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Armi chimiche: contro i No-Tav gas 'Cs' cancerogeni

Per lo sgombero dei manifestanti che si oppongono alla costruzione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione le forze di polizia hanno utilizzato lacrimogeni contenenti aggressivi chimici. Sotto accusa i candelotti a base di gas 'Cs', altamente tossico, proibiti per uso militare ma dal 1991 in dotazione agli agenti antisommossa.

di Redazione - 18 Luglio 2011

lacrimogeni
In Val di Susa le forze di polizia hanno utilizzato lacrimogeni contenenti aggressivi chimici

Armi chimiche: proibite in guerra, ma ideali per sgominare i No-Tav in valle di Susa. In base alle convenzioni internazionali ratificate anche dall’Italia, i soldati impiegati in Afghanistan non possono utilizzare gli aggressivi chimici presenti invece nei lacrimogeni utilizzati in Valle di Susa dalle forze di polizia per lo sgombero dei manifestanti che si oppongono alla Torino-Lione.

Lo spiega il professor Massimo Zucchetti, fisico nucleare del Politecnico di Torino, nella lezione universitaria tenuta fuori sede, proprio a due passi dal 'fortino' delle forze dell’ordine impiantato a Chiomonte. Sotto accusa i candelotti a base di gas “Cs”, altamente tossico, dal 1991 in dotazione agli agenti antisommossa. Storico debutto dell’arma “proibita”: il tragico G8 di Genova, dieci anni fa.

Impressionante la pericolosità potenziale dei micidiali “Cs”, composti con sostanze che ne fanno “vere e proprie armi da guerra”. Danni agli occhi: dalla semplice irritazione fino all’insorgenza di glaucoma acuto. Tra le conseguenze più temibili per le vie respiratorie, il laringospasmo (effetto soffocamento) e una grave insufficienza respiratoria. Senza contare i possibili danni a intestino e organi interni.

“I tecnici informati sono centinaia: perché non si pronunciano in maniera chiara?”, protesta Zucchetti. “Basta un giro su Internet per leggere fior di articoli che spiegano che il gas 'Cs' è tutt’altro che innocuo: è altamente tossico e pericoloso per l’uomo, e non fa distinzione fra No-Tav e poliziotti, chiunque è esposto al rischio per la propria salute”.

Impressionanti le raccomandazioni farmaceutiche relative ai due componenti principali del 'Cs', la clorobenzaldeide e il malononitrile. Quest’ultimo è “tossico per inalazione, a contatto con la pelle o per ingestione”. È “altamente tossico per gli organismi” e, a lungo termine, può provocare effetti negativi anche se diffuso nell’ambiente. Si raccomanda di “non respirare gas, fumi, vapori, aerosol”. E poi: “Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati e, in caso di incidente, consultare subito il medico”.

Non solo: il composto “deve essere smaltito come rifiuto pericoloso, da non disperdere nell’ambiente”. Poi la clorobenzaldeide, usata come diluente. Un idrocarburo che per la Carlo Erba di Milano rappresenta un pericolo: “Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari: non respirarne la polvere, i fumi, i gas, la nebbia, i vapori, gli aerosol”. In caso di contatto con la pelle e gli occhi, l’azienda farmaceutica raccomanda addirittura un ricovero al più vicino centro antiveleni.

Numerose conferme dalla letteratura recente, scientifica e anche giornalistica: manifestanti sfigurati, eruzioni cutanee permanenti, e persino 7 poliziotti inglesi rimasti seriamente intossicati. Rischio tumori e malformazioni? “Recenti esperimenti hanno dimostrato che la velocità di riproduzione delle cellule può venir alterata dal contatto coi gas 'Cs', che quindi hanno effetti cancerogeni soprattutto in caso di esposizione prolungata”, spiega il professor Zucchetti.

manifestante no tav
I gas 'Cs' hanno effetti cancerogeni soprattutto in caso di esposizione prolungata

A Chiomonte – tra lo sgombero del presidio No-Tav e la successiva manifestazione del 3 luglio – sono stati sparati centinaia di candelotti 'Cs'; secondo i manifestanti, molti dei poliziotti costretti a ricorrere a cure mediche erano anch’essi intossicati dai lacrimogeni, spesso sparati ad altezza d’uomo e controvento. Il 'Cs' potrebbe formare cianuri all’interno del corpo, fino a rivelarsi “geno-tossico” e provocare il cancro: direttamente, senza neppure modificare il Dna.

“Sia per chi questi lacrimogeni li riceve, sia per chi li lancia – dice Zucchetti – ritengo che questo sia un prezzo da pagare un po’ troppo alto: non abbiamo intenzione di diventare la prima popolazione di alto-esposti ai gas lacrimogeni, dato che da qui non ce ne andremo mai”, continua nella sua lezione di Chiomonte il professore, convinto oppositore della Torino-Lione, grande opera “inutile e dannosa”. “Io mi vergogno: come tecnico, come ingegnere, di essere parte di questo disegno. E mi ribello nella maniera più assoluta.

Ritengo che la val Susa non debba essere il primo caso di esperimento 'in vivo', cioè su 'bestie umane' che ricevono questi gas lacrimogeni, per l’utilizzo dei gas 'Cs' come agente cancerogeno. Non è possibile che la popolazione valsusina paghi anche questo, oltre al prezzo dell’uranio presente sui monti, dell’amianto, dello smarino, della devastazione del territorio, dell’impatto del cantiere con le emissioni dei camion, le polveri, il radon, i soldi che non ci sono, la mafia".

