Il Cambiamento RSS FaceBook

Decrescita

Conversazione con Maurizio Pallante. Terza parte

"Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, perché lo sviluppo è di per se insostenibile e la sostenibilità prevede l’abolizione dello sviluppo". Come uscire, dunque, dalla logica della crescita? Vi proponiamo la terza parte dell'intervista di Daniel Tarozzi a Maurizio Pallante.

di Daniel Tarozzi - 30 Dicembre 2010

mondo pianta
"La decrescita sta diventando una calamita che attrae e attira tutte le persone che non sono contente di come si vive"

Ritieni che la gente capisca cosa significa decrescita?

Si avvicinano a questi ideali coloro che hanno già delle motivazioni. Se io vado per strada e parlo di decrescita, le persone mi guarderanno come un marziano. Però tutte le persone che vivono diversamente e che sentono un disagio nel muoversi nella società contemporanea questo discorso lo percepiscono bene cogliendone anche la valenza esistenziale e non solo di carattere politico.

La decrescita sta diventando dunque una calamita che attrae e attira tutte le persone che non sono contente di come si vive, che fino adesso avevano delle intuizioni ma non avevano chiara una prospettiva alternativa. La cosa importante è che attrae individui di tutte le fasce d’età.

Dove si sta diffondendo maggiormente?

Il maggior riscontro si ha al nord-est; ultimamente c’è un interesse molto forte nella provincia del cuneese. Provincie come queste, più contadine che non industriali, si ritrovano molte bene in quelli che sono gli ideali proposti dal movimento. Il 'libretto' della decrescita felice ha superato le 10.000 copie, cifra che per la saggistica italiana rappresenta un dato veramente incredibile. E risulta ancor più clamoroso se consideriamo che non era stata fatta nessuna recensione e gli Editori Riuniti (che lo hanno editato) non sono distribuiti benissimo.

Moltissime persone che ho incontrato mi hanno raccontato di aver ritrovato e riconosciuto in quel libro delle idee che avevano già intuito e che stavano già praticando. Io mi sono quindi limitato a dargli una forma più organica e sistematica.

pallante
"Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, perché lo sviluppo è di per se insostenibile e la sostenibilità prevede l’abolizione dello sviluppo"

Perché spesso polemizzi contro il concetto di sviluppo sostenibile?

Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, perché lo sviluppo è di per se insostenibile e la sostenibilità prevede l’abolizione dello sviluppo.

Bisogna quindi prima di tutto decidere che cosa si intende per sviluppo. Quando noi utilizziamo il concetto di paesi sottosviluppati ci riferiamo, ad esempio, a dei paesi che non hanno il nostro stile di vita, che viene da noi generalmente considerato come il metro di tutto ciò che si basa sulla crescita che, in quanto tale, comporterebbe un miglioramento.

La parola sviluppo è un modo di edulcorare la parola decrescita perché nessuno di quelli che parla di sviluppo pensa che si possa ottenere uno sviluppo attraverso la decrescita. Lo sviluppo sostenibile è il concetto secondo il quale siccome dobbiamo continuare a crescere e siccome la crescita comporta l’esaurimento delle risorse non rinnovabili dobbiamo puntare a sviluppare quelle rinnovabili.

È una maniera di continuare a fare quello che si è sempre fatto in un modo diverso da come si è fatto in passato (cosa non particolarmente rivoluzionaria visto che ormai sarebbe impossibile continuare a farlo).

Anche nel caso di estremo di povertà, il concetto da proporre non dovrebbe essere quello di sviluppo, perché sviluppo significa mercificazione. Bisognerebbe invece aiutare queste persone ad uscire dalla povertà mettendone in grado di auto-prodursi i propri beni.

Invece succede tutto l’opposto; ad esempio la Tata, industria automobilistica indiana - d’accordo con la Fiat - ha espropriato i terreni di 30.000 contadini per costruire una fabbrica che occuperà solo 2000 persone. C’è riuscita utilizzando la persuasione, la truffa, la menzogna. Ma i bisogni reali di queste persone non saranno appagati dallo sviluppo. Lo saranno se riusciranno a mantenere la loro condizione contadina.

