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Legislazione Ambientale

Autoproduzione fuorilegge? La proposta Ue contro i piccoli coltivatori

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati”. Un provvedimento che favorirebbe le multinazionali a danno degli agricoltori che operano su piccola scala.

di Giorgio Cattaneo - 16 Maggio 2013

pomodori
La Ue propone una legge che penalizza i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”.


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Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala.

“Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su Natural News – questa mossa è la 'soluzione finale' della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta”.

Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali – aggiunge Adams in un intervento ripreso da Come Don Chisciotte – i burocrati europei possono finalmente “consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto”.

Il problema lo chiarisce lo stesso Gabel: “i piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti”. Per cui, “non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali”.

pianta
Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale

Praticamente, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati. “Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti”, sostiene Adams. Tanto più che “i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi”. Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.

“Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali – spiega Adams – si sta stabilendo comunque un precedente che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di rispettare le stesse folli regole”. Un tecno-governo impazzito: “Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo”, spiega Ben Gabel. “Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono”.

Inoltre, aggiunge Gabel, è molto preoccupante che si siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio.

Come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli: “Il problema di questa legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di belle cose sul mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della legislazione”, come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose più facili, ma “negli articoli della legge c’è scritto tutto il contrario”, avverte Adams. Esempio: dove si spiega come 'semplificare' le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà amatoriali.

ortaggi
Praticamente, in base alla nuova legge Ue d'ora in poi tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati

Di fatto, spiega lo stesso Adams, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa comunitaria. “Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale”. Inoltre, spiega Gabel, questa legge “uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea”, avvantaggiando così i grandi monopoli sementieri.

È quello che stanno facendo i governi, insiste Adams: “Stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare più nessuna libertà”, al punto di “ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale”. Si avvera così la 'profezia' formulata da Adams nel libro “Freedom Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un “contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando, aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto.

L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: “I semi stanno per diventare prodotti di contrabbando”, afferma Mike Adams. “Chiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale”. Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena alimentare. “Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini”. Per questo, oggi “cospirano con le multinazionali come la Monsanto”, ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione. “Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo”.

