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Vincenzo Cenname, un altro virtuoso messo da parte

Vincenzo Cenname, 38 anni, ex Sindaco di Camigliano, deve la sua notorietà alla politica limpida e lungimirante che lo ha caratterizzato sin da subito, soprattutto in tema di raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti. Ma ad agosto viene destituito dal suo incarico con decreto firmato dal Presidente della Repubblica. Il motivo? La sua politica non era in linea con la legge 26 del 2010 che delega alla Provincia la regolamentazione e la gestione dei rifiuti solidi urbani.

di Andrea Bertaglio - 9 Novembre 2010

vincenzo cenname
Il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname, sebbene rappresenti un un simbolo della politica del fare, è stato dichiarato decaduto dal Consiglio dei ministri

Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, paesino in provincia di Cserta di 2 mila abitanti arroccato sul Monte Maggiore, sta diventando un eroe del popolo del web, oltre che un simbolo della politica del fare, quella vera. 38 anni, una laurea in ingegneria ambientale, Cenname deve la sua notorietà alla politica limpida e lungimirante che lo caratterizza, soprattutto riguardo al problema dei rifiuti, ed al 'no' che oppose alla legge 26 del governo Berlusconi. "Una norma – afferma - che mi imponeva di trasferire tutte le competenze del servizio di raccolta dei rifiuti urbani al Consorzio unico di bacino".

Perché vi si oppose, Cenname? Perché il servizio di raccolta, gestendolo direttamente, aveva portato il comune casertano a superare la quota del 60% di differenziata (dal 7%!), con soli 4 dipendenti addetti al servizio. Non solo: "i nostri cittadini – continua il sindaco virtuoso - risparmiavano più del 30% rispetto alla tariffa in vigore nel resto della provincia”. Nonostante questo, però, Vincenzo Cenname è stato dichiarato decaduto dal Consiglio dei ministri.

Perché questa zelante e rapida decisione del governo, che ha invece lasciato al proprio posto, per anni, persone corrotte ed incompetenti? Soprattutto se si parla delle emergenze rifiuti in terra campana. "Camigliano - ha osservato Milena Gabanelli nella puntata di Report dello scorso 31 ottobre - dista appena 80 chilometri da Fondi, il Comune infiltrato dalla camorra che l’anno scorso il ministro Maroni si è guardato bene dal commissariare. Per Camigliano ha impiegato soli 10 giorni. Non c’è niente di più pericoloso del buon esempio".

La domanda, dunque, è: perché in una regione diventata simbolo del malaffare legato ai rifiuti, mentre sindaci come Cenname sono lasciati a casa ed altri, come Angelo Vassallo, hanno fatto una fine ben peggiore, quelli che la differenziata non sanno nemmeno cosa sia, o che fanno parte di giunte comunali nelle quali è stata appurata l’infiltrazione camorristica, non vengono toccati?

vincenzo cenname
"Per me la politica è essenzialmente impegno a favore del mio territorio", ha dichiarato Vincenzo Cenname

Senza lo stipendio, questo giovane sindaco che ha osato opporsi ad un governo che inizia a sembrare sempre meno democratico anche a gran parte dei suoi stessi elettori, vive ancora con i genitori. Ma quale rapporto ha con la politica? Di sicuro buono, vista la precocità con la quale ha iniziato la sua carriera: "Mi sono avvicinato alla politica da giovanissimo – racconta in un’intervista al Corriere - attraverso l’associazionismo. Mi sento di centrosinistra, anche se sono profondamente deluso dai partiti, da tutti i partiti. Per me la politica è essenzialmente impegno a favore del mio territorio. Nel 2002 mi sono candidato per la prima volta al consiglio comunale, sono stato eletto e subito nominato assessore e vicesindaco".

Poi, il trionfo nel 2007. Eletto sindaco con quasi il 70% dei voti. E a due mesi dalla sua elezione, la chiusura della cava calcarea dalla quale "avevano già superato, e di parecchio, le quote estrattive assegnate". Ma anche lotte contro il consumo di territorio o la costruzione di un grande impianto eolico: "Iniziative del genere non possono passare senza il pieno avallo del territorio". E soprattutto 'investimenti immateriali' e progetti di vario tipo atti a creare una coscienza civica.

Un esempio? Gli 'Ecoeuro', buoni fino a 30 euro da spendere nei negozi convenzionati dati ai bambini delle scuole elementari (ed alle loro famiglie) per sensibilizzarli alla raccolta differenziata; la consegna di pannolini lavabili alle mamme per evitare l’acquisto di quelli 'usa e getta' (circa 800 euro di risparmio per le famiglie e molti chili di spazzatura in meno in discarica o inceneritore).

Scelte virtuose e vicine agli interessi sia del territorio che della cittadinanza. Ed alle casse comunali. Basti pensare che la politica di Cenname, in un momento di crisi generale in cui i comuni per far cassa non sanno far altro che speculare sul consumo di territorio (e poche altre vecchie e dannose 'idee'), ha portato i bilanci di Camigliano ad un attivo di circa 220 mila euro. "Il mio unico auspicio è che si metta in moto un processo di contaminazione e partecipazione: – afferma Cenname - non è più il momento di delegare, bisogna rimboccarsi le maniche". Sì, sembrerebbe l’unica soluzione. Nonostante la camorra. Nonostante il Governo.

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