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Riuso e Riciclo

"I grandi impianti inducono violenza", lettera aperta sui fatti di Terzigno

Da settimane i cittadini di Terzigno protestano contro la costruzione di una nuova grande discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. Per l'ennesima volta il Governo sfodera politiche emergentiste e continua a investire risorse e persone per una gestione dei rifiuti basata sui grandi impianti. Eppure, la soluzione è dietro l'angolo, davanti agli occhi. Gli esempi di raccolta differenziata 'porta a porta' già in atto in altre città italiane sono la dimostrazione di cosa può significare una gestione virtuosa dei rifiuti: un'occasione di riscatto collettivo. Lo spiega bene Roberto Cavallo, presidente della Cooperativa ERICA, in una lettera aperta.

di Redazione - 29 Ottobre 2010

cassonetti
"I grandi impianti inducono violenza, la raccolta differenziata confronto positivo, la riduzione dei rifiuti addirittura armonia..."

Ancora una volta assistiamo impotenti alla violenza dei rifiuti.

Molti di noi sentono dentro il tipico ribollire di chi pensa di avere la o le soluzioni.

Molti di noi non capiscono e non possono capirne il perché.

Allora mi limito ad una considerazione: i grandi impianti inducono violenza, la raccolta differenziata confronto positivo, la riduzione dei rifiuti addirittura armonia!

Così mentre a Terzigno ci si prende a botte, nelle stesse ore, in altre città d'Italia, le amministrazioni incontrano centinaia di cittadini, che escono di casa per partecipare ad assemblee nelle quali viene spiegato come mantenere correttamente separati gli scarti quotidiani.

È quello che accade a Saluzzo e Savigliano, a La Spezia o Gela, solo per citare tre esempi.

Sì, perché la raccolta differenziata, se fatta bene, magari direttamente sotto casa, con il cosiddetto porta a porta, costa qualche sacrificio, tipico di tutte quelle cose che richiedono un minimo di attenzione ed organizzazione, però di contro crea posti di lavoro per chi raccoglie e chi ricicla, dà un senso di ordine e pulizia, induce un comune senso civico: e la gente lo sa! Più dei loro stessi amministratori; i campani lo sanno; i napoletani lo sanno.

La raccolta differenziata è di tutti, non di pochi, come invece una discarica o un grande impianto.

La raccolta differenziata è una grande occasione di riscatto collettivo.

È per questo che la gente partecipa.

E poi, una volta organizzata bene la raccolta differenziata, la gente pretende di andare oltre.

Così comuni come Dogliani, Castagnole delle Lanze o Capannori o Novara o Salerno si impegnano per la riduzione dei rifiuti.

E su questo tema scattano valori come l'armonia, la solidarietà, il rispetto. Valori che non sono solo stampati su pagine di libri nascosti in qualche biblioteca, ma sono reali e in continua espansione.

Anche a Napoli i rifiuti hanno un altro volto, un altro valore che non sia quello della violenza, della protesta da un lato e dell'imposizione per decreti dall'altra. I rifiuti a Napoli hanno il volto dell'associazione Bidonville che ha dato vita alla rete dell'usato, che riunisce più di 4000 operatori della riparazione e del riuso in tutta Italia, hanno il volto della creatività dei Capone Bungt Bangt, che insegnano ai ragazzi, come un rifiuto possa diventare uno strumento musicale e ci fanno ballare.

Promuovere la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti significa creare posti di lavoro, con un rapporto di circa 7 a 1 rispetto allo smaltimento in discarica di una stessa quantità di immondizia: e con questi dati, in questo periodo di crisi, non ci sarebbe nessuna protesta!

Roberto Cavallo
Presidente ERICA (www.cooperica.it)
Presidente AICA (www.envi.info)
Consigliere ACR+ (www.acrplus.org)

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
31 Ottobre 2010 18:30, silvano ha scritto:
Il problema è che come sempre, non si cerca una soluzione utile per la popolazione, ma una scappatoia vantaggiosa a livello creditizio per pochi! Se date un occhiata a questo articolo capirete che non vi è nessuna reale intenzione di risolvere il problema.... http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=893&ID_sezione=56&sezione saluti, silvano
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