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Dietro l'etichetta

La soia Ogm, il pesticida Monsanto e quella carne 'non modificata'

Nei nostri supermercati non è facile trovare un prodotto con il marchio OGM, e se ci fosse non lo compreremmo. Cosa succede, però, se polli, maiali e bovini sono nutriti con soia OGM? Questa coltivazione proveniente dal Sudamerica dipende dal Round Up, pesticida che uccide qualunque tipo di pianta ad eccezione di quelle geneticamente modificate dalla Monsanto. Si tratta di una questione decisamente controversa.

di Andrea Boretti - 4 Marzo 2011

soia
La soia OGM viene utilizzata per la nutrizione degli animali, polli, maiali e bovini in particolare

In tutta Europa il cibo e gli alimenti OGM devono essere obbligatoriamente segnalati sull’etichetta o sulla confezione del prodotto. Facendo semplicemente la spesa tra i corridoi di un qualunque supermercato ci accorgeremmo subito però che di questi alimenti non c’è neanche l’ombra, o meglio, le etichette non segnalano niente riguardo a quella costata tenerissima, a quei due etti di crudo dolcissimo o ai polletti che abbiamo comprato su un vassoietto in polistirolo.

Forse non saranno biologici, viene da pensare, forse saranno cresciuti in batteria – i polletti – chiusi in cella – le mucche - ma alla fine sono il cibo a cui ci hanno abituati… e ci piace! Ciò che non ci piace sono gli alimenti OGM, e infatti non sono facili da trovare.

Eppure, nonostante di OGM sugli scaffali dei supermercati non ce ne siano, ogni anno in Europa vengono importati 41 milioni di tonnellate di soia OGM. Questa soia non finisce sulle nostre tavole, o almeno non direttamente. La soia OGM viene, infatti, utilizzata per la nutrizione degli animali, polli, maiali e bovini in particolare.

Le direttive europee indicano però che il fatto che questi animali si nutrano a OGM non fa dei prodotti derivati dalla loro carne un alimento da etichettare come OGM. Quella costata, quel crudo e quei polletti è quindi molto probabile che siano stati una volta un animale nutrito ad OGM.

La storia però non finisce qui, è di pochi giorni fa infatti, la messa in onda di un documentario tedesco che oltre a raccontare nel dettaglio quanto noi abbiamo riassunto in poche righe affronta il problema serio della produzione della soia OGM e dei fertilizzanti utilizzati per farla crescere.

La maggior parte di quei 41 milioni di tonnellate arriva infatti dal Sud America dove ormai da tempo sono in movimento diverse forme di protesta contro questo tipo di cultura.

In Argentina e negli altri stati Sudamericani i semi di soia OGM vengono utilizzati in combinazione con un pesticida della Monsanto, il Round UP il cui 'ingrediente' base è il glifosfato. Questo pesticida uccide praticamente qualunque tipo di pianta ad eccezione di quelle geneticamente modificate dalla Monsanto.

Guardando le immagini del documentario tedesco si capisce subito il perché si preferisca questa coltivazione a quella della soia naturale, il processo infatti appare molto più semplice e lineare: si semina, si spruzza il Round Up e si raccoglie. In questo modo la produzione di soia in Sudamerica è aumentata dal 1996 al 2003 di ben 35 volte. Parallelamente però anche l’utilizzo di Round Up è aumentato e di una cifra ancora più importante: il 5600%

round up
In Argentina e negli altri stati Sudamericani i semi di soia OGM vengono utilizzati in combinazione con un pesticida della Monsanto, il Round UP

I semi OGM, infatti, diventano di anno in anno sempre più resistenti al pesticida obbligando così i contadini ad usarne sempre di più e a mischiarlo con una seconda sostanza più che equivoca, l' acido 2,4-diclorofenossiacetico conosciuto per causare danni neurologici e infiammazioni croniche.

L’utilizzo congiunto di queste due sostanze sta cominciando a far vedere i suoi effetti, sono infatti sempre di più i casi di neonati con disturbi cerebrali. Conseguenze che secondo il ricercatore francese Gilles–Eric Serallini possono tranquillamente essere addebitate al glifosfato.