Articolo tratto da LIBRE

PAEA CONSIGLIA
30 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
8 Settembre 2013 22:16, ... ha scritto:
C'è una sola soluzione a questo attacco finale. Fare politica. Le petizioni, le manifestazioni, le proteste non servono a nulla. Chi è lì sa bene cosa vuole e se ne frega dei nostri flebili piagnistei.
8 Giugno 2013 10:33, Paigam ha scritto:
A chi ha consigliato la lettura "tanto rumore per nulla", consiglio anche di leggere il commento di Silvia (del 3 giugno)che dice, tra le altre cose: "Io sto leggendo il testo integrale della normativa e ho già i brividi. Chi deciderà quali sementi possono essere messe legalmente sul mercato? Chi ha i mezzi per garantire i criteri di produzione, purezza ecc.""Chi ci guadagna, in poche parole, e chi può permettersi di mettere in commercio queste sementi perfette e schedate?" link: http://www.scientificast.it/2013/05/18/plant-reproductive-material-low-ovvero-tanto-rumore-nulla
21 Maggio 2013 20:46, Rugg ha scritto:
È l' orrore del capitalismo. Una sola la soluzione. O il socialismo o la barbarie
20 Maggio 2013 20:32, Martina ha scritto:
Ecco su Avaaz la petizione per far sentire la nostra voce: http://www.avaaz.org/it/petition/Contro_la_Plant_Reproductive_Material_Law/edit/#show-stats
20 Maggio 2013 18:27, Romolo ha scritto:
La 'follia' è ormai padrona assoluta di ogni 'istituzione'. Sarebbe ora che tutti mandassimo a "quel paese" ogni sorta di 'ridicola' conformazione a regole assolutamente insensate.
19 Maggio 2013 23:59, Francesca Frasca ha scritto:
MI sembra veramente l'apocalisse dell'umanità! Non possono vincere su una idea così illogica, avanti le firme o veramente finiamo tutti sulla graticola di pochi potenti.
18 Maggio 2013 22:05, marie ha scritto:
avaaz ha iniziato diverse petizioni:https://secure.avaaz.org/en/petition/We_dont_accept_this_Let_us_keep_our_seeds_EU/?pv=0 e anche un altro che adesso non ritrovo. E' ora di iniziarlo anche in italiano
18 Maggio 2013 18:18, PB ha scritto:
Si tratta di un malinteso o di una bufala. Leggendo bene la legge e soprattutto leggendo le FAQ si capisce bene che i piccoli produttori e gli orti privati non sono minimamente toccati da questa legge che tutela la salute pubblica sulla grande distribuzione. Qui si fa maggiore chiarezza: http://www.scientificast.it/2013/05/18/plant-reproductive-material-low-ovvero-tanto-rumore-nulla/
18 Maggio 2013 16:48, stefano ha scritto:
è chiaro che tutta questa manovra della monsanto insieme alle forze politiche corrotte che agiscono solo per il potere gli ritornera indietro come un boomerang ed è chiaro che in tutto il mondo c'è un piano preciso per sopprimere qualsiasi forma di libertà, ma non ci riusciranno.
18 Maggio 2013 12:40, Claudio ha scritto:
Bufala o no, intanto in America questo contadino "furbo" si sta beccando 85.000$ di multa per una causa con la Monsanto. http://www.huffingtonpost.com/eric-holt-gimenez/monsanto-v-bowman-the-mas_b_2721776.html Concordo molto con Eric Holt Gimenez, ma per gli scettici basta cercare Bowman vs Monsanto per altri articoli sul caso E io intanto "spaccio" semini e riproduco tutto quel che riesco, è un nostro diritto inalienabile.
18 Maggio 2013 11:30, antonio ha scritto:
si ma il link dove si puó leggere la proposta di legge è rintracciabile in qualche maniera?
18 Maggio 2013 06:27, mario ha scritto:
raccolta di firme, inondazione di mail ? tutto pur di non schiodarsi dalla sedia e non sporcarsi le mani. quanto ancora siamo in grado di sopportare ? autogestione, autorganizzazione, reciproca solidarietà. manuale e intellettuale, terra e macchine. c' è una guerra che dobbiamo nostro malgrado combattere e non più a parole.
17 Maggio 2013 23:49, zagortnay ha scritto:
basterebbe tornare all'economia reale, quella a km zero..... e non ci sarebbero tanti...... problemi...
17 Maggio 2013 21:52, vittorio ha scritto:
come impediremo alla vegetazione spontanea di esistere, forse le piante, prima di fare i semi dovranno "registrarsi"!! sembra idiozia pura, ma le dittature producono "regole idote".
17 Maggio 2013 20:25, arry ha scritto:
niente paura!!! è tramite questa che ci controllano, coltivate e mangiate fratelli!!!
17 Maggio 2013 16:59, katarina ha scritto:
esiste una petizione a livello europeo, una per ogni paese europeo basta scegliere la lingua: https://www.openpetition.de/petition/online/seed-diversity-under-threat-no-european-seed-regulations-for-the-benefit-of-the-seed-industry#googtrans(de|en) NON stiamocene con le mani in mano
17 Maggio 2013 16:27, Wellenreierin ha scritto:
Per protestare efficientemente nei confronti della CEE e.a., è utile associarsi ad iniziative di democrazia diretta come avaaz.org - il mondo in azione (c'è la pagina in italiano).
Queste raccolgono firme per le loro azioni di protesta nei confronti di
ministeri, rappresentanti politici della Comunità Europea ecc. Spesso
