
Sabato e domenica prossimi, a Roma, una convention metterà le basi per la costituzione di un nuovo soggetto politico. Un partito ecologista in cui confluiranno cittadini e associazioni impegnati a vario titolo in battaglie per l'ambiente. Una sorta di chiamata a raccolta di tutte quelle realtà particolari che per anni hanno portato avanti rivendicazioni sul territorio, scontrandosi con l'insensibilità della classe politica.
L'idea di creare un partito nasce dall'incontro di più reti. La rete di cittadini e attivisti, circa 4mila soggetti, che hanno aderito all'appello lanciato da Michele Dotti e Marco Boschini attraverso il sito www.abbiamounsogno.it, quella creata dalla Costituente ecologista, promotrice dell'appello “Io cambio”, il partito dei Verdi di Angelo Bonelli, i Sindaci della Buona Amministrazione.
Si tratta di una serie di realtà già internamente composite che – con la consapevolezza dell'accresciuta sensibilità ecologica della società civile italiana – si sono poste l'obiettivo di creare un movimento politico forte, sulla scia degli esempi europei (in Francia il movimento ecologista ha conquistato il 19 per cento, in Germania persino il 24).
Il programma si articola in maniera diversa nei due giorni. Sabato 21 maggio, presso lo StarHotels Metropole, la convention si incentrerà su una serie di workshop tematici su temi di rilievo politico e ambientale: il cambiamento climatico, le politiche energetiche e monetarie, le strategie di rifiuti zero, i beni comuni, il superamento del concetto di Pil, etc.
La domenica il raduno si sposterà al Teatro Ambra Jovinelli. Dopo l'apertura con il saluto di Giorgio Napolitano, interverranno, in plenaria, esponenti del movimento ecologista mondiale - Sydney Possuelo, leader Indigenista, Satoko Watanabe dei Verdi Giapponesi, Padre Ottavio Raimondo, Missionario Comboniano – e italiano. Ma non solo. Si esprimeranno sulla nascente realtà anche protagonisti di battaglie civili, divulgatori, scrittori, giuristi (fra gli altri Stefano Rodotà, Dacia Maraini) così come esponenti dei comitati dei referendum su acqua e nucleare dei prossimi 12 e 13 giugno.
L'intenzione dichiarata è quella di creare una forza coesa, che non si perda nei vicoli dell'autoreferenzialità e della competizione fra i vari movimenti. La sfida, sarà quella di mantenere intatte la particolarità e la specificità di ogni singola lotta, di modo da non scalfire la loro capacità di agire su porzioni ben delimitate di realtà.
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