Fukushima un anno dopo: "Il vero disastro è stato ignorare i rischi"

Il disastro a Fukushima è stato causato dal fatto che le autorità giapponesi hanno deciso di ignorare i rischi del nucleare e di dare priorità agli interessi economici piuttosto che alla sicurezza delle persone e dell'ambiente. Lo spiega bene il rapporto Fukushima, un anno dopo presentato oggi da Greenpeace International.

Fukushima un anno dopo:
“Anche se fu innescato tecnicamente dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo, il disastro di Fukushima è stato causato dal fatto che le autorità giapponesi hanno deciso di ignorare i rischi del nucleare e di dare priorità agli interessi economici piuttosto che alla sicurezza”. Questa la principale conclusione del rapporto Fukushima, un anno dopo presentato oggi da Greenpeace International. A quasi un anno di distanza dalla scoppio dell'emergenza, la conclusione principale cui giunge il report commissionato dall'associazione ambientalista ad un team di esperti indipendenti è che il peggior disastro nucleare dai tempi di Chernobyl non è stato soltanto un tragico incidente ma piuttosto una catastrofe provocata dall'uomo e che potrebbe ripetersi in ciascuno degli impianti nucleari del pianeta. Jan Van de Putte, esperto di sicurezza nucleare di Greenpeace International, ha sottolineato che il rapporto dimostra che il nucleare è intrinsecamente insicuro e che i governi autorizzano la costruzione di centrali nucleari senza avere le capacità di far fronte ai problemi che possono scaturirne. “Tutto questo – spiega l'esperto - non è cambiato dal disastro di Fukushima, e per questo milioni di persone continuano ad essere esposte al rischio nucleare, in tutto il mondo”. Dal rapporto emerge che le autorità nipponiche e gli operatori dell’impianto di Fukushima hanno agito sulla base di assunzioni errate sulle probabilità di un incidente grave: i rischi erano noti ma sono stati minimizzati e ignorati. Inoltre, rileva il report, il disastro di Fukushima ha avuto conseguenze peggiori di ogni ipotesi pianificata: i piani di emergenza nucleare e di evacuazione non sono riusciti a proteggere adeguatamente le persone. Il documento spiega poi che centinaia di migliaia di persone hanno sofferto le conseguenze dell’evacuazione forzata per evitare l’esposizione alle radiazioni e ancora non hanno ottenuto indennizzi. Ad un anno dal disastro, le persone colpite sono di fatto abbandonate a sé stesse e, alla fine, saranno i contribuenti giapponesi, e non la Tepco, a pagare la maggior parte dei danni. Secondo Kazue Suzuki di Greenpeace Giappone si è trattato di un disastro prevedibile, ma avvenuto “a causa della vecchia consuetudine di ammorbidire le regole che, non solo in Giappone, tutelano i profitti a danno della sicurezza delle persone”. Le responsabilità delle autorità nipponiche emergono anche da un rapporto della Fondazione per la ricostruzione nipponica cui fa riferimento il New York Times. Il quotidiano americano sottolinea in particolare che il governo giapponese valutò la possibilità di far evacuare Tokyo subito dopo il disastro di Fukushima e spiega che il rapporto punta il dito contro l'esecutivo allora guidato dal premier Naoto Kan, le cui iniziative causarono una “confusione non necessaria” con il rischio di “aggravare la situazione”. Secondo il report infatti il governo nipponico interferì nella gestione della crisi sebbene il protocollo attivo per le misure di emergenza indichi chiaramente che tale responsabilità spetta all'ente di gestione dell'impianto. Sia il Primo ministro che il resto dell'esecutivo, sottolinea il rapporto, conoscevano le linee guida contenute nel protocollo di emergenza né vennero adeguatamente consigliati dagli esperti. Secondo Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, “non è possibile obbligare le persone a convivere col mito della sicurezza nucleare e in attesa del prossimo disastro”. “L’energia nucleare deve essere progressivamente abbandonata – come sta già facendo la Germania - e rimpiazzata da investimenti intelligenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili”.

Commenti

Enel con Scajola ( e B d'accordo naturalmente e non solo B!) stavano approntandoci il nucleare italiano. Ve lo immaginate? Fukushima ci ha salvato Povero Giappone dopo Hiroshima e Nagasaki ancora paga il prezzo più alto all'atomo.
carlo carlucci, 28-02-2012 04:28
la verità è che per i politici il ritorno economico vale piu'della vita umana. Pensano solo ed esclusivamente ai soldi!!!!!!!
Claudia, 29-02-2012 02:29

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