Il Cambiamento RSS FaceBook

Recensioni

I trent’anni che sconvolsero il mondo, il primo romanzo di Maurizio Pallante

Appena pubblicato 'I trent’anni che sconvolsero il mondo' è il primo romanzo di Maurizio Pallante. Un’opera narrativa che capovolge la valutazione delle grandi trasformazioni avvenute nei trent’anni che gli economisti hanno definito 'gloriosi', una storia di protagonisti e comparse che presenta il mondo alla rovescia, dissacrando le convinzioni più sacre, e sacralizzando quelle disprezzate.

di Andrea Bertaglio - 8 Novembre 2010

copertina pallante
È uscito in questi giorni il primo romanzo di Maurizio Pallante, 'I trent’anni che sconvolsero il mondo' (221 pagine, 14.00 euro, Edizioni Pendragon, Bologna, 2010)

Il piazzale ai piedi di un castello costruito sul pianoro di una collina: una terrazza affacciata sulla vallata sottostante; una specola da cui osservare ogni dieci anni, dai Cinquanta all’abbattimento del muro di Berlino nel 1989, i mutamenti del paesaggio, dei modi di lavorare, di costruire, di vivere, di rapportarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo. Una presa di distanza spazio-temporale sufficiente a vedere l’insieme senza perdere i particolari e i particolari senza perdere l’insieme. Un luogo da cui andare e venire, da cui scendere per immergersi nell’evoluzione in corso e in cui tornare per distaccarsene.

Ambientato nell’hinterland torinese, scenario perfetto degli orrori che hanno caratterizzato i "trent’anni che sconvolsero il mondo", il primo romanzo di Maurizio Pallante descrive il nemico del vero progresso umano, lo sviluppo. Lo fa raccontando la storia di protagonisti e comparse che recitano un ruolo e un copione, identificati dal ruolo e dal copione che recitano: l’Onorevole, l’Arciprete, l’Architetto uno e tot, l’Obbediente-disobbediente, l’Eremita…

Un autore che sin dall’inizio entra in continuazione in dialogo con questi attori, s’intrufola nelle scene che stanno vivendo, viaggia su e giù nel tempo e nei luoghi, incontrando in questo vagabondare qualche personaggio che li ha frequentati davvero in anni diversi, riscoprendone le tracce e intrecciando qualche complicità. Un suo alter ego assolutamente improbabile, un sociologo australiano di madre finlandese, Kekko Onussen, che rafforza il punto di vista assolutamente improbabile con cui egli osserva l’evoluzione in corso e si sovrappone a lui fino alla con-fusione dei ruoli.

Un sociologo straniero, Onussen, che se avesse visitato quel luogo negli anni ’50, quando era ancora quasi un paese, per poi tornarvici negli anni ’60, quando si stava trasformando in città, e infine negli anni ’70 quando lo era ormai diventata, "non avrebbe mai sospettato che nel primo decennio l’amministrazione fosse stata di centro-destra, nel secondo di centro-sinistra, nel terzo di sinistra".

maurizio pallante
Maurizio Pallante capovolge la valutazione delle grandi trasformazioni avvenute nei trent’anni che gli economisti hanno definito ‘gloriosi’

Trent’anni di trasformazioni, ma anche di battaglie, vere o simulate, nelle quali la Casta industriale e finanziaria torinese e le coop rosse, entrambe predicanti per vie diverse produttivismo, industrialismo ed espansione, sono finite ingloriosamente sedute alla stessa tavola. Per spartirsi la torta, sì, ma allo stesso tempo incapaci di fronteggiare l’assedio dei rifiuti e le minacce di una folla di consumatori compulsivi impazziti e pronti ad assaltare i supermercati.

In questo suo primo romanzo Pallante non risparmia nessuno, tanto meno politici, spesso cattolici, sempre più ridotti a servi ottusi e corrotti del pensiero unico di industria e finanza. Rappresentanti rozzi e sbrigativi di una destra ed una sinistra che sono state complici nel creare un immondezzaio di false promesse che hanno rubato all’uomo la libertà guadagnata nei secoli precedenti, tradendone la felicità, in più avvelenando la terra, l’acqua, l’aria.

E rubando il futuro, per creare un sistema irresponsabile fondato sulla produzione suicida e sui sempre crescenti consumi e rifiuti, in cambio di profitto a qualsiasi costo. Una dittatura dell’economia sorretta dal potere di partiti che, con il teatrino delle elezioni, hanno illuso ed illudono il pubblico pagante con la farsa della democrazia.

Uno scritto spietato e dal forte contenuto ideologico, ma non per questo privo di una sottile e tagliente ironia. Un punto di vista che capovolge la valutazione delle grandi trasformazioni avvenute nei trent’anni che gli economisti hanno definito 'gloriosi' e che presenta il mondo alla rovescia, dissacrando le convinzioni più sacre, sacralizzando quelle disprezzate, smascherando ferocemente l’inconsistenza delle idee più serie, riscoprendo la forza di quelle considerate banali, lacerando il velo degli osanna che ricopre la bruttezza e la volgarità diffuse, ricercando con l’amore e la pazienza di un archeologo la bellezza nei frammenti in cui ancora persiste e l’autonomia di pensiero nelle persone che ancora la coltivano.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
I trent'anni che sconvolsero il mondo
Alla metà degli anni '50, con il suo carico di speranza nell'Italia che cambia, una famiglia meridionale sbarca a Torino, Stazione di Porta Nuova, alla ricerca di una vita migliore in... continua
Felicità sostenibile
Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l'aumento dei beni prodotti, misurato dal PIL, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da... continua
Un programma politico per la decrescita
Il movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperiene di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati... continua
La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL
Come dice spesso l'ing. Palazzetti (inventore del microcogeneratore Totem) visto che viviamo in un mondo dalle risorse finite la decrescita prima o poi ci sarà comunque. Quello che... continua
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 0 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


ARTICOLI CORRELATI
EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
La Terra svuotata. Il futuro dell'uomo dopo l'esaurimento dei minerali


Le preoccupazioni sull'esaurimento del petrolio sono all'ordine del giorno, ma sono solo una parte di un problema molto più grande. Quando si esauriranno i minerali? Partendo da...continua

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Riduttore di flusso per rubinetti da 3 litri al minuto

Vogliamo sprecare sempre meno acqua? Sono ora disponibili i più innovativi ed efficaci dispositivi di risparmio idrico sul mercato, che potessero rispondere alle esigenze di uffici, esercizi... continua € 3,65
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 
Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico