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Dopo Fukushima, Giappone: "Chiusi 38 reattori nucleari"

26 Luglio 2011

centrale nucleare
Malgrado il disastro nucleare di Fukushima, l'energia atomica continuerà a crescere nel mondo?

Malgrado il disastro nucleare di Fukushima, l'energia atomica continuerà a crescere nel mondo. Lo ha affermato il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Yukiya Amano, nel corso di un incontro a Tokyo con il premier nipponico Naoto Kan. Secondo Amano, infatti, il numero dei reattori aumenterà anche se non così velocemente come accadeva in passato.

“Alcuni Paesi, tra cui la Germania, hanno rivisto la loro politica nucleare, ma molti altri Paesi ritengono di aver bisogno dei reattori nucleari per affrontare problemi come il riscaldamento globale. Quindi, garantire la sicurezza è più importante di qualsiasi altra cosa”, ha aggiunto il direttore dell'Aiea.

Tra i Paesi che continuano a costruire impianti nucleari vi è la Cina che ha annunciato l'entrata in servizio del suo primo reattore nucleare a neutroni veloci, di quarta generazione. Lo ha reso noto l'Istituto cinese per l'Energia atomica spiegando che la nuova tecnologia permetterà alla Cina di ridurre i consumi di uranio e la produzione di scorie radioattive.

Il Giappone, d'altra parte, sta progressivamente disattivando le sue centrali e quindi limitando la produzione di energia nucleare. Proprio in questi giorni infatti il Giappone ha annunciato di aver chiuso il trentottesimo reattore nucleare, su 54 presenti nel Paese, tagliando così del 70% il numero delle sue centrali.

Si tratta del reattore numero quattro della centrale atomica di Takahama, situata nella prefettura centrale di Fukui, che è stato chiuso per operazioni di manutenzione ordinaria. Presto però verrà bloccato anche un altro reattore nell'impianto di Ohi, situato nella stessa prefettura.

In seguito al devastante doppio cataclisma dell'11 marzo scorso, le autorità giapponesi hanno notevolmente inasprito le misure di sicurezza in tutti i complessi nucleari del Paese. Pertanto, i reattori che erano inattivi al momento della catastrofe non sono più stati rimessi in funzione.

Del resto anche i sondaggi continuano a confermare la contrarietà dei giapponesi all'atomo. Da un sondaggio pubblicato dall'agenzia stampa Kyodo emerge infatti che il 70,3% dei giapponesi vuole rinunciare definitivamente all'energia nucleare. Il 78,2 degli intervistati è anche a favore del piano del governo per uno sviluppo dell'energia solare, che verrebbe venduta a tariffe stabili.

Negli giorni scorsi le preoccupazioni della popolazione nipponica circa le conseguenze della crisi nucleare sono state rivolte in modo particolare alla carne radioattiva proveniente dalla prefettura di Fukushima. Proprio oggi il Giappone ha approntato un piano per il recupero e l'incenerimento di tutta la carne bovina presumibilmente contaminata dalle fughe radioattive della centrale nucleare di Fukushima, al fine di ristabilire la fiducia dei consumatori.

A.P.

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27 Luglio 2011 21:24, giovannipaxhotmail.it ha scritto:
Voglio essere cinico x far intendere meglio il problema che è universale e non di approvvigionamento di risorse energetiche a basso costo x creare prodotti di qualità bassa. Innanzitutto occorre partire da un'indice di qualità minima di produzione,qui si ridurrebbe drasticamente anche il volume dell'immondizia,per rendere serio il concetto di globalizzazione,ma veniamo all'energia nucleare in Cina a neutroni veloci di quarta generazione che credo di capire elimina le altre tre generazioni? Che facciano presto
26 Luglio 2011 18:54, Franco ha scritto:
Il Giappone dovrà però affrontare il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Sarebbe a questo punto inderogabile una intesa internazionale su questo problema essenziale. Tale intesa, e non vedo altro organismo azionabile tranne l'ONU,deve necessariamente coinvolgere le istituzioni bancarie e finanziarie per evitare le purtroppo altrimenti immancabili speculazioni e approfittamenti a danno di paesi non accorti o governati da regimi corruttibili.

AZIONI
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