
Viaggio lento si sa, è sinonimo di viaggio virtuoso. Sfortunatamente però, il viaggio lento è associato, nell’immaginario collettivo, anche al viaggio faticoso.
Come fa a concedersi il lusso della lentezza chi non ha dimestichezza col cicloturismo oppure chi suda al solo pronunciare le parole 'a piedi'? Un’idea semplice e 'rivoluzionaria' è quella di viaggiare utilizzando i trasporti pubblici locali.
Paolo Merlini da anni pratica e racconta questo 'uso improprio' dei servizi di mobilità pubblica ed è convinto che costituiscano il giusto equilibrio tra lentezza e comodità.
Ha infatti avuto modo di saggiare il servizio delle autolinee locali e constatare l’eccellenza di molte aziende di trasporto pubblico e l’affidabilità degli autisti, spesso molto disponibili e fonti inesauribili di informazioni sul territorio. E ora lo racconta in un libro L'arte del viaggiare lento (Ediciclo) in libreria dal 2 febbraio 2012.
Ogni giorno migliaia di autobus tessono una capillare rete di linee extraurbane che penetrano nel profondo della provincia italiana solcando, a velocità moderata, le belle strade statali archetipo (ammodernato) della viabilità nazionale. Basta scegliere una meta e informarsi sugli orari delle autolinee che servono la zona. Con biglietti di pochi euro, comodamente seduti a quasi due metri di altezza, si può godere del lungometraggio della “Bella Italia” che scorre lenta fuori dal finestrino.
Con i bus di linea si attraversa un territorio in maniera economica, virtuosa, con un impatto ambientale ridotto e il più possibile rispettosa degli abitanti che poi sono anche gli occasionali compagni di viaggio sempre prodighi di suggerimenti. È una forma di viaggio che si può praticare dai dodici ai novant’anni senza essere accompagnati dai genitori.
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