Il Cambiamento RSS FaceBook

Riuso e Riciclo

Consumo di cellulari, un mercato che ha le gambe corte

I cellulari all'ultimo grido sono piccoli e leggeri, ma ogni apparecchio contiene in minime quantità circa 60 materiali diversi. Ora, alcune di queste materie prime cominciano a scarseggiare: una questione da non sottovalutare considerando che il consumo di cellulari aumenta ogni anno in modo esponenziale.

di Elisabeth Zoja - 4 Ottobre 2010

cellulari
Molte persone hanno ormai due cellulari: uno per comunicazioni private, l’altro per telefonate professionali

Il numero di utilizzatori di cellulari sta salendo in maniera vertiginosa: attualmente vi sono quasi 5 miliardi di contratti per cellulari al mondo, secondo la ITU (International Telecommunication Union). Questo perché molte persone hanno ormai due apparecchi: uno per comunicazioni private, l’altro per telefonate professionali. Inoltre, la continua offerta di nuovi modelli attira molti clienti, che lasciano poi i precursori nel cassetto.

Quello che i consumatori non sanno, è che nei loro vecchi apparecchi si trovano alcuni metalli preziosi, ma soprattutto materiali che scarseggiano sul nostro pianeta; il che rende la produzione di nuovi cellulari sempre più difficile.

Un cellulare è composto al 56% di plastica, al 25% di metalli e al 16% di vetro e ceramica. Di questi gruppi di materiali, quelli che iniziano a scarseggiare sono i metalli. Le riserve del pesante ma morbido indio (In) - situate principalmente in Cina, Canada e Perù - ad esempio, sono di 11.000 tonnellate; una quantità modesta calcolando che ne vengono raffinate 600 t (più di un ventesimo) ogni anno (U.S. Geological Survey).

C'è da considerare poi, che questo metallo color argento non viene ottenuto direttamente dalla terra, ma soprattutto da residui della lavorazione dello zinco. La fusione di indio e di zinco ossidata (ITO) ha la conduttività di un metallo ed è trasparente come il vetro: è dunque perfetta per gli schermi.

indio
Un cellulare è composto al 56% di plastica, al 25% di metalli e al 16% di vetro e ceramica

Problematico è il fatto che la produzione di indio sia legata alla attualmente poco redditizia estrazione di metalli base. "Inoltre vi è la concorrenza delle molteplici industrie che devono ricorrere all’indio", spiega Volker Handke dell’Istituto di valutazione di tecnologie future a Berlino (IZT). Gli apparecchi che necessitano l’indio sono quelli che contengono display e schermi piatti, ma anche le lampadine LED e i pannelli solari.

L’unico metodo attualmente conosciuto per prevenire la scarsità di indio, sarebbe un suo utilizzo estremamente efficiente. Anche nella costruzione di tecnologie moderne come gli schermi LCD o di pannelli solari, l’utilizzo dell’indio non viene ancora ottimizzato: "Attualmente nessuno riesce ad ottenere uno sfruttamento superiore al 50% del materiale" afferma Handke. Nella produzione di schermi LCD solo 3% degli strati di ITO impiegati vengono effettivamente sfruttati.

Se la domanda di indio continua ad essere così alta, fra 5 anni potrebbe scarseggiare pericolosamente, dichiara lo studio Critical metals condotto dall’Istituto ambientale di Friburgo e pubblicato nel 2009 dall’organizzazione ambientale dell’ONU (Unep).

Una domanda più forte porta con sé anche il problema dell’ascesa dei prezzi. L’industria, infatti, per la produzione di una tonnellata di cellulari necessita 3,5kg d’argento e 340g d’oro. Un computer portatile contiene invece 1g d’argento e 200 milligrammi d’oro; quantità minime che però si moltiplicano per 255 milioni: il numero di portatili che annualmente esce sul mercato.

laptot
255 milioni sono i computer portatili che annualmente escono sul mercato

Oltre alla scarsità e alle industrie concorrenti vi è la crisi finanziaria, che, togliendo stabilità alle valute, ha spinto molte persone ad appropriarsi di metalli preziosi quali oro, argento e platino. Così, l’industria elettronica deve affrontare una concorrenza inusuale: il privato cittadino che acquista materiali preziosi non in forma di gioielli, ma per investimento.

L’unica soluzione è dunque riciclare e risparmiare: evitare di comprare un cellulare nuovo ogni 5 anni (come in media invece facciamo) e possederne uno solo. Quello vecchio andrebbe immediatamente portato in un sito di riciclaggio qualificato: "Le persone dovrebbero innanzitutto sapere quali parti sono nocive e quanto, ad esempio in caso di riciclaggio elettronico non-professionale" dichiara Rüdiger Kühr, il segretario generale di Step (Solving the E-Waste Problem).

La difficoltà del riciclaggio di apparecchi elettronici, risiede nel fatto che i materiali sono presenti in piccolissime quantità, ma molteplici (60 in un solo cellulare). Nonostante ciò l’Istituto ambientale di Friburgo propone un traffico di materiali circolare, al posto dell’attuale impiego lineare. Per realizzarlo sarebbe necessaria una stretta comunicazione e collaborazione tra designer, produttori, consumatori e specialisti End-of-Life, in modo che tutti abbiano presente l’intero ciclo di vita di un apparecchio.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
4 Ottobre 2010 22:23, Weissbach ha scritto:
"evitare di comprare un cellulare nuovo ogni 5 anni" Be', non mi sembra una spesa poi così frequente. Io direi piuttosto di tenere i cellulari finché funzionano (potrebbero tornare utili) e in ogni caso non buttarli nell'immondizia.
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 1 commento
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


PAROLE CHIAVE
cellulari  metalli  riciclo 
EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Storia dell'Immondizia


Autore: Marco Maselli
Casa editrice: Editoriale Scienza
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Lampadina a goccia a Led 3.5W -220V - Bianco caldo - bulbo grosso

La prima lampadina a LED a goccia, con angolo di diffusione di 160°, ridottissimo consumo (solo 3.5W) e lunga vita (oltre 50.000 ore). Ideale per risparmio energetico, in particolare per... continua € 18,15
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 
Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico