
L'annuncio di Obama, giunto attorno alle 5 del mattino di ieri, ora italiana, poco prima delle 23 a Washington, è in breve rimbalzato sulla stampa mondiale, creando ondate di entusiasmo. Osama Bin Laden è morto. Lo 'sceicco del terrore' è stato ucciso in un blitz delle forze speciali Usa in Pakistan, in una villa vicino ad Islamabad. Le truppe americane avrebbero fatto irruzione nell'edificio e freddato il leader di Al-Qaeda con un colpo alla testa. Fin qui la versione ufficiale.
Come sempre avviene nel caso di notizie così eclatanti, però, a mettersi in moto è anche il web, alla ricerca di incongruenze e falle che potrebbero dimostrare la falsità della stessa notizia. E in questo caso, c'è da dire, le stranezze non mancano. A partire dalla foto diffusa da tutti i giornali e tg del mondo, rivelatasi presto un falso grossolano. La prima delle testate nostrane ad accorgersene é stata Peacereporter, che ha notato come l'immagine di Osama morto e sfigurato altro non fosse che un fotomontaggio già diffuso nel 2006 dal sito Unconfirmedsources. Persino il nome del file, peraltro, poteva mettere in guardia sulla data di creazione della foto: 20060923-torturedosama.jpg.
Ma quella foto, rivelatasi palesemente falsa, resta fino ad ora l'unica diffusa sulla stampa internazionale. Che si inizia a chiedere, in maniera sempre più pressante, il perché di questa assenza di immagini. Possibile che le truppe Usa abbiano ucciso il ricercato numero uno al mondo senza preoccuparsi di immortalare il fatto? E che dire del corpo, che sempre secondo la versione ufficiale è stato gettato in mare (peraltro “in ossequio alla tradizione islamica” quando in realtà questa pratica è espressamente vietata dai dettami musulmani)? Non sarebbe forse stato meglio portarlo negli Stati Uniti come prova tangibile dell'esito della missione?
Domande lecite, che rimbalzano all'impazzata fra blog e forum. Alimentate da alcune voci secondo cui il più celebre terrorista di sempre sarebbe già morto almeno dal 2007. E non sono voci qualunque. Fu addirittura l'ex Presidente pakistana, Benazir Bhutto, a dichiarare in un'intervista al giornalista americano Davis Frost – che vi proponiamo – che Bin Laden era morto e che ad ucciderlo era stato Omar Sheikh , ex collaboratore dell'Isi (il servizio segreto pakistano), accusato fra l'altro dell'uccisione del giornalista americano Daniel Pearl.
La cosa più strana che si nota nel servizio è l'assenza di reazione da parte di Frost, giornalista assai navigato e non nuovo ad interviste con personaggi di spicco del panorama politico internazionale. Egli non interrompe la premier di fronte all'incredibile rivelazione, né le pone altre domande. In seguito, in merito a questo episodio si è parlato di un refuso da parte della Bhutto, che avrebbe inteso riferirsi a Daniel Pearl e non al leader di Al-Qaeda. Purtroppo Benazir Bhutto è stata assassinata circa un mese dopo, e non ha potuto né smentire né confermare.
Restano insomma molte zone buie. Ciò che finora è accertato è che c'è stato un blitz dalle parti di Islamabad la scorsa notte. La Abc ha annunciato a breve la diffusione di un video dell'operazione che testimoni una volta per tutte l'uccisione del leader talebano. Ma, al momento, non è possibile ricostruire con esattezza la dinamica degli avvenimenti e credere o meno alla morte di Bin Laden è un atto di fiducia, non ancora supportabile da prove sufficienti. Ciò a cui invece è davvero difficile credere è che, come affermato in uno slancio retorico da Obama, “il mondo, ora, è un posto migliore.”
A.D.
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