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SPECIALE » Se indignarsi non basta

USA. 'Bank Transfer Day', continua il boicottaggio alle maggiori banche

“Quella del boicottaggio potrebbe essere una nuova via da percorrere, una maniera meno sterile di continuare la protesta e di non soccombere passivamente al sistema”. Sabato scorso, 5 Novembre, ha avuto luogo il Bank Transfer Day, l’evento di boicottaggio bancario creato e voluto da Kristen Christian.

di Dario Lo Scalzo - 7 Novembre 2011

bank transfer day
Il 5 Novembre mirava a rappresentare una data simbolica per l’azione di sensibilizzazione e di boicottaggio nei confronti delle principali banche statunitensi

Il 5 Novembre mirava a rappresentare una data simbolica per l’azione di sensibilizzazione e di boicottaggio nei confronti delle principali banche statunitensi. La scelta di questa data è stata ispirata dalla “Congiura delle polveri” il complotto organizzato per l’appunto il 5 Novembre del 1605 dal cospiratore Guy Fawkes il cui volto è divenuto il simbolo delle proteste degli indignati a livello mondiale. In quella data Fawkes volle tentare senza successo di fare saltare con dei barili di polvere da sparo il Parlamento inglese in Westminster.

Una data-scadenza, una data-obiettivo come più volte ribadito da Kristen. L’evento del Bank Transfer Day postato su Facebook il 4 Ottobre conta oggi più di 85.000 partecipanti, ma arrivano anche le prime concrete risultanze del consenso della gente al suo 'movimento sociale' e giungono direttamente dalla fonte.

Infatti l’Associazione Nazionale delle Credit Unions (CUNA) dichiara in un comunicato ufficiale che nelle ultime quattro settimane almeno 650.000 nuovi clienti hanno aperto dei conti presso delle Credit Unions degli Stati Uniti trasferendo dai conti bancari delle maggiori banche commerciali ai conti di risparmio delle Credit Unions circa $ 4.5 miliardi.

Bill Cheney, presidente della CUNA, commenta dicendo che si tratta di un incremento importante per le Credit Unions, abituate a tutt’altre cifre, che è il risultato di una reazione chiara dei consumatori, da un lato indignati per le ulteriori commissioni bancarie applicate in un periodo economicamente e finanziariamente critico e dall’altro spinti dell’entusiasmo per il Bank Transfer Day.

bank of america
Quella del boicottaggio alle grandi banche potrebbe essere una nuova via da percorrere per continuare la protesta

Da uno studio effettuato dal CUNA oltre il 70% delle Credit Unions riportano di avere avuto una crescita nel numero di membri e di conti di deposito dal 29 Settembre, data in cui sono state comunicate le nuove misure bancarie da parte della Bank of America. La Navy Federal Credit Union, la più grande credit union degli Stati Uniti, comunica che l’apertura di nuovi conti in settembre e ottobre è cresciuta del 38% rispetto all’anno scorso nello stesso periodo.

In tale contesto, lo scorso martedì, 1 Novembre, la Bank of America ha fatto dietrofront abbandonando e ritirando il piano di commissioni sulle carte di debito che fu la principale causa di frustrazione di Kristen e la genesi dell’idea di boicottaggio bancario. Un’evidente dimostrazione che l’azione unita e spinta dall’impegno individuale attivo ed in prima linea del cittadino riesce a sortire degli effetti positivi.

“I consumatori si stanno svegliando e costatano che esistono delle opzioni” dichiara Kristen, divenuta quasi una star negli States, invitata e intervistata per alcuni programmi televisivi, dai telegiornali e dalla carta stampata.

In un paese che conta una popolazione di oltre 300 milioni, di certo, non si può pensare di scalfire le grandi banche con questi numeri ma quella del boicottaggio potrebbe essere una nuova via da percorrere, una maniera meno sterile di continuare la protesta e di non soccombere passivamente al sistema.

