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Riflessioni dal pianeta verde

Tav in Val di Susa: chi ha paura della democrazia?

Cos’è la democrazia? Il governo del popolo? E la Repubblica? Un recinto all’interno del quale la roba è di tutti e viene usata per il bene comune? I fatti degli ultimi mesi fanno pensare che la democrazia può essere commissariata, messa da parte nei casi di difficoltà perché scomoda e fastidiosa soprattutto per chi comanda. Esistono però persone e popoli che ancora si ricordano di cosa stiamo parlando.

di Andrea Boretti - 11 Novembre 2011

val di susa
La Tav, con i suoi treni super-veloci, minaccia di rendere impossibile la vita nella Val di Susa

Anche in Grecia, culla della cultura occidentale, la democrazia fa paura. Il referendum greco sulle nuove misure chieste dall'Europa, infatti, non si farà. Dico anche in Grecia perché da almeno un decennio i limiti delle democrazie occidentali 'poco democratiche' stanno diventando particolarmente evidenti.

Il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che lo riguardano è cosa che spaventa anche il governo più forte che rifugge sempre e senza spiegazioni questa strada. L'Italia non fa eccezione e la Val di Susa con la sua resistenza ad oltranza alla TAV è sicuramente l'esempio più eclatante.

Questo della democrazia e dei suoi piedistalli è infatti, in estrema sintesi, il tema dei due documentari di Adonella Marena, regista Torinese, proprio sul movimento No Tav in Val di Susa. Il primo, No Tav, gli Indiani di Valle, racconta le lotte del movimento nell'anno 2005 quando la resistenza è per la prima volta saltata all'onore delle cronache, il secondo Il cartun d'le ribelliun parla invece della marcia 'a bassa velocità' del comitato NO TAV verso Roma per far conoscere le ragioni della sua protesta e opposizione alla grande opera.

Ne esce il ritratto di una intera comunità che lotta sì per la propria terra ma soprattutto per la propria esistenza. La Tav, con i suoi treni super-veloci minaccia infatti di rendere impossibile la vita in una valle che larga circa 1Km già ospita una autostrada, una statale e una linea ferroviaria tradizionale. Un corridoio di servizio, come viene definito, in cui chi rimarrà a vivere rischia di trovarsi chiuso in una riserva con treni che gli sfrecciano sotto casa a centinaia di Km/h.

Qualche giorno fa parlando di un'altra grande opera con un professore di urbanistica mi diceva che la prima domanda che bisogna farsi - al netto degli inevitabili disagi che opere di queste dimensioni si portano dietro - è: ma serve? è indispensabile? se non la facciamo ci troveremo in futuro con un problema?

bandiera no tav
Ogni movimento di protesta ha le sue ragioni, ma pochi movimenti sono composti da persone preparate e battagliere come i No Tav

Fate questa domanda ad un abitante qualsiasi della Valle di Susa e se in un primo momento vi rideranno in faccia, in seguito cominceranno a spiegarvi le 1000 e una ragioni per cui questo treno non ha senso di esistere: perché le montagne dentro cui lo vogliono fare passare sono piene di uranio e amianto, perché da anni il traffico merci e persone sulla linea già esistente è in continuo calo, perché il costo di realizzazione sarebbe talmente alto (miliardi e miliardi di euro) da essere economicamente sconveniente, e così via...

Ogni movimento di protesta ha le sue ragioni, ma pochi movimenti sono composti da persone preparate e battagliere come i No Tav. Nel film Il cartun d'le ribelliun la cosa è particolarmente evidente, il comitato attraversa l'Italia e nel farlo si tira dietro tutte le realtà simili alla propria, i No Mose di Venezia, i No offshore di Livorno e via dicendo, un'Italia che lotta senza mezzi ma con tanta passione e con la forza delle proprie idee contro i miliardi delle lobby della finanza e del potere il cui l'obiettivo non è portare un treno carico di merci da Torino a Lione in meno tempo ma semplicemente costruire un tunnel di 52Km, non importa se serve.

Nei due documentari si dice spesso che i comitati e i movimenti sono un esempio di 'democrazia partecipata', ovvero una democrazia che contemplerebbe il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni fondamentali. Ma non dovrebbe essere sempre così? Non è questa la democrazia?

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4 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
14 Novembre 2011 14:43, Spock ha scritto:
http://www.youtube.com/watch?v=aHN-UBuvdio che aggiungere?
11 Novembre 2011 20:45, Michele ferraudo ha scritto:
Come al solito leggo parole grosse e offensive ma neanche un ragionamento. L'argomento a favore del tav è semplice e incontestabile, per questo, anche nei dibattiti al politecnico, si ricorre alle interruzioni, agli insulti e alle risate. Un treno con un percorso più breve e pianeggiate consuma meno energia di uno che si inerpichi fino a 1300 metri e che non può trasportare, per i limiti di sagoma, più del 50% dei camion che sono in Italia l'alternativa più usata, ma anche la più costosa ed inquinante, al treno. La sfido a dimostrare il contrario.
11 Novembre 2011 19:05, Magistre ha scritto:
Difficile condensare in una ventina di righe così tante falsità e inesattezze come ha fatto ...
Il tav diminuirebbe il traffico su gomma nella pianura padana?
Ma va là, direbbe ghedini.
I dibattiti sul TAV a livello tecnico? Ben due in meno di un mese, al Poli di Torino, con assoluta mancabza di dati oggettivi da parte degli ingegneri SITAV o FORSETAV.
Il costo: quello di un pacchetto di sigarette per 20/30 anni?!? Incommentabile.
Forze dell'ordine: fare la guardia al non cantiere è costato (dal 27 giugno ad ora, dati analizzati con scrupolo) oltre 50 milioni di euro.
Linea storica: l'EX (ormai!!!) sottosegretario giachino all'inaugurazione dell'ammodernamento del tunnel del Frèjus poco tempo fa dichiarava "dall'anno prossimo trecentomila TIR in meno sulle strade della val Susa" ...allora a cosa serve il TAV/TAC.
Potrei andare avanti ma credo che tutti capiscano che è inutile
11 Novembre 2011 15:13, Michele Ferraudo ha scritto:
Da abitante della valle di Susa provo a spiegare perché il tav serve in generale e perché è utile alle valle in particolare. L'aria della pianura padana è irrespirabile anche perché usiamo macchine, camion e aerei molto più degli altri. L'Italia ha, inoltre, cercato di restare competitiva solo comprimendo salari e diritti o facendo debito, mentre dovrebbe rendere più efficienti i servizi. Costruire una nuova ferrovia con un percorso più breve ed un profilo pianeggiante, invece di realizzare l'inutile e dannoso raddoppio del traforo autostradale del Frejus, consente di raggiungere molti di questi obbiettivi: meno energia, meno inquinamento e minori costi una volta che l'opera verrà ammortizzata. Tra la quota francese e quella dell'UE all'Italia rimane per 20/30 anni un costo annuo pari a circa un pacchetto di sigarette. In valle, poi, invece di avere le centinaia di treni che sfrecciano vicino alle case sulla linea storica come proposto dai no tav avremmo il traffico internazionale in galleria e la vecchia linea trasformata in metropolitana di valle. A questo scenario si oppongono i signori delle gomma ed il movimento no tav che utilizzano metodi antidemocratici. Da anni impediscono qualunque dibattito, eccetto ovviamente quelli in casa Sitaf, minacciano lavoratori, forze dell'ordine e chi dissente stilando liste di proscrizioni contro singoli ed attività commerciali. Costoro, ovviamente, si sono da sempre opposti al referendum tra gli abitanti della val susa perché sapevano benissimo di perderlo.
 
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