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SPECIALE » Il Giappone, Fukushima e il nucleare

Fukushima, venduta e consumata carne radioattiva

14 Luglio 2011

carne radioattiva
Carne bovina radioattiva proveniente da un allevamento di Minamisoma è stata venduta e consumata

Carne bovina radioattiva proveniente da un allevamento di Minamisoma, situato nei pressi della disastrata centrale nucleare di Fukushima è stata venduta e consumata. La carne conteneva livelli di cesio radioattivo fino a sei volte superiore alla quantità consentita: nei test effettuati su undici bovini dell'allevamento di Minamisoma è stato registrato un tasso di cesio radioattivo di 3.200 becquerels per chilogrammo, mentre il limite autorizzato è di 500 becquerels. Nei mesi di maggio e giugno 1.438 chili di carne contaminata sarebbe stato distribuito a negozi e ristoranti di dodici prefetture, tra cui Tokyo e Osaka.

La contaminazione non riguarda però soltanto gli animali. A Minamisoma sono iniziati i controlli sui livelli di radiazione interna degli abitanti. In due aree della città sono state misurate radiazioni superiori a 20 millisievert all'anno. Nonostante ciò la città è fuori dall'area di esclusione ed evacuazione istituita intorno alla centrale di Fukushima Daiichi.

E mentre preoccupano le conseguenze del più grave disastro atomico dai tempi di Chernobyl, il premier Naoto Kan ha affermato ieri che la crisi di Fukushima lo ha convinto che il Giappone dovrebbe abbandonare il nucleare e puntare sulle energie rinnovabili.

“Vista l'enormità dei rischi connessi alla produzione di energia nucleare, ho realizzato che la tecnologia nucleare non è qualcosa che può essere gestito solo con le convenzionali misure di sicurezza”, ha affermato il premier in conferenza stampa. “Credo che dovremmo puntare ad una società che non dipenda dalla produzione di energia nucleare”, ha proseguito Kan.

Prima del disastro di marzo 2011 l'energia nucleare copriva circa il 30% del fabbisogno elettrico del Giappone. A giugno il rapporto tra energia nucleare ed elettricità è sceso al 18%.

Intanto il governo ha presentato la sua roadmap per lo smantellamento della centrale nucleare di Fukushima spiegando che la rimozione delle barre di combustibile nucleare fuse potrà iniziare forse tra 10 anni. La tabella di marcia prevede che, dopo la rimozione del combustibile nucleare e delle parti metalliche radioattive, anche gli edifici dei reattori verranno demoliti. Il problema è però che nessuno sa dove avverrà lo stoccaggio di questa quantità enorme di materiali contaminati.

A.P.

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15 Luglio 2011 17:06, boldrini stefano ha scritto:
1)
si dovrebbe sostare da tale area
fukushima = KmC. 100 o 150

2)
per tale area bloccare le vendite di cibo e acqua

3)
crare condizzioni per il quale, altri paesi aldifuori e esteri, si impongano minori costi a tali merci da vendere solo in tali zone sopra menzionate, per un vero apporto sia in aiuto,con cibi e altro non inquinato da radiazioni
questo sarebbe un vero aiuto, se lo si volesse dare" e i sarebbero i veri vincoli, da rispettare in tale frangente in giappone.

4)
non superare 4 millisievert X anno
e nel tempo sostare anche altrove, per brevi periodi di disintossicazione da tali radiazioni.

5)
impedire che tali esperti che suggeriscono al primo ministro naoto kan. quindi che portino in là nel tempo, un disastro che si rivelerà nel tempo, molto più ampio di quanto si pensi oggi, il tutto di questo dire, deriva da specifici calcoli, che non danno buoni propositi in tale disastro giapponese in futuro, se ci si ostina a non intervenire entro e non oltre un anno, per scindere tali compositi ancora racchiusi in tali stabili della depco.

il tutto di questo disastro
nel tempo = 10 anni e oltre, riporterà danni indefinibili in tutto il globo, sotto ogni aspetto,sanitari,e le varie egemonie = agricolture e tanto altro.

(( quindi ribadisco se si vuole evitare danni incalcolabili, tali centrali e altro vanno smaltite, nel più breve tempo possibile.))

cordiali saluti
da
boldrini stefano..




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