Ascesa, apoteosi, marasma e fine della società di guerra e progresso.
A partire dall'ultimo libro di Sonia Savioli "Scemi di guerra", un viaggio nella storia, dal mito del progresso funzionale alla guerra - aperta o occulta che sia - ai bacilli di una nuova identità.
Come la vogliamo questa società? Alcune proposte pratiche: dominio VS uguaglianza, competizione VS solidarietà.
Martedì 14 dicembre 2010 - Ore 21.00
Dal virtuale al reale: il cambiamento e la società che (non) vogliamo incontro con:
SONIA SAVIOLI
Scrittrice, autrice di Scemi di guerra (2010), Alla città nemica (2008), Slow Life (2006)
PAOLO ERMANI
Presidente PAEA, vicepresidente Movimento Decrescita Felice
‘Scemi di guerra’ (Ed. Punto Rosso, 2010) ribalta alcuni dei luoghi comuni imperanti nella nostra società, sceglie una visuale opposta a quella corrente e tutto, da quella visuale, assume un altro aspetto. Dal paleolitico al neolitico, dall’impero romano al medioevo, la storia dell’umanità, così come il comportamento degli animali, così come la vita di quegli ormai rari popoli che non fanno parte di tale società, ci mostrano che “noi non siamo i migliori”. A meno che non venga distrutta da una nuova società, una società dove al dominio si sostituisca l’uguaglianza, alla competizione la solidarietà. Una società che presuppone una nuova consapevolezza e, dunque, la distruzione del mito del progresso
SONIA SAVIOLI ha deciso di fare la scrittrice alle elementari. A 16 anni suo padre le annunciò di averla iscritta ai giovani comunisti, da allora ha sempre partecipato attivamente alla vita politica e sociale del paese, poiché si attiene alla massima che “vale la pena di vivere perché è divertente ma anche se si può obiettivamente concludere che, senza di noi, il mondo sarebbe stato un frinfrino peggiore”.
Dall’87 vive in campagna, dove coltiva olivi, frutteto e orto.
PAOLO ERMANI si occupa da oltre vent'anni di energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, bioedilizia e stili di vita.
Ha lavorato 5 anni al Centro per l’Energia e l’Ambiente di Springe in Germania e frequentato i maggiori centri europei per le tecnologie alternative, come il Centre for Alternative Technology in Galles e il Folkecenter in Danimarca.
Centro culturale La Gabella
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Dal virtuale al reale: il cambiamento e la società che (non) vogliamo
il 14-12-2010
Reggio Emilia