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Fuga di gas nel mare del Nord, si teme un disastro ambientale

29 Marzo 2012

elgin
Sono ancora senza esito i tentativi di interrompere la fuoriuscita di gas dalla piattaforma Elgin di Total

Un nuovo disastro ambientale minaccia il Mare del Nord. Sono ancora senza esito i tentativi di interrompere la fuoriuscita di gas dalla piattaforma Elgin di Total e resta elevato il rischio di una esplosione. L'esplosione potrebbe infatti verificarsi se il gas che esce dalla falla entrasse in contatto con la fiamma pilota del condotto di scarico della piattaforma, che poggia su un fondale di 90 metri a 240 chilometri dalle coste scozzesi. L’incidente ha costretto anche la Shell ad evacuare il suo personale da due installazioni limitrofe.

La perdita di gas si è verificata domenica scorsa e da allora non si è risusciti a riparare la falla. Il rischio di esplosione ha indotto la compagnia ad evacuare tutto il personale. È stata interdetta la navigazione fino a 2 miglia e vietato il sorvolo al di sotto dei 5 mila metri.

La Total ha allertato la Wild Well Control, la compagnia che è intervenuta nel disastro della piattaforma Deepwater Horizon della Bp nel Golfo del Messico due anni fa. In quella circostanza, ci vollero tre mesi per trovare il sistema per chiudere la perdita.

Nel frattempo la Total sta valutando diverse opzioni per chiudere la falla. Una delle soluzioni per bloccare la fuga di gas potrebbe essere secondo gli esperti la costruzione di un pozzo di emergenza, un intervento che potrebbe protrarsi per sei mesi.

Dalla Elgin ogni giorno viene estratto gas in una quantità equivalente a 140 mila barili di petrolio, il 3% dell'intera produzione britannica di gas.

Secondo la Total i rischi per l'ambiente derivanti dall'incidente sono limitati. Non la pensano però così gli ambientalisti. Peter Lufter del WWF ha dichiarato infatti che tra i condensati fuoriusciti dalla perdita è presente anche l'idrogeno solforato che è fortemente inquinante. Le associazioni ambientaliste contestano le perforazioni di pozzi molto profondi intraprese dalla compagnie petrolifere e che comportano altissimi rischi per l'ambiente. Secondo i responsabili di un gruppo ambientalista norvegese la situazione è del tutto fuori controllo.

Già nel 1988 il Mar del Nord fu teatro di una tragedia quando proprio a causa del gas condensato fuoriuscito da un pozzo morirono 167 persone nell’esplosione sulla piattaforma Piper Alpha.

Nell'agosto del 2011, inoltre, a largo delle coste scozzesi è avvenuto il peggior incidente petrolifero per il Regno Unito degli ultimi decenni, quando un guasto ad una conduttura della piattaforma Gannet Alpha ha provocato la dispersione in mare di 1.300 barili.

A.P.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
29 Marzo 2012 17:27, Roby ha scritto:
Peggio di cosi potrebbe essere solo una discarica a cielo aperto che già non mancano, sempre più convinto che debba estinguere tutto il mondo animale, forse allora capiremo cosa abbiamo creato.
 

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