubblicato sul sito www.tirol-adria.com."

2 Settembre 2011 19:22, Mauro ha scritto:
Concordo sul fatto che è meglio mangiare direttamente vegetali invece che carne, ma non capisco questa demonizzazione. I 2000 litri di acqua li ha bevuti la mucca o sono serviti a irrigare i campi per il fieno ? In ogni caso credo che tale acqua possa rimanere in circolo ( quello che insegnavano alle medie) Credo che il problema sia quando all'acqua si mettono inquinanti che rimangono o quando si usa l'h2o prima per irrigare e poi per bere, e non il contrario. SAluti, Mauro
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 6 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


PAROLE CHIAVE
cibo  acqua  carne 
EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Ufficio di Scollocamento. Una proposta per ricominciare a vivere


 È una notizia, non una provocazione: il primo Ufficio di scollocamento è nato all’inizio del 2012 da un’idea elementare degli autori di questo libro. Il lavoratore...continua

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

E-Check - La valigia del risparmio energetico

Una valigia per risparmiare energia! Contiene la strumentazione e il materiale didattico per realizzare diagnosi energetiche e impostare semplici interventi di risparmio energetico negli edifici... continua € 605,00
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 
Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico