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SPECIALE » Se indignarsi non basta

Occupy Wall Street: la protesta degli indignati si estende in rete

Alla quarta settimana di protesta il movimento Occupy Wall Street è riuscito non soltanto a coinvolgere la società civile statunitense ma anche, grazie alla rete Internet, a far risuonare le sue rivendicazioni in ogni parte del pianeta. Un’azione che convergerà nella "rivoluzione globale pacifica" prevista per il prossimo 15 Ottobre.

di Dario Lo Scalzo - 10 Ottobre 2011

Sembrano lontani i primi giorni di protesta delle poche centinaia di giovani newyorkesi nei quartieri della finanza della Grande Mela. Alla quarta settimana di protesta Occupy Wall Street (OWS) è un movimento consolidato capace di attrarre l’attenzione della società civile, di scuoterla e spronarla ad esprimere apertamente il proprio malcontento.

Oggi OWS conta sulla partecipazione delle famiglie, degli anziani, degli operai, dei sindacati dei lavoratori, degli insegnanti, degli studenti, dei negozianti e persino di alcune figure rilevanti del mondo economico e finanziario e di quello dello spettacolo.

Incalzato dalla presenza di migliaia di indignati a pochi metri dalla Casa Bianca, anche il presidente Obama, ricercato speciale in queste ultime settimane, si è infine espresso, lo scorso venerdì 7 Ottobre, dichiarandosi solidale alle frustrazioni dei manifestanti attribuendole a quella crisi economica ed occupazionale scaturita dalla crisi finanziaria che in prima persona sta tentando di lottare (dichiarazione scontata visto che siamo alla vigilia dell’inizio della campagna elettorale).

Gli indignati newyorkesi erano partiti con tutti gli sfavori dei pronostici a causa di un’iniziale censura mediatica e a causa dei metodi intimidatori della polizia utilizzati sin dalle prime battute come deterrente per tenere lontani dalla protesta i meno coraggiosi ed i meno convinti e, allo stesso tempo, per smembrare e disunire i primi disobbedienti civili.

protesta occupy wall street
La protesta di Occupy Wall Street si è estesa alle grandi e alle piccole città degli States

Ed invece il passaparola, i racconti di pochi giornalisti liberi e soprattutto il web hanno fatto breccia in un sistema che sembrava blindato e poco curante di quattro ragazzotti frustrati.

La fotografia attuale è ben diversa. La protesta si è estesa alle grandi e alle piccole città degli States; gli aderenti sono centinaia di migliaia e lentamente e in modo quasi del tutto naturale il movimento ha trovato degli spazi mediatici non solo nel continente nordamericano ma anche nel resto del mondo a tal punto che il grido di protesta è giunto in Europa ed in Asia. Gli attivisti statunitensi hanno fatto leva su uno dei pochi strumenti d’azione di cui disponevano, il web, e grazie alla sua forza immediata e dirompente, in poche settimane hanno diffuso i loro slogans; le loro rivendicazioni sono state condivise e recepite da un capo all’altro del globo arrivando a pungolare anche i giovani cinesi.

Il fermento nelle piazze dei vari continenti cresce esponenzialmente e viaggia dunque sulla rete. Cresce la convinzione per una lotta legittima contro il modello affarista creato e gestito da pochi. L’idea della disobbedienza civile e pacifica accomuna diverse realtà sociali del pianeta e traina ad un’azione concreta dei popoli del mondo.

Occupy Wall Street
Occupy Wall Street è oggi un movimento consolidato capace di attrarre l’attenzione della società civile

Un’azione che convergerà in una sorta di 'rivoluzione globale pacifica' il prossimo 15 Ottobre, quando al grido “trova la tua piazza” persone di diversa cultura, razza, idee politiche e di diversi continenti proveranno ad unirsi per una battaglia comune, quella della difesa dei diritti civili ed umani e quella del raggiungimento di una maggiore equità sociale contro il sistema economico mondiale e contro le speculazioni finanziarie.

Sarà il primo atto di ribellione di massa in barba a chi, i governi, il mondo politico tutto ed i media, ha tentato in ogni maniera di censurare e spegnere i focolai di indignazione e di malcontento popolare nati localmente per evitare che l’emulazione e l’effetto domino potessero portare ad una rivolta planetaria.

Aspetteremo con impazienza e curiosità la giornata del 15 Ottobre, il giorno del risveglio pacifico del 99% contro l’1%. E chissà verso dove condurrà questa nuova maniera di esprimersi.

I potenti del mondo abituati a confrontarsi con il PIL, il rating, i dati e gli indici di borsa dovranno rapidamente ravvedersi e capire che esiste un mondo reale, quello fatto di persone ed umanità meritevoli di rispetto e dignità che rappresentano, con il loro valore e la loro creatività, la principale ricchezza di una società.

La consapevolezza popolare internazionale è la nuova energia dei nostri tempi, è la lava fuoriuscita dal cratere che lascerà la sua impronta e che comunque modificherà il territorio ricoperto indipendentemente dalla durata dell’eruzione.

Chi rimane in casa quando inizia la battaglia e lascia la lotta agli altri dovrà stare attento, perché chi non condivide la lotta condivide la sconfitta. E la lotta è evitata solo da chi vuole evitarla. Dunque chi non lotta per la propria causa lotta per la causa nemica.
Berthold Brecht

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
11 Ottobre 2011 11:41, Dario ha scritto:
Caro Franco, grazie tante per la tua riflessione. Speriamo che i tuoi pensieri siano di buon auspicio per il proseguo degli eventi e per un reale cambiamento come da te inteso. GRAZIE mille
11 Ottobre 2011 11:24, Franco ha scritto:
L'augurio appassionato che la manifestazione riporti l'umanità al centro motore della globalizzazione, spazzando ogni pratica approfittatrice e interpretazione consumistica, e ripudiando la guerra e gli armamenti. Gli spiriti indomiti della giovane pacifista statunitense Rachel Corrie ( Gaza 2003)e dell'anziano padre inglese
Brian Haw ( 2011 ) uniscano cuori e menti dei giovani sulla strada della convivenza umana.
AZIONI
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