Gli esperimenti di Serallini dimostrano infatti come anche solo piccole quantità di questa sostanza siano in grado di uccidere delle cellule umane in meno di 24 ore. “Ci sono molti studi in giro per il mondo che dimostrano come il glifosfato sia tossico (…) il Round Up è poi ancora più tossico in quanto il glifosfato è solo uno degli ingredienti del pesticida”, afferma Serallini.

Riassumendo. La soia OGM viene prodotta grazie all’utilizzo di un pesticida altamente nocivo, il quale da un lato semplifica le coltivazioni dall’altro rende i contadini dipendenti in maniera crescente da questo prodotto. La soia OGM sbarca poi in Europa dove diventa prima mangime per i nostri animali e quindi cibo sulle nostre tavole a nostra insaputa.

Di tutto questo cosa dice Monsanto? Niente! O meglio, nega l’evidenza e afferma la totale sicurezza dei propri prodotti… tutto come da copione.

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5 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
11 Marzo 2011 00:46, Giampaolo ha scritto:
E' interessante vedere come ci si possa infervorare nella difesa di un colosso come Monsanto... Il gliphosate e il RoundUp secondo wikipedia (non proprio un sito di info di nicchia): Diversi studi (2001 Università del Saskatchewan %u2013 Canada; 2002 Svezia - Lennart Hardell riconosciuto come lo specialista della diossina; Francia - Robert Bellé) hanno dimostrato che il Roundup (glifosate della Monsanto) innesca le prime fasi che portano al cancro. (http://it.wikipedia.org/wiki/Glyphosate)
10 Marzo 2011 18:07, Stefano ha scritto:
Ma chi l'ha scritto questo articolo? Il round up un pesticida???? Is emi GM diventano ogni anno più resistenti al glyphosate???? Almeno usare l'accortezza di informarsi su quello che si sta scrivendo. Grazie Riguardo a Seralini (il cui gruppo è finanziato da greenpeace ed è dedito a cercare esclusivamente prove sulla tossicità delle pgm): sono anni che ci prova e i suoi studi vengono regolarmente ridicolizzati dalla comunità scientifica (e anche dall'EFSA). Che il glyphosate non sia una medicina siamo tutti concordi, che però sia molto meno tossico di altri erbicidi mi pare appurato, che risparmi lavorazioni (e quindi carburante) mi pare dimostarto, così come il fatto che eviti le sarchiature profonde. Quello invece che non viene detto è che il glyphosate è usato dagli anni '70 in tutto il mondo (Italia compresa) in fase di presemina delle colture convenzionali. Ovviamente questo non esclude le buone pratiche agricole (come la rotazione, ma non solo) che consentono di limitare l'insorgere di resistenze (nelle infestanti, NON nella soia gm).
5 Marzo 2011 21:27, Giorgio ha scritto:
Datemi i riferimenti di questi altri studi che dimostrano che il glifosate è nocivo per l'uomo. Ma lo saptete che il benzene contenuto nella benziana è altamente cancerogeno? E lo sapete che la benzina è molto infiammabile. Eppure la continuamo ad usare!!!! Il roundup è il nome commerciale con cui la Monsanto commercilizza il glifosate. La Monsanto era stato il primo costitutore e ne deteneva il brevetto fino a una 15 di anni fa. Ora è un prodotto libero e può essere prodotto da chiunque. Infatti sapete quanto costa al lt oggi? 2-2,50 %u20AC al litro. Se ne consumano mediamente 2-2,5 lt all'ettaro per diserbare le erbacce. Sapete quanto costa il diserbo di una soia non OGM? Dai 1%u20AC all'ettaro. Avete capito ora perchè c'è tanta gente che parla male del glifosate. Il glifosate fa perdere un mucchio di soldi alle altre industrie della chimica alternativa agli OGM!!!!!!
5 Marzo 2011 17:23, loredana ha scritto:
ops scusate...ho frainteso l'articolo credevo fosse il marchio igp
5 Marzo 2011 17:18, loredana ha scritto:
ed io che cercavo proprio il marchio ogm pensando di nutrire bene i miei figli....no comment
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Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Casa editrice: Ponte alle Grazie
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