
È notizia di questi giorni che in Cina il governo vuole introdurre nuovamente in maniera massiccia l’uso della bicicletta per i cittadini perché i livelli di smog sono così alti da essere diventati insostenibili, anche perché in Cina sono vendute oltre un milione di automobili al mese.
A questo punto però mi chiedo perché ritornare alla bicicletta.
Non dovevano arricchirsi tutti, nuovo credo del Partito Comunista Cinese? Non dovevano tutti andare con automobili, camion e ogni altro mezzo a motore, assai velocemente proposto dall’occidente che sta facendo affari d’oro con la Cina? Mezzi a motore dove uno dei settori più in crescita è quello delle auto di lusso. Il famoso 'comunista in Ferrari', nuova specie geneticamente modificata e mai vista prima di ora.
Ritornare alla bicicletta sarebbe una sconfitta del progresso che certo non si può fermare di fronte alla mancanza di ossigeno. Perché non proporre a chi vende automobili di investire parallelamente nel settore di maschere antigas e comode bombole di ossigeno da vendere ai cittadini? Un doppio e interessante business: da una parte si asfissia, dall’altra si dona aria preziosa, due piccioni con una fava e due profitti in un colpo solo! In questo modo il Pil crescerà ancora e avremo un'altra vittoria del progresso e della modernità. Ma quali biciclette! Si fa anche fatica, non si può mica tornare indietro e poi se ci si arrende alla bicicletta chissà che fine si fa, magari si ritorna alle carrozze a cavallo e poi all’età della pietra! Ma siamo matti?
Non scherziamo per favore, niente biciclette, viva l’automobile, viva lo smog, viva il profitto.
Pensare come le montagne. Manuale teorico-pratico di decrescita per salvare il Pianeta cambiando in meglio la propria vita