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Marlane Marzotto: processo rinviato al 30 dicembre

Ennesima occasione mancata per far luce sul caso della Marlane Marzotto, la fabbrica tessile del cosentino oggetto di una vicenda giudiziaria a causa dei decessi e delle patologie tumorali che hanno colpito oltre cento dei suoi operai. Nel silenzio dei media, il processo è stato nuovamente rinviato.

di Angela Lamboglia - 2 Novembre 2011

vittime marlane marzotto
Slitta ancora il processo relativo alla Marlane Marzotto, la fabbrica dei veleni

Vizi di forma nelle notifiche. Così si è inceppata ancora una volta la macchina giudiziaria che dall'aprile scorso ad oggi – cioè da quando il processo relativo alla Marlane Marzotto di Praia a Mare si è aperto - ha collezionato solo una serie di rinvii.

Una vicenda, quella degli operai dello stabilimento calabrese deceduti o ammalati di tumore, oggetto di indagine da parte della procura di Paola per oltre 15 anni, interrotta da archiviazioni, tacitata dai media, apparentemente destinata a finire in un oblio senza risposte e senza possibilità di giustizia.

La Marlane Marzotto sarebbe responsabile, secondo l'accusa, dei decessi e delle patologie tumorali di oltre cento operai, a causa della mancanza di condizioni di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori. Nello specifico gli operai e le loro famiglie sostengono che l'alta incidenza di tumori all'interno dello stabilimento - 4% contro un tasso regionale pari allo 0,003% - sia riconducibile all'aver respirato senza protezioni sostanze pericolose quali ammine aromatiche e amianto, sprigionate, rispettivamente, dai capi messi a colorare in grandi vasche aperte e dai freni dei telai.

Oltre all'omicidio colposo plurimo, un ulteriore capo di imputazione riguarda poi l'accusa di disastro ambientale per il rinvenimento di rifiuti tossici e scarti di lavorazione nell'area circostante la fabbrica.

marlane marzotto
La Marlane Marzotto sarebbe responsabile, secondo l'accusa, dei decessi e delle patologie tumorali di oltre cento operai

A rispondere delle accuse 13 imputati tra ex responsabili e dirigenti dello stabilimento, sempre contumaci nelle quattro udienze del 19 aprile 2011, del 24 giugno, del 7 e del 28 ottobre, con la sola eccezione dell'attuale sindaco del Comune calabrese. Ciascuna delle quattro udienze si è conclusa con un rinvio a data successiva per errori procedurali o per legittimo impedimento degli avvocati della difesa, avvalorando la convinzione delle vittime secondo cui l'obiettivo ultimo è quello di prescrivere le accuse.

L'ultima udienza, quella dello scorso 28 ottobre, è stata bloccata per vizi di notifica, in particolare per firme irregolari sugli avvisi di ricevimento, e rinviata al prossimo 30 dicembre, a un giorno dai festeggiamenti per il Capodanno. Una scelta emblematica secondo lo Slai Cobas - il sindacato che negli anni ha supportato gli ex operai nel silenzio generale -, una data che sembra già voler svuotare ogni aspettativa e anticipare che non vi saranno novità significative.

Non per questo viene meno la determinazione dei lavoratori e delle loro famiglie, delle associazioni ambientaliste del territorio, di Francesco Cirillo, il giornalista che ha ricostruito la storia della Marlane in un libro-inchiesta (Marlane: la fabbrica dei veleni, Coessenza, 2011). In un comunicato commentano così la decisione: “Noi ci saremo lo stesso. Con le nostra lenzuola bianche, simbolo degli ammalati di tumore, dove è scritta tutta la nostra rabbia per questo processo che non vuole celebrarsi”.

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