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Guerre

Gheddafi, una lettera a Berlusconi prima della morte?

Secondo quanto appena dichiarato dalla testata francese Paris-Match, il 5 agosto scorso Gheddafi avrebbe scritto una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, chiamandolo "amico" e rivolgendogli un appello per fermare la guerra libica e i bombardamenti sulla popolazione civile. Il commento di Debora Billli.

di Debora Billi - 25 Ottobre 2011

gheddafi berlusconi

Chissà se la lettera di Gheddafi a Berlusconi è vera. Provenendo da amici dei due che "gestiscono un'agenzia di hostess" (con tutto il bunga bunga che ne consegue), e soprattutto arrivando per vie misteriose da un giornale francese (timeo Danaos et dona ferentes) è lecito dubitare. Ma comunque.

Mai come in questi 15 anni gli italiani si sono vergognati. Berlusconi che fa le corna ai summit, che insulta capi di Stato esteri, che dà del kapò a onorevoli tedeschi, che racconta barzellette all'ONU, che fa esplodere finti vulcani per ospiti russi, che dice balle su Presidenti egiziani. Le due parole in assoluto più gettonate da noi sudditi sono state "che vergogna".

Ma io non mi sono mai vergognata tanto, da italiana, come nel leggere le parole di Gheddafi. Sento proprio come se ci fossimo macchiati di una colpa che resterà sulla nostra coscienza. Siamo caduti veramente in basso, dimostrando che la nostra parola non vale nulla, la nostra amicizia non vale nulla, la nostra firma non vale nulla, le nostre promesse non valgono nulla. Altro che le corna ai summit.

Mi vergogno anche molto per la morte di Gheddafi. Qui, la vergogna si estende oltre l'Italia: l'Occidente, il modello di civiltà, l'esportatore di democrazia, il liberatore di popoli oppressi, la bandiera della civilizzazione, quando è al dunque si esprime come un qualsiasi barbaro quello sì, con l'elmo a corna. Esiste, allora, la decantata superiorità morale che tanto andiamo sbandierando in faccia al mondo? O alla fine, si manifesta nel capo della tribu nemica trascinato nella polvere, calpestato, picchiato, ferito, denudato tra urla belluine e balli isterici della folla, e infine finito con un colpo in testa come un capo di bestiame, il tutto sotto l'occhio di decine di videocamere? È per questa "libertà" che combatte il civilissimo Occidente?

Non so. Temo che il linciaggio di Gheddafi segni uno spartiacque nella storia. Il momento in cui abbiamo smesso di fare finta di essere i buoni, e in cui si è sfacciatamente palesato nella sua reale ferocia il destino collettivo a cui andiamo incontro. I famosi "tempi interessanti", come da maledizione cinese.

Articolo tratto dal blog 'Petrolio'

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
25 Ottobre 2011 20:38, Franco ha scritto:
Alfonso si chiede se sia proprio quello del Raìs libico il corpo dell'essere umano trucidato ed esposto. Stesso dubbio per Osama Bin Laden. Dubbi anche dell'autrice dell'articolo sulla autenticità della lettera di Gheddafi a Berlusconi!
Ma come? Non si vede che l'unica certezza è quella costituita dalla volontà del vincitore di mostrare il cadavere di chi non si è assoggettato al diktat di fine corsa comune?
SU QUESTI DATI CERTI BISOGNA PENSARE E RIFLETTERE.
I Raìs di Egitto e di Tunisia hanno in qualche modo accettato di fare il famoso...passo indietro. Lascio ai lettori sforzarsi di ricordare e pensare a quanti non lo fecero in tempi passati, non lo fanno in recenti, sono ancora in assillante trattativa o timorosa attesa.
25 Ottobre 2011 17:34, aureli alfonso ha scritto:
siamo sicuri che gheddafi sia morto? secondo il mio parere personale non credo; forse si tratta di uno dei 27 sosia. Credo che per i libici adesso ci saranno seri problemi, in quanto la Comunità mondiale pretende il loro petrolio. Saluti aureli
 
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