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Energie Alternative

"Solidarietà ai lavoratori delle rinnovabili e alle aziende"

Ieri il WWF ha aderito allo sciopero sindacale dei lavoratori del comparto delle rinnovabili indetto da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e al sit-in davanti a Montecitorio promosso da SOS Rinnovabili. Secondo il WWF la bozza Romani non supera i timori avanzati dal Commissario europeo per l’Energia Gunther H. Oettinger circa il futuro del settore.

di WWF - 21 Aprile 2011

pannelli solari
WWF, “solidarietà a lavoratori e aziende del settore”

Il WWF ha aderito ieri per la prima volta nella sua storia a uno sciopero sindacale, quello di ieri mattina dei lavoratori del comparto delle rinnovabili promosso da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, e al sit-in davanti a Montecitorio promosso da SOS Rinnovabili.

“Il decreto fisserebbe un tetto massimo legato all'obiettivo, quando oggi come oggi ogni risultato superiore alle attese sulle rinnovabili andrebbe auspicato e promosso. Inoltre non verrebbero garantiti gli investimenti pregressi”, spiega Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “Questo è ancor più importante nel momento in cui il Governo cerca di evitare il referendum abrogando le norme che miravano a riaprire al nucleare: occorre decarbonizzare l’economia e la produzione energetica investendo sulle vere soluzioni, il risparmio, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili”.

Secondo il WWF la bozza Romani non supera i timori avanzati dal Commissario europeo per l’Energia, Gunther H. Oettinger, in una lettera al Governo italiano sulle modifiche per gli incentivi al fotovoltaico, e non risponde all’invito “a intraprendere ogni sforzo per attuare la direttiva 2009/28/CE in maniera stabile e prevedibile e di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati”.

“Le modifiche alla disciplina degli incentivi per le rinnovabili che compromettono direttamente o indirettamente investimenti in corso sollevano serie preoccupazioni tra gli investitori, sia nazionali che internazionali – afferma Oettinger rivolgendosi al ministro Romani nel documento, pubblico, citato dal Wwf -. Le conseguenze di tali modifiche sugli investimenti nel settore europeo delle rinnovabili destano la mia preoccupazione. Con la direttiva 2009/28/CE, l'Unione Europea si è impegnata ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico, fissando obiettivi nazionali obbligatori per il 2020. Grazie a tale strategia potremmo contenere i cambiamenti climatici, migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e promuovere lo sviluppo industriale”.

In particolare, per quanto riguarda il nostro Paese, secondo Oettinger, “l'Italia è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l'armo 2020” e pertanto “risulta fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d'incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento del suddetto obiettivo”.

“L’ambiguità della linea seguita da Confindustria su questa materia, con l’inedita richiesta di ridimensionamento degli incentivi verso un comparto energetico-industriale – conclude Midulla – rischia di provocare un conflitto tra le parti sociali dei vari comparti”. Il riferimento è all’annuncio di alcune imprese, tra cui la El.Ital, leader in Italia nella produzione di pannelli fotovoltaici con uno stabilimento ad Avellino e a Saint Etienne in Francia, di voler uscire da Confindustria perché l’associazione degli industriali non ha saputo tutelare nelle sedi appropriate gli interessi delle aziende del settore.

Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
22 Aprile 2011 08:30, Nello De Padova ha scritto:
I "poteri economici dominanti" opereranno in modo sempre più incisivo per accaparrarsi le poche risorse pubbliche disponibili e, soprattutto, per togliere ossigeno a chi vuole veramente fare impresa ai sensi dell'art. 41 (quello che questo governo vorrebbe cambiare) e cioè finalizzando il suo agire al bene comune. Per questo aspettiamoci ulteriori colpi di coda di questo e di peggior specie. Per prepararci a questo futuro occorre concentrare forze e risorse in progetti oculatamente selezionati. Per questo vi suggerisco di fare un articolo sul progetto di aumento di capitale di Banca Etica che, come noto, è l'unica realtà che nello scegliere chi e cosa finanziare lo fa valutando il contributo dell'idea proposta al bene comune e non alla solidità patrimoniale del proponente o alla remunerazione finanziaria prevista dall'operazione. Buona Giornata. Nello
 
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