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Nucleare: otto centrali francesi a rischio

19 Settembre 2011

francia centrale nucleare
8 Centrali nucleari presenti in Francia non soddisferebbero le nuove esigenze di sicurezza dettate dal dopo Fukushima

L'incidente avvenuto qualche giorno fa a Marcoule ha risvegliato i timori della popolazione francese e non circa i rischi legati all'atomo. In quel caso le autorità hanno immediatamente escluso la possibilità di una fuga radioattiva. Eppure, a pochi giorni dall'esplosione avvenuta nel sud della Francia, i dossier messi a punto dall'ASN e resi noti oggi da Le Journal du Dimanche rivelano che la sicurezza nucleare è ancora un miraggio.

Secondo l'Authority per la sicurezza nucleare francese (ASN), infatti, 8 delle 19 centrali nucleari non soddisferebbero le nuove esigenze dettate dal dopo Fukushima, in particolare la resistenza ai terremoti e alle inondazioni. Le ispezioni e i rapporti costituiscono un complemento agli stress-test sulle centrali francesi stabiliti a livello di Unione Europea dopo la tragedia di Fukushima, che avevano dato risultati tranquillizzanti.

In una lettera del 23 agosto e indirizzata dall'ASN al direttore della centrale di Cattenom, nell'est del paese, si legge: “Non siete stati in grado di specificare agli ispettori quale sarebbe il vostro piano d'azione post-sismico in seguito a scosse gravi”. Le centrali nucleari a rischio sono le seguenti: Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban, Le Blayais. Di queste Golfech e soprattutto Saint-Alban non sono molto distanti dal confine italiano.

Fra gli aspetti insoddisfacenti di queste centrali vi sono soprattutto quelli riguardanti la reazione ad alcune ipotetiche catastrofi naturali, all'interruzione dell'alimentazione elettrica con conseguente blocco delle fonti di raffreddamento e la gestione di alcune situazioni di emergenza. In tutto sarebbero oltre 200 le 'azioni correttive' invocate dagli ispettori nelle centrali.

Secondo il direttore della sicurezza dei reattori, Martial Jorel, “i rischi sismici non sono stati percepiti nel loro giusto valore in Francia, un paese in cui i movimenti tellurici sono poco frequenti”.

A.P.

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
19 Settembre 2011 22:23, Franco ha scritto:
Ci risiamo. Ci risiamo cioè con l'incapacità culturale dei sudditi francesi ( i cittadini cioè che sono governati attraverso forme istituzionali che non permettono di sfiduciare e mandare all'opposizione le rappresentanze che si dimostrino incapaci di affrontare i problemi o addirittura inadempienti agli impegni programmatici sbandierati in campagna elettorale) di scambiare per sicurezza l'approfittamento a danno degli altri, oltr'alpe o oltremediterraneo che siano. Il loro governo vuole scaricare le sue vecchie tecnologie militarnuclearistiche sui ...cugini italiani dopo non aver fatto uno sforzo di più per assicurare loro le linee aeree. Il loro governo si è affrettato a bloccare i contratti dell'Italia ghedaffiana a suon di bombardamenti sulla Libia, smascherando il giuoco furbesco del cugino di Arcore e dei suoi sudditi padani e pedemontani. Adesso si accorgono della loro sicurezza antinucleare ma non battono ciglio, come i cuginastri, di fronte agli aumenti per spese militari e armi a pubblico bilancio.Non sono, entrambi, capaci di comprendere culturalmente che la paura per la loro sicurezza proprietaria contro gli sconvolgimenti e contro gli immigrati clandestini viene allontanata e narcotizzata dalla prepotenza di guerra ed armi dei governi cui loro continuano a dar ..ossequio e furbesca sudditanza.
19 Settembre 2011 19:17, DONATOMENSI ha scritto:
Il mio pensiero è racchiuso in quanto segue: clicca sull'URL qui sotto (oppure fai copia e incolla su google o un qualunque motore di ricerca): http://www.youtube.com/watch?v=NdXoDFILmiI Se siete d'accordo con me fatelo girare tra conoscenti e amici; ma se non lo siete scrivetemi in cosa sbaglio. Non è mai tardi per capire e cambiare. Grazie donatomensi@gmail.com
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PAROLE CHIAVE
nucleare  centrali nucleari  francia 
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Autore: Andrea Segrè
Casa editrice: Emi - Editrice Missionaria Italiana
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