La voce dell’1% si è alzata e per una volta non è la solita vocina fioca e infruttuosa visto il passo indietro della Bank of America che è un segno di paura e di non indifferenza e che rappresenta un rilevante primissimo risultato di cui potrà beneficiare nell’immediato l’intera popolazione.

Non dimentichiamo però che il Bank Transfer Day è un movimento che non nasce contro le banche ma per arrecare maggiori vantaggi e benefici sia ai consumatori che alle economie locali. È pensare di lottare cambiando, è trasferire i propri risparmi in istituzioni di credito che danno maggiori garanzie e benefici al correntista e che utilizzano il suo denaro per sviluppare e fare crescere le attività locali, quindi l’economia reale.

kristen christian
“I consumatori si stanno svegliando e costatano che esistono delle opzioni” ha dichiarato Kristen Christian

È un grande successo essere partiti in sordina dalla schermata di un social network ed essere riusciti a coinvolgere più di mezzo milione di persone con un’azione concreta. L’idea di una persona messa a fattor comune ha fatto la differenza. In un paese enorme come quello statunitense non è opera da poco avere calamitato l’attenzione e l’interesse dei telegiornali, della stampa, dei talk show ed avere creato maggiore consapevolezza e coscienza tra la gente, avere informato ed avere animato le discussioni e gli scambi tra tanti cittadini.

L’esperienza entusiasmante dei già numerosi pionieri del boicottaggio, l’effetto domino e lo spirito di emulazione che esso potrebbe ancora innescare rappresentano un potenziale ragguardevole per accrescere le fila del movimento sociale Bank Transfer Day negli Stati Uniti. Nel frattempo i rumors di tale esperienza sembrano giungere anche in Nuova Zelanda e chissà che non facciano breccia anche dalle nostre parti.

Oggi la vera eversione è agire nella concretezza attraverso gli sforzi individuali che si trasformano in beneficio collettivo.