Molte le testimonianze a margine della lezione-assemblea: “Persone che vomitavano sangue, donne in gravidanza spaventate dal rischio di tossicità”. Un manifestante, Letterio, rivolto al vicino cordone di polizia: “Ora sappiamo, non sarete più scusati. Voi avete famiglia, e avete dei doveri verso i vostri cari e verso il vostro prossimo, che siamo noi. I funzionari, i dirigenti consapevoli, il ministro Maroni e il capo della polizia Manganelli che vi hanno mandato sono dei poverini, mi fanno pena. Ma voi avete una coscienza, o no? Sì, che ce l’avete. E dovete reagire – continua Letterio, sempre diretto agli agenti – perché siete liberi cittadini come noi: avete dei diritti, li dovete esercitare”.

val susa scontri
I valsusini testimoniano: a Chiomonte sono stati sparati centinaia di candelotti 'Cs'

Altre notizie da manifestanti intossicati: irritazioni cutanee, tosse, vomito, dolori muscolari. Un medico, Laura Rizzo, propone di censire i sintomi raccogliendo dati. Una donna parla di “lacrimogeni sparati addosso alle persone, a mo’ di proiettile: una cosa criminale, violenza inaudita e senza motivo”. Un militante: “Se Maroni voleva denunciare i manifestanti per tentato omicidio, noi dobbiamo denunciare il ministro dell’Interno e gli ufficiali delle forze di polizia per tentato omicidio della popolazione valsusina”. Nicoletta Molinero: “Ho preso il gas sia allo sgombero che alla manifestazione del 3 luglio, sono andata all’ospedale a farmi refertare esattamente come fanno gli agenti, che così risultano 'feriti' in duecento; io avevo la gola distrutta, un mal di testa terribile, la bocca piena di afte: la radiografia ha rivelato un ispessimento dei polmoni, vedremo se anche quello causato dai gas”.

Zucchetti lancia una proposta per un’azione politica, anche in Parlamento e con l’appoggio di forze sindacali: “È lecito l’utilizzo di questi gas davanti a una popolazione civile, quando è vietato per usi bellici?”. Problema: in Italia l’uso dei lacrimogeni tossici è perfettamente legale, purché non sparati ad altezza uomo, visto che la legge fa riferimento a cognizioni medico-scientifiche ormai superate.

Primo obiettivo, dunque, un’interrogazione al Senato, per chiedere al governo di rinunciare ad armi così pericolose. Rischiose per gli stessi agenti, conclude Zucchetti: “Vorrei poter arrivare a firmare, insieme a un sindacato di polizia, un esposto che dica non vogliamo più usare questi gas. Non vogliamo più armi chimiche: né usarle, né subirle”.

Articolo tratto da Libreidee.org

Guarda tutti i video di Massimo Zucchetti “Classe mista” NOTAV e Poliziotti, lezione sui gas lacrimogeni CS

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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
15 Settembre 2011 21:45, gna ha scritto:
Sono sempre gli ignoranti ad ignorare il contenuto di un commento per scrollarsi di dosso un po' di mediocrità e non perdere l'occasione di ostentare un po' di buonismo e di ideologia "radical chic". Il mio commento non era sulla bontà dell'opera TAV, che sarà pure un abominio, ma su... vabè, chi sa leggere lo ha già capito...
14 Settembre 2011 19:59, elisa ha scritto:
chi scrive qua sopra non sà di cosa stà parlando.. che si informi di cosa è la tav e dei danni che arrecherebbe,e scusa se mi permetto se dico che sono sempre gli IGNORANTI a prendere le difese di queste"grandi opere",buone cose
18 Luglio 2011 20:59, gna ha scritto:
Dov'è l'articolo che esalta le azioni criminali dei soliti pochi che si organizzano per andare dove c'è da tirare qualcosa contro il nemico di turno trincerati dietro il movimento o l'ideologia che all'uopo si ritiene utile? Non sarebbe interessante un articolo su questo argomento? Uno stato non può permettersi di vedere le proprie forze dell'ordine sopraffatte da pochi individui che se ne fregano delle regole civili e dei diritti degli altri (specialmente della maggioranza) e che per beffa vede anche articoli come questo subdolamente difenderli. O quantomeno chi scrive lo stesso articolo non può invocare regole di correttezza in uno scontro... Uno stato, purtroppo, ha bisogno delle forze dell'ordine e queste devono usare anche la violenza quando necessario. Il tutto va ovviamente affiancato ad un reale accoglimento delle voci contrarie, che non so se in questo caso c'è stato. Ora non so se è vera la storia dei gas tossici, non sarebbero sicuramente giustificabili, ma allora si apre la questione: manganello no, proiettili di gomma no, tra poco anche spintoni no, con cosa si dovrebbe imporre l'ordine quando serve, con la contumelia?
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PAROLE CHIAVE
tav  val di susa  violenza  sostanze tossiche  guerre 
IN VETRINA
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Autore: Andrea Segrè
Casa editrice: Emi - Editrice Missionaria Italiana
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