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Inquinamenti

Una mobilità senza senso e futuro per le autostrade dell’assurdo

Di fronte al superamento delle 400 parti per milione di CO2 in atmosfera e al conseguente effetto serra fuori controllo con cambiamenti climatici che porteranno sconvolgimenti sempre più drammatici, il nostro governo non trova di meglio da fare che inaugurare autostrade e trivellare il paese per cercare combustibili fossili. Cioè l’esatto contrario di quello che si dovrebbe fare se importasse qualcosa del futuro e della salute delle persone.

di Paolo Ermani - 18 Marzo 2016

Concentrandosi sul discorso autostrade e mobilità, ormai si valica qualsiasi confine immaginabile di assurdità e nonsenso. Si costruiscono autostrade a peso d’oro fatte pagare ai cittadini, come la Brescia-Bergamo-Milano con tanto di ragazzi che giocano a pallone fra le corsie visto lo scarsissimo traffico. Se ne continuano a pianificare altre in un futuro in cui, per forza di cose, la mobilità delle auto andrà riducendosi e gli spostamenti delle merci saranno sempre meno su gomma. Un caso emblematico è l’autostrada che si sta costruendo sulla costa tirrenica a Sud di Grosseto, distruggendo definitivamente il poco che rimane ancora di protetto e bello in quelle zone. In questo caso si vuole utilizzare una strada pubblica gratuita come l’Aurelia per farci sopra un’autostrada a pagamento, in teoria pagata dal privato ma in realtà che finiranno per pagare i cittadini, in un film già visto innumerevoli volte con un doppio salasso, il pagamento della suddetta autostrada e il pagamento anche dei pedaggi per percorrerla, in una zona dove non ci sono nemmeno particolari strade alternative e si è praticamente obbligati ad utilizzarla. Un bene pubblico si regala sostanzialmente a privati per far fare loro profitti, geniale. Tutto ciò avviene invece di mettere in sicurezza l’Aurelia, in base ad un progetto già presentato da anni e fattibile con molta meno spesa dell’autostrada. Tra l’altro è dimostrato che il traffico in quella tratta è molto inferiore rispetto a quanto pianificato in precedenza e per il quale si diceva indispensabile la costruzione dell’autostrada, ma pur di costruirla si utilizzano motivazioni che oltrepassano il ridicolo. In un opuscolo realizzato per convincere i cittadini ad accettare l’autostrada, la Regione Toscana ha speso soldi pubblici per fare una cartina il cui titolo già chiarisce tutto: “Nei collegamenti tra l’Europa e il sud Italia c’è un buco nero . Che noi vogliamo colmare con tanto verde”. Non avevo mai visto nessuno arrivare a tanto, addirittura spacciare un’autostrada come una proliferazione di verde. Caso mai è ovviamente il contrario, laddove c’è del verde qualsiasi autostrada porta un buco nero. Il resto dell’opuscolo è ancora più esilarante, anche se purtroppo drammatico per le conseguenze che avrà questa sciagurata autostrada. Ogni tre righe c’è la parola ambiente che viene ripetuta come un mantra, fino a far diventare la stessa autostrada una manna per l’ambiente che ovviamente non aspettava altro per fiorire.

Ma l’apoteosi si raggiunge quando in una delle tanti frasi irresistibili di questa cartina pro autostrada, ci si chiede: “Quanto ci metterà un pomodoro maremmano ad arrivare ad una forchetta francese?”. Veramente un dilemma terribile, a cui rispondere immediatamente con la costruzione di un’autostrada affinché i francesi poverini non debbano aspettare il pomodoro maremmano. Ma come? Ma non è la stessa Firenze che obbliga i ristoratori ad usare i prodotti locali, poi quegli stessi prodotti la Regione Toscana li vuole dirottare in Francia? Ma chi sono questi autentici geni discendenti del grande Leonardo che promuovono queste politiche da cabaret? Senza dubbio hanno studiato nelle migliori e più prestigiose università di economia italiane per tirare fuori simili perle. Ma se bisogna usare il cibo locale, allora a cosa serve fare arrivare il pomodoro della Maremma in Francia quando ne hanno bisogno a Firenze? Non sanno più cosa inventarsi di assurdo e incredibile per portare avanti i loro affari questi uomini ragno esperti nella scalata di grandi superfici di specchi.

L’autostrada tirrenica non serve, come non serve nessuna nuova autostrada in Italia e non solo; non servono ma sono unicamente un pesantissimo danno che una volta fatto non sarà semplice rimuovere perché nella mobilità del futuro, che sarà probabilmente con asini e carretti, vista la velocità con la quale stiamo esaurendo qualsiasi risorsa, le autostrade saranno eterni monumenti alla stupidità umana.

Sabato 19 marzo all’auditorium di Orbetello alle ore 15.30 mobilitazione degli ambientalisti per fermare l’asfalto tra Capalbio e Grosseto. All’appuntamento promosso da Italia Nostra hanno aderito Legambiente , Fai, Wwf e molti comitati locali. Tra gli interventi previsti quelli di Ferdinando Imposimato e Tomaso Montanari.

 

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