sono centinaia di migliaia di firme raccolte per argomento. Se ti iscrivi e firmi, dopo ti informano pure come è andata a finire, o quale azione è in progetto per essere sostenuta. Nel caso della legge sul regolamento dei semi, vedere Monsanto vs.mother earth (2 milioni di firme) e iscriversi alle campagne d'interesse.
E magari divulgare.
17 Maggio 2013 16:01, FEDERICO ha scritto:
L'indifferenza e la disinformazione ci metterà nelle mani delle multinazionali come la Monsanto. I nostri governi, ai quali, è dimostrato, non interessa la popolazione, dubito che interverranno contro le multinazionali. Dobbiamo organizzarci e reagire. E' per il nostro futuro.
17 Maggio 2013 15:55, cecilia ha scritto:
La politica sempre più impotente nei confronti di queste multinazionali! Riprendiamoci il nostro diritto a decidere: lanciamo una petizione on line.
17 Maggio 2013 15:00, katarina ha scritto:
@paolodecastro è Il della Presidente Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, ho cercato di contattarlo con twetter ma, ovviamente, non ho avuto risposta. Che ne dite di riempire con i nostri tweet il suo profilo per fargli sapere cosa ne pensiamo di questa proposta?
17 Maggio 2013 09:49, Paolo COngiu ha scritto:
Passate nel mio orto, soprattutto se ho in mano un qualsiasi attrezzo da lavoro!!! AVETE TOCCATO IL FONDO, la gente è esasperata, e non c'è bisogno di aggiungere altro.
17 Maggio 2013 09:27, Dolores ha scritto:
È inaccettabile, e tutto questo solo per salvaguardare le industrie! Che vengano pure, o dovranno passare sul mio cadavere ste merde secche, adesso hanno oltrassato og ni limite, perfavore facciamo girare, fac ciamo una raccolta di firme, non , stiamo a guardareeee !
17 Maggio 2013 07:54, stefano ha scritto:
e' da pazzi criminali solo pensare una cosa del genere,figuriamoci cercare di legalizzarla.Propongo una raccolta di firme a livello europeo da inviare al parlamento europeo ed avviare una campagna di sensibilizzazione e di boicottaggio x determinati prodotti legati alle multinazionali interessate.
16 Maggio 2013 22:10, Roby ha scritto:
Poi ci si lamenta se qualcuno da fuori di testa sparando a caso.
16 Maggio 2013 21:38, franco bressanin ha scritto:
contro questa assurda regolamentazione dovremmo insorgere, inondiamoli di mail, dichiariamoci fuorilegge. scusate, una domanda: che faranno per verificare il rispetto di questa legge? verranno in casa a perquisirmi, prenderanno campioni del mio orto,che altro? dobbiamo esporre questo ennesimo tentativo di oppressione dei cittadini. io sono e saro' fuorilegge in questo, non solo contestatore: vi prometto che avro' nel mio orto solo semi non certificati e piante provenienti da incroci che io stesso ho prodotto, che conservero' i semi di qualunque piantsa, selvatica o coltivata, che forniro a chiunque semi non certificati, per la loro propagazione, che spargero' questi semi ovunque. che faranno? verranno ad arrestarmi per detenzione illegale di semi di zucca o di carota? lanciamo una campagna di disobbedienza contro questa sciagurata ma anche ridicola legge.
16 Maggio 2013 17:06, Stefano ha scritto:
Ho trovato anche questo su internet.. Sembrerebbe si tratti di una Bufala! e lo spero!! http://www.vogliaditerra.com/archivio/2013/05/semi-e-piante-presto-fuori-legge-bufala/ tratto da: http://www.realseeds.co.uk/seedlaw.html
16 Maggio 2013 16:38, riccardo ha scritto:
Fate pure tutte le leggi che volete,poi ci vediamo al lato pratico, io intanto affilo i forconi e lucido le zappe. Nel frattempo poi continuo il libero scambio di semi con gli amici agricoltori,i vecchi contadini della zona,e tutti coloro che credono in un agricoltura diversa, biologica, sostenibile .
16 Maggio 2013 15:50, zagortnay ha scritto:
la fine dell'ultimo baluardo contro la massificazione e il consumismo..... verso il controllo totale dell'economia e dei consumatori..... Il segreto dell'economia delle aziende familiari meridionali è stato proprio questo nell'ultimo secolo, così come si direbbe oggi in un parallelismo economico al consumismo... altro che terroni, forse c'è qualcun'altro che ci ha capito di meno...
16 Maggio 2013 14:52, Filippo Minacapilli ha scritto:
Le norme della Comunità non devono assolutamente penalizzare i piccoli produttori...altrimenti si usi un'arma democratica NON ACQUISTARE PRODOTTI INDUSTRIALI in particolare delle MULTINAZIONALI. Non è solo un problema economico, è anche un problema di cultura, di tradizioni pur con un risvolto economico non indifferente. La Comunità si occupi piuttosto delle malandrinerie e delle truffe e degli inganni delle Multinazionali. Lasci in pace la gente che lavora, pur nel rispetto di regole condivisibili
16 Maggio 2013 14:35, michelangelo ha scritto:
é un vero scandalo non credo che ci una ragionevole giustificazione per approvare una legge simile che influisce in maniera negativa nell'economia dei piccoli agricoltori.spero che ci siano dei parlamentari coscienti e non faranno mai approvare una legge simile.
 
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