
Per diversi giorni si è discusso della possibilità che il Governo Berlusconi inserisse nel decreto Sviluppo la proroga della detrazione del 55 per cento prevista per gli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento termico di edifici già esistenti. Poi le dimissioni, la formazione di un nuovo esecutivo e il provvedimento è rimasto in un cassetto.
Il rischio, ora, è che rimangano in un cassetto anche i propositi di quanti, grazie all'incentivo, stavano considerando l'ipotesi di migliorare il risparmio energetico dei propri immobili, che fossero singoli cittadini, imprese o enti pubblici. Progetti morti sul nascere che avrebbero potuto contribuire, oltre che al raggiungimento degli obiettivi comunitari sull'efficienza energetica, anche alla tenuta della filiera dell'involucro edilizio e alla sua capacità di creare e mantenere occupazione.
Secondo un dossier prodotto da FederlegnoArredo e Uncsaal – Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciao e leghe -, ad esempio, grazie alla detrazione del 55% è stata generata una domanda pari a 1.300 milioni di euro sul comparto dei serramenti e di circa 400 milioni di euro nel relativo indotto.
Al contrario, l'eventuale abbandono della misura, o un suo depotenziamento, determinerebbe nel 2012 un'immediata contrazione delle richieste, stimabile, secondo Uncsaal, intorno al 27 per cento.
L'associazione confindustriale prevede, infatti, anche in virtù della crisi economica, che in assenza degli incentivi fiscali ci sarebbe meno disponibilità a spendere per migliorare l'isolamento degli edifici, perdendo l'opportunità di riqualificare una porzione rilevante del patrimonio immobiliare italiano e mettendo a rischio centinaia di aziende e oltre 10mila dipendenti.

Le proposte dell'Uncsaal vanno quindi in direzione di mantenere l'agevolazione fiscale, ma anche di ampliare la platea dei suoi possibili beneficiari.
Una proposta è, ad esempio, quella di ammettere agli aiuti anche i soggetti pubblici non assoggettati all'Ires – cui attualmente la detrazione si applica, oltre che sull'Irpef – prevedendo per loro la possibilità di stornare la quota da detrarre dalle utenze energetiche. Un provvedimento che, nelle previsioni degli industriali, farebbe aumentare del 30% gli investimenti per l'efficienza sugli edifici di proprietà pubblica.
La proposta è stata raccolta, insieme ad altre, in una mozione al Governo Monti votata all'unanimità dai membri dell'associazione riunitisi la scorsa settimana a Milano.
Nello specifico la mozione chiede di confermare l'aliquota al 55% e di prorogare l'incentivo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2015, e non fino alla fine del 2014 come previsto nella bozza del decreto Sviluppo.
L'agevolazione dovrebbe poi essere estesa anche ai beni non strumentali e applicata agli enti pubblici non assoggettati all’Ires, mentre il recupero del credito, attualmente in dieci anni, dovrebbe essere modulabile dai 5 ai 10.
Per il Governo un'occasione per promuovere un settore industriale, e tutelare l'occupazione che genera, non a spese dell'ambiente. Anzi contribuendo a ridurre gli sprechi energetici e le emissioni inquinanti.
Il recupero energetico ambientale del costruito
Guida alla certificazione energetica
La casa energetica. Indicazioni e idee per progettare la casa a consumo zero
Nuova lampadina a LED, ideale in casa per risparmio energetico (solo 6W=c.a 60W tradizionali ) e lunga vita (oltre 50.000 ore), ma anche in baite con impianto luce alimentato a 220V tramite... continua
€ 26,40