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Inquinamenti

Il poligono di Quirra e il girone delle polveri sottili. Una storia che dura da anni

In seguito all'esposizione mediatica, negli ultimi giorni è saltato alla ribalta il caso delle patologie riscontrate nella zona vicina al poligono di Salto di Quirra, in Sardegna. Eppure si tratta di un problema sanitario ed ambientale che esiste da tempo e che era stato finora ignorato. Ce ne parla Stefano Montanari, autore de Il girone delle polveri sottili.

di Stefano Montanari - 9 Marzo 2011

poligono quirra
"Come si sta facendo per l’uranio impoverito e come si è fatto per una lunga lista di prodotti tossici, si continua con la follia suicida di fingere che sia tutto perfettamente in ordine"

Iniziando da qualche settimana fa, quando si sparse la voce che la Procura della Repubblica di Lanusei aveva chiesto a mia moglie una consulenza sulle patologie riscontrate nella zona di Salto di Quirra con il suo immenso poligono militare, io sono martellato da richieste di notizie. Da quando, poi, la trasmissione Mediaset Le Iene ha mandato in onda qualche spezzone d’intervista sempre con mia moglie, le richieste si sono infittite.

Personalmente trovo a dir poco buffo come solo ora, per l’esposizione mediatica che c’è stata, si sia destato l’interesse per un problema su cui noi siamo impegnati da anni e di cui abbiamo scritto non saprei più quante pagine. I pochissimi che hanno letto il libro Nanopathology (lo leggono solo alle università straniere più meschine come Cambridge o Harvard, mentre nei nostri atenei - tra parentesi, nessuno dei quali classificato entro i primi 200 a livello mondiale - la 'cultura' la fanno altri) o i pochi che hanno letto Il Girone delle Polveri Sottili dovrebbero essere edotti del problema, un problema restato essenzialmente identico a quello alla ribalta delle cronache di oggi. Chi, poi, è rimasto in stato vigile alle mie conferenze non può non avere visto le immagini dell’agnello malformato nato e subito morto in zona.

Ora, finalmente, un procuratore ha deciso di dare un’occhiata ad un problema sanitario ed ambientale che non è lontano dal mezzo secolo, ma, se il popolo (il solito brivido e la solita piccola ilarità nello scrivere la parola) fosse meno bue, della cosa non si parlerebbe più da decenni perché il fatto non sussisterebbe.

Invece, come si sta facendo per l’uranio impoverito e come si è fatto per una lunga lista di prodotti tossici, si continua con la follia suicida di fingere che sia tutto perfettamente in ordine e, per questo, si mobilitano i soliti tromboni pronti a suonare lo spartito che viene loro messo sotto il naso, beninteso accompagnato da un obolo.

Come sempre, questi non hanno dati o, se ne hanno, li taroccano dovutamente. E da quei taroccamenti, per insostenibili che siano, escono conclusioni che fanno comodo a 'chi può' e così ci si trova a navigare controcorrente e controvento, con tanti saluti a chi muore o a chi si ammala. Le malformazioni, poi, sono irrilevanti perché è abitudine dei sardi tenere in casa, accuratamente nascosti, i bambini deformi e di loro qualcuno ha vaghe notizie solo quando vede uscire da una casa una cassa da morto.

A questi personaggi di una commedia dell’arte ormai antichissima si aggiungono i dilettanti, quelli che 'la sanno lunga', e una mano ad intralciare la soluzione del problema la danno pure loro.

Al punto in cui siamo arrivati, io non posso dire assolutamente niente perché, se Dio vuole, c’è un’indagine in corso e credo che tutti abbiamo il dovere di starcene tranquilli ad aspettare che escano le conclusioni, conclusioni che non ci si può che augurare siano corrette.

Quindi, non chiedetemi niente. Al massimo, leggete i miei libri. Intanto, non tiriamo conclusioni a casaccio e lasciamo lavorare in serenità la Procura, confidando che, in un modo o nell’altro, le indagini che verranno eseguite portino qualche dato in più.

Da ultimo, lasciatemi fare il facile profeta: tra un po’ - quanto non saprei dire - qualche procuratore prenderà in mano gli inceneritori, le centrali cosiddette a biomasse, i filtri antiparticolato e, magari, a qualcuno verrà pure in mente di andare a dare un’occhiata all’archiviazione del processo contro la centrale ENEL di Polesine Camerini e di chiedere qualche spiegazione. Di tutto questo sappiamo da anni ma facciamo finta di niente. Un grazie da parte dei nostri figli.

Articolo tratto dal blog di Stefano Montanari

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
13 Luglio 2011 14:20, Ugo ha scritto:
Giusto per informare: la sindrome di quirra di fatto NON ESISTE: nesuna traccia di uranio impoverito sui bersagli impiegati nelle esercitazioni! ...difficilmente sarà possibile trovarne nel territorio, infatti finora nessun rilievo ne ha dimostrato la presenza. Dai rilievi dei veteriani si sa che Il 65% del personale, impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali, ma questo dato va letto con attenzione: si riferisce ad un campione di 18 persone... e le altre 800 della base che stazionano in questo raggio?? Parliamo di "causa-effetto": effetto-malattie, causa-? ...sapete che il territorio è inquinato da una quantità impresionante di metalli pesanti provenienti dalle miniere a monte attraverso il fiume e che Quirra si trova proprio sulla laguna dove sfocia il fiume? In ogni caso vorrei far notare che il tasso di mortalità della zona di Quirra è al di sotto della media nazionale (1.4 contro 1.7), Perdasdefogu poi è una zona caratterizzata dalla longevità della popolazione tanto da inserirla nel progetto GENOS (un campione di 14.000abitanti), ...e dalle indagini non è ancora risultato nulla che non sia attività addestrativa e di tiro proprie di un poligono militare. Senza uranio viene poi a decadere la questione legata alla sindrome legata ai balcani. Il territorio è senza dubbio inquinato, da metalli pesanti, che in particolar modo si riversano nella baia di Quirra
(dove ci sono gli allevamenti) dove sfocia il fiume che arriva dalle miniere di Baccu Locci, ..."causa ed effetto": io ragiono per nesso di causalità. POLVERI???
11 Marzo 2011 16:37, Enza ha scritto:
Ciao a tutti. Volevo solo avvisare i lettori di questo articolo che il dott. Montanari sarà presto in grosse difficoltà a proseguire nelle sue ricerche e nelle sue denunce perchè privato dello strumento indispensabile ai suoi studi: un microscopio elettronico particolarissimo e costosissimo. Alcuni semplici cittadini a cui sta a cuore che una delle poche voci indipendenti sulla qualità dell'ambiente in cui tutti viviamo posa continuare ad informarci, hanno dato il via ad una raccolta di fondi che può essere seguita in tempo reale sul sito http://microscopioesem.wordpress.com/. Siete tutti invitati a dare il vostro contributo perchè solo in tanti potremo riuscire a raggiungere il nostro scopo. Grazie. Enza Raso da Roma
AZIONI
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