Lo sviluppo è un concetto indissolubilmente legato alla crescita del Pil. La crescita del Pil è la mercificazione, perché se non si mercifica tutto non cresce il Pil .

Questo è un modello che bisogna abbattere. Tutti hanno diritto ad una vita dignitosa e di conseguenza tutti hanno diretto di accedere alle risorse necessarie all’ottenimento di tale obiettivo.

orto
"Di quest’orto regaleremo tanta di quella roba… già adesso la regaliamo. Ne produce molta più di quella che riusciamo a consumare"

In che modo un paese può uscire dalla logica della crescita?

Il caso di Cuba è emblematico e va studiato approfonditamente. Quando a Cuba c’è stata la rivoluzione l’Unione Sovietica ha garantito a Fidel Castro che avrebbe comprato tutto lo zucchero che loro producevano anche ad un prezzo superiore a quello di mercato, ponendosi così nell’ottica dello sviluppo della monocultura e della mercificazione. Quando poi l’Unione Sovietica è crollata e la Russia non ha più comprato lo zucchero Cuba si è trovata improvvisamente sul lastrico!

A quel punto, però, i cubani sono usciti dalla povertà non entrando nella logica della crescita, ma valorizzando appieno la loro autoproduzione. Ha funzionato ed oggi il 50% del cibo che si mangia all’Havana è autoprodotto.

Questo fenomeno ultimamente si sta sviluppando anche negli Stati Uniti. New york, Los Angeles, Chicago, San Francisco hanno visto nascere nel loro territorio gli orti urbani, i pollai urbani e le conigliere; si tratta di piccole aree di terreno tra le case che si vanno rivitalizzando tanto che la principale azienda specializzata nella vendita di semi negli USA quest’anno ha raddoppiato il fatturato.

E in Italia come va la vendita dei semi?

Il tema dei semi è un tema molto delicato e importante. Io mi sono trasferito qui (in Piemonte) all’inizio del 2000 e ho cominciato a farmi l’orto comprando le piantine al mercato di Castel Nuovo Don Bosco. Pian piano sono arrivato all’autoproduzione dei semi e quindi alla possibilità di avere una grande varietà di semi che ancora molte famiglie contadine si tramandano da oltre 100 anni.

(Mentre parla Pallante si alza e, da una cassetta poggiata poco distante dall’angolo del grande terrazzo in cui ci troviamo, prende alcuni pomodori gialli. Ci invita ad assaggiarli. Poi riprende a parlare mostrandoci l’orto che lui stesso cura con la compagna e che sorge a pochi metri da lì).

I pomodori originariamente erano gialli. Pomi d’oro. Si chiamano così appunto perché dorati, gialli. L’orto lo seguiamo personalmente io e la mia compagna. Nonostante i mille impegni e gli imprevisti, a volte anche dolorosi, che segnano la vita di chiunque, ogni sera - quando fa meno caldo - ti metti qui e ti dedichi all’orto. In particolare la mia compagna è una che con le piante ci parla, le cura con un coinvolgimento autentico in queste vite che si manifestano, in queste forme vegetali e sembra quasi che le piante le rispondano. Di quest’orto regaleremo tanta di quella roba… già adesso la regaliamo. Ne produce molta più di quella che riusciamo a consumare.

Siamo arrivati alla fine di questa terza puntata. Nella prossima (quarta e ultima parte) analizzeremo il rapporto tra decrescita felice e città urbanizzate e ci confronteremo sul ruolo della donna all'interno di questo paradigma culturale.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL
Come dice spesso l'ing. Palazzetti (inventore del microcogeneratore Totem) visto che viviamo in un mondo dalle risorse finite la decrescita prima o poi ci sarà comunque. Quello che... continua
Felicità sostenibile
Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l'aumento dei beni prodotti, misurato dal PIL, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da... continua
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 0 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Come si esce dalla Società dei Consumi


Autore: Serge Latouche
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Lampadina Led 6W -220V - Luce bianca

Nuova lampadina a LED, ideale in casa per risparmio energetico (solo 6W=c.a 60W tradizionali ) e lunga vita (oltre 50.000 ore), ma anche in baite con impianto luce alimentato a 220V tramite... continua € 26,40
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 
Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico