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SPECIALE » Il Giappone, Fukushima e il nucleare

Disastro nucleare a Fukushima, cosa sta succedendo?

27 Aprile 2011

disastro nucleare fukushima
A 25 anni da Chernobyl, l’incubo nucleare è tornato con Fukushima

Duemila croci piantate al Circo Massimo di Roma hanno ricordato ieri le vittime del disastro nucleare più grave della storia, avvenuto il 26 aprile 1986. Quel giorno l'esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl e l'incendio che ne seguì provocarono un’emissione di radiazioni nell’atmosfera di molte centinaia di volte superiore a quella delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

Oggi, a distanza di 25 anni da quella catastrofe, l’incubo nucleare è tornato con Fukushima.

Nella centrale nucleare giapponese danneggiata dal terremoto/tsunami dell'11 marzo scorso sono state avviate le operazioni annunciate nei giorni scorsi e volte alla stabilizzazione dei reattori. Le attività in corso riguardano il trasferimento dell'acqua altamente radioattiva dai reattori in un deposito e l'iniezione di azoto nella gabbia di contenimento del reattore n.1 al fine di prevenire possibili esplosioni di idrogeno. Secondo quanto riferito da Kyodo news, tuttavia, dell'acqua potrebbe gocciolare dal contenitore numero 1 della centrale nucleare di Fukushima, pregiudicando così il lavoro degli operatori alle prese con il raffreddamento del combustibile collocato nel recipiente a pressione.

La Tepco ha inoltre riferito oggi che sta salendo il livello dell'acqua radioattiva all'interno degli edifici dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare e che questo ostacola ulteriormente gli sforzi per ripristinare l'impianto.

Nel frattempo una barca robotica telecomandata potrebbe presto essere usata per analizzare la radioattività dell'aria e dell'acqua nella baia su cui si affaccia la centrale nucleare di Fukushima, dove a causa dell'alto pericolo di contaminazione non è ancora stato possibile per i tecnici svolgere rilevazioni ambientali approfondite.

Il robot marino si chiama Kanchan ('mister misuratore') ed è nato nel 2000 per analizzare una serie di valori in mare aperto, come livello di concentrazione del sale, temperatura dell'acqua e intensità/direzione del vento. Attualmente l'imbarcazione robotica, il cui utilizzo è adesso al vaglio della Tepco, si trova nel porto di Shizuoka, nel Giappone centrale, dove sono in corso le modifiche necessarie per la missione di Fukushima, con l'obiettivo di rendere operativa la macchina entro 1-2 mesi. In particolare i tecnici stanno lavorando per montare un misuratore di radioattività per l'acqua e uno per l'aria, da impiegare in un raggio di 30 km dalla centrale.

Dal 21 aprile, intanto, il governo nipponico ha imposto un divieto di ingresso nella fascia di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima, già oggetto di evacuazione.

“Creare una zona in cui è vietato l'ingresso assieme alle indicazioni sull'evacuazione hanno come obiettivo la sicurezza della gente”, ha affermato il Capo di gabinetto Yukio Edano.

Per gli animali allevati all'interno della zona di esclusione di 20 Km intorno alla centrale, la prefettura di Fukushima ha avviato il 25 aprile un'operazione definita di “eutanasia”. Nella zona si trovano oltre 370 aziende di allevamento che ospitano 4.000 bovini, 30000 suini, 630.000 polli e 100 cavalli. Di questi animali molti sono già morti per il terremoto/tsunami o per fame (dal momento che i loro proprietari sono stati evacuati ed hanno dovuto lasciarli nelle stalle), altri vagano all'aperto.

L'eutanasia è prevista per gli animali troppo deboli per tornare al pascolo o per essere alimentati nelle stalle. Il governo di Fukushima ha comunque assicurato che nessun animale verrà abbattuto senza il consenso dei proprietari dal momento che non esiste nessuna normativa che stabilisca cosa debba essere fatto in una simile situazione.

Intanto ieri, nel giorno del 25esimo anniversario del disastro di Chernobyl, Edano ha rassicurato la popolazione dichiarando che la crisi in corso a Fukushima è “di natura diversa dalla tragedia ucraina” in quanto “la quantità di materiale radioattivo fuoriuscito dall'impianto giapponese è circa un decimo rispetto a quello di Chernobyl”. Tali affermazioni del governo nipponico sono state però definite da Greenpeace “strumentali”, in quanto volte a “tranquillizzare l’opinione pubblica sul nucleare la cui pericolosità è ormai evidente a chiunque”.

L'associazione ambientalista ha infatti spiegato che “in Giappone abbiamo un’esposizione di intensità inferiore ma che coinvolge un numero molto maggiore di persone e per un tempo significativamente più lungo”. “Ad oggi – ha affermato Greenpeace - non è possibile conoscere le conseguenze di questa crisi nucleare ma purtroppo l’esperienza ci insegna che l’ottimismo in questi casi non è mai un buon alleato”.

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A.P.

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