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Guerre

La Libia, gli insorti e il popolo

La partecipazione popolare all'insurrezione è estremamente marginale e non regge il confronto con quanto accaduto in Tunisia ed in Egitto. Niente folle oceaniche e niente masse di cittadini esasperati distribuite sul territorio. Cosa sta succedendo davvero? Chi sono gli insorti libici?

di Marco Cedolin - 31 Marzo 2011

Gli insorti rappresentano senza dubbio l'elemento più oscuro e controverso della guerra in Libia, pur essendo la difesa della loro incolumità il fattore preso a pretesto dall'ONU per scatenare i bombardamenti.

Nell'immaginario di alcuni si tratta di una parte del popolo libico che sta lottando per liberarsi dalla dittatura e conquistare l'agognata democrazia.

Secondo altre fonti sono costituiti da oppositori di Gheddafi e nostalgici della monarchia che tentano di spodestare il Raiss per appropiarsi delle immense risorse petrolifere del paese, ben più appetibili di quanto non lo possa essere la democrazia.

Altre fonti ancora mettono in evidenza la pesante ingerenza occidentale, nell'organizzare, armare ed inquadrare (anche con l'ausilio di elementi delle truppe speciali inglesi) i ribelli, affinchè deponessero Gheddafi ed instaurassero un nuovo regime di proprio gradimento.

Qualcuno ha già perfino individuato nella persona di Mahmoud Jibril, ex direttore dell’Ufficio nazionale per lo sviluppo economico (Nedb) del governo libico, grande privatizzatore, nonchè altrettanto grande amico di Washington, il fantoccio deputato a sostituire Gheddafi quando la guerra sarà finita....

Anche a fronte di tanta mole d'informazioni resta comunque molto difficile inquadrare l'esatta natura e composizione della ribellione nata a Bengasi, sebbene alcuni elementi saltino comunque subito all'occhio.

La partecipazione popolare all'insurrezione è estremamente marginale e non regge il confronto con quanto accaduto in Tunisia ed in Egitto. Niente folle oceaniche e niente masse di cittadini esasperati distribuite sul territorio.

Le motivazioni di tipo economico mancano, non essendo il popolo libico ridotto alla fame, come lo erano quello tunisino ed egiziano.

La rivolta si è delineata fin da subito come un'insurrezione armata e non una protesta di piazza, dal momento che "la piazza" è stata praticamente inesistente.

La fame di democrazia e libertà non è l'elemento che muove gli insorti, molto più interessati al potere ed alla gestione dei pozzi petroliferi.

Gli insorti sono stati generosamente "aiutati" dalle potenze occidentali, altrimenti non si spiegherebbe l'immane quantità di pick up nuovi di zecca, con mitragliatrici e lanciamissili a bordo di cui dispongono.

Nonostante gli "aiuti" generosi passati sottobanco e quelli ancora più generosi che i volenterosi stanno meditando di destinare ufficialmente agli insorti sotto forma di armamento pesante in gentile concessione, l'impressione è comunque che le forze dei ribelli non possiedano la capacità di sconfiggere l'esercito di Gheddafi e conquistare il potere.

Non tanto a causa della loro inferiorità numerica o della minore potenzialità di armamenti, ma anche e soprattutto perchè nel loro cammino di conquista si ritroveranno a fare i conti, oltre che con i soldati, anche con il popolo libico che in larga parte del paese appoggia Gheddaffi e non è certo disposto ad accoglierli in città come i liberatori.

Per ironia della sorte, il più grande problema che si pone sulla strada degli insorti, spalleggiati dall'ONU e dalle potenze occidentali, potrebbe proprio essere costituito da quello stesso popolo libico che la risoluzione dell'ONU si proponeva di difendere da Gheddafi, ed ora violentato dai bombardamenti "umanitari" sembra stringersi intorno al Raiss.

Che qualcuno alla Casa Bianca abbia sbagliato i calcoli?

Fonte Il Corrosivo

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
13 Aprile 2011 16:30, roldano ha scritto:
Son convinto che i guai, quelli veri, per l'umanità e per il futuro sia rappresentato da noi occidentali, che con la scusa della democrazia stiamo letteralmente rapinando le altre nazioni. Dalla seconda guerra mondiale in poi abbiamo sempre scatenato guerre in ogni dove con la scusa di instaurare il loco la vera democrazia. Prima lo facevano solo gli USA, ora anche l'Europa( vedi Francia)nel caso Libia. Chi è questo Gheddafi che si arroga il diritto di possedere 1 MLD di barili di petrolio e il doppio di gas? E questo è solo l'ultimo esempio; vedi Corea, Vietnam,Cuba, Grenada, Panama, Somalia, Jugoslavia, Iraq, Afganistan ed ora Libia. Democrazia esportate rigorosamente con i bombardieri ed ancora parlate di denmocrazia? Perchè non si va in Cina a far la stessa cosa?
31 Marzo 2011 16:41, Andrea Bianchini ha scritto:
questa guerra e' proprio strana: una rivolta partita in sordina, diventata guerra a tutti gli effetti. nonostante siamo nell'era dell'informazione e dell'informatica sfido chiunque ad a vere notizie esatte su quello che sta succedendo. resta il fatto che se prima vendo armi al dittatore e poi al ribellie, ci guadagno 2 volte...e probabilmente mi ritrovo uno stato distrutto da cui succhiare anche il midollo.
 
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