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Orticultura

'1000 orti in Africa' sbarca alla Casa Bianca

Il progetto di Slow Food '1000 orti in Africa' ha l'obiettivo di ristabilire un rapporto tra i giovani e l’agricoltura e aiutare i contadini locali a riprendere le loro tradizioni agricole. Il Worldwatch Institute, in occasione del lancio di 'State of the World 2011: Innovations that nourish the Planet', ha organizzato una conferenza mondiale in cui sono intervenuti i maggiori esperti in sviluppo rurale, malnutrizione, rappresentanti governativi e della società civile.

di Slow Food - 27 Gennaio 2011

mille orti
Il progetto Slow Food '1000 orti in Africa' vuole ristabilire un rapporto tra i giovani e l’agricoltura

In occasione del lancio di 'State of the World 2011: Innovations that nourish the Planet', il Worldwatch Institute ha organizzato una conferenza mondiale in cui sono intervenuti i maggiori esperti in sviluppo rurale, malnutrizione, rappresentanti governativi e della società civile. Tra questi anche Edward Mukiibi, fiduciario del Convivium Slow Food di Mukumo, Uganda, e co-fondatore del progetto Developing Innovations in School Cultivation.

Parte dell’ambizioso progetto di Slow Food '1000 orti in Africa', l’obiettivo è ristabilire un rapporto tra i giovani e l’agricoltura creando orti scolastici in cui coltivare varietà locali di frutta e ortaggi con metodi tradizionali e rispettosi dell’ambiente. “L’obiettivo finale è raggiungere la sovranità alimentare e aiutare i contadini locali a riprendere le loro tradizioni agricole”, afferma Serena Milano, segretaria generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

Lavorando sul campo, gli studenti imparano a conoscere i prodotti locali e scegliere cibi buoni, puliti e giusti. I prodotti dell’orto servono a rifornire la mensa scolastica, mentre le eccedenze sono vendute al mercato per sostenere il progetto. “In Uganda, dove i bassi redditi provenienti dall’agricoltura spingono molti giovani a migrare verso le città, è fondamentale che i bambini capiscano l’importanza di saper coltivare la terra con le giuste tecniche. Solo cosi si potrà risolvere la crisi alimentare del Paese”, ha commentato Mukiibi, che è anche il delegato di Terra Madre per lo Youth Food Movement.

Il progetto ha già coinvolto oltre 600 bambini e le loro comunità stimolandoli ad avere un ruolo attivo nel promuovere la propria sovranità alimentare. L’alimentazione dei bambini è migliorata grazie al consumo dei prodotti dell’orto e molti studenti hanno avviato orti familiari o comunitari per aiutare le proprie famiglie e incoraggiare altre persone a coltivare cibo locale.

In occasione del suo viaggio negli Stati Uniti, Edward Mukiibi e Sithembile Ndema, coordinatrice di FANRPAN, hanno incontrato Michelle Obama alla Casa Bianca, introducendo i rispettivi progetti di cui fanno parte.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
17 Febbraio 2011 14:32, pio. ha scritto:
Questo di restituire la terra ai contadini, e stato ed è sempre la base di ogni emancipazione civile ,umana ed economica.Da qui parte la vera lotta alla fame, il resto sono chiacchere.
Nel nostro paese le lotte dei contadini all'accesso alla terra è durata un secolo, la perdita di vite umane e emigrazioni.Applausi quindi all'iziativa, ma ha bisogno di estenderi. Che sia, insomma un seme, che si riproduca a forma esponenziale.
C'è il rischio che rimaaga un caso isolato.
 
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