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6 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
28 Dicembre 2011 19:38, Dario ha scritto:
Caro Gianni grazie tante per il tuo contributo. Si anche qualche istituto di credito cooperativo potrebbe essere consigliabile; in merito a Banca Etica (BE), di certo la rete distributiva non è come quella delle banche classiche così come i servizi offerti da queste ultime sono più figi e performanti, però, forse, in un'analisi costi-benefici, a fronte di qualche "sacrificio" e guardando con un pò di lungimiranza, potrebbe essere di maggiore utilità sociale indirizzarsi verso BE .. ma restano cmq delle valutazioni del tutto personali .. ed è bene rispettare tutte le opinioni AH ti consiglio di leggere anche un altro articolo: http://www.ilcambiamento.it/crisi/intervista_andrea_baranes_banca_etica.html grazie tante e tanti auguri di sereno 2012 ;-)
28 Dicembre 2011 12:27, Gianni Comoretto ha scritto:
Banca Etica è sicuramente una validissima alternativa al conto in banca "normale". Io e i miei familiari abbiamo un conto lì e ci si trova benissimo. Purtroppo di Banca Etica ce n'è una sola, e quindi ci sono problemi logistici. Innanzitutto serve abituarsi ad avere il conto on-line, di sportelli ce n'è meno di uno per regione. Il bancomat comunque funziona a zero commissioni sulla rete delle BCC. Non viene emesso libretto degli assegni, occorre pagare con bonifici (on-line). E di questi tempi, per frenare l'emorragia, le banche "tradizionali" ti propongono condizioni vantaggiosissime (zero spese, interessi iniziali altissimi, qualcuno ti paga pure il bollo) fuori dalla portata di una piccola banca come Banca Etica. Una alternativa che PUÒ essere valida sono le casse di credito cooperativo. Legate al territorio, in genere abbastanza trasparenti (niente a che vedere con Banca Etica che ti elenca i finanziamenti effettuati). Ma ciascuna è un caso a sé.
7 Novembre 2011 16:52, Dario ha scritto:
Ciao Andrea, personalmente, come cittadino e come reporter, mi sto muovendo anche su questo versante, quello della Banca Etica per cercare di avere ulteriori informazioni e metterle a disposizione dei lettori e di chiunque. Istintivamente alle tue domande risponderei di si, si può fare sulla base delle mie conoscenze in materia, ma preferisco raccogliere ulteriori informazione direttamente alla fonte (sono in contatto con Banca Etica) per capire che difficoltà e che criticità si potrebbero presentare... spero di informarvi al più presto ;-) grazie tante Andrea per il tuo contributo ... ciao ;))
7 Novembre 2011 15:34, Dario ha scritto:
Caro amico, grazie tante per il commento che mi riempie di gioia. Al Cambiamento cerchiamo di portare avanti un giornalismo un tantino diverso e cerchiamo di raccontare anche ciò che si può fare, non amiamo molto le "non notizie" con cui ci bombardano ogni giorno. Il mio redattore dice "oggi la vera eversione è raccontare ciò che è positivo". Non sempre questo è possibile ma ci proviamo e cmq è la nostra maniera di intendere il giornalismo. Speriamo che anche voi lettori ci possiate dare una mano a perseguire questo cammino. Se fai un giretto su internet ti renderai conto che, sino a ieri (oggi non ho ancora verificato) siamo gli unici in Italia ad avere parlato del BTD, chissà perchè... e questo la dice molto lunga, fa pensare e deve fare pensare gli italiani. Non è diversa la situazioene in altri paesi europei che si definiscono liberi e democratici. Troverai dei blog, altri website, altri luoghi di incontro che hanno ripreso la nostra notizia, un pò pochino, no ? Quanti parlano di Islanda ? E potremmo continuare ancora a lungo. Perseveriamo sin quando sarà possibile ;o) GRAZIE TANTE ancora e fate circolare Il Cambiamento :-) un caro saluto
7 Novembre 2011 14:27, Andrea ha scritto:
Ma si può far qualcosa di parallelo in Italia? Esistono cioè istituti analoghi alle Credit Unions? Ad esempio Banca Etica può essere una buona alternativa alle altre banche o ci sono istituti che si prestano meglio? Grazie delle eventuali risposte
7 Novembre 2011 13:20, freakqnc ha scritto:
Grande articolo, grazie! Grazie per portare a conoscenza degli Italiani che molti in USA stanno cercando di far qualcosa per limitare lo strapotere bancario anche a livello pratico e con azioni all'interno di quel che ogni singolo può fare. Il dominio assoluto delle grandi banche a livello globale abbiamo visto che non é solo alienante, ma altresì oppressivo e pericolosissimo, ne sono prova i risultati della crisi ingegnerizzata (in cui non andrò addentro), ed il bank transfer day é un'azione di protesta in cui il singolo può usare unico mezzo di protesta effettivo che sono i propri averi che, anche se pochi, possono avere un grande impatto quando si ci unisce in forza. Inoltre riscoprire le alternative viabili é già una vittoria. Per troppi anni sosono state oscurate dal settore bancario che ha avuto la propria agenda in cui non vi é certo l'interesse all trasparenza od a mettere al corrente i cittadini che potrebbero avere una migliore e piú sicura esperienza presso le Credit Unions. Forse in futuro sarebbe utile per i non anglofoni una traduzione/sommario delle interviste video, come quella di Kristen Christian aggiunta all'articolo. Grazie di nuovo per cercare di sensibilizzare i cittadini Italiani, che spero reagiscano in modo parallelo con un qualcosa di simile al bank transfer day! Love the article, thanks for bringing this to the attention of all Italians... please do something similar and don't be enslaved by big banks that have not at heart the interest of those people who entrust to those financial institutions their hard-earned money.
AZIONI
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Autore: Marco Gallicani
Casa editrice: Altraeconomia
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