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Italia indietro sui rifiuti hi-tech, l'inchiesta di Greenpeace

La video inchiesta di Greenpeace sull'adozione del decreto sui rifiuti elettronici rivela che, a sei mesi di distanza dall'entrata in vigore della normativa, molti rivenditori hi-tech non adempiono all'obbligo di ritiro gratuito 'uno contro uno' dei prodotti tecnologici usati a fronte dell'acquisto di un nuovo articolo.

di Greenpeace - 21 Dicembre 2010

computer
Il 51% dei rivenditori hi-tech intervistati non adempie ancora all'obbligo di ritiro gratuito 'uno contro uno

In occasione delle feste natalizie aumenta l'acquisto dei gadget elettronici. Ma che succede quando vogliamo disfarci di un prodotto hi-tech? Greenpeace pubblica la nuova video inchiesta sull'adozione del decreto sui rifiuti elettronici entrato in vigore lo scorso giungo (D.M. n.65 del 2010).

A sei mesi di distanza, il 51% dei rivenditori hi-tech intervistati non adempie ancora all'obbligo di ritiro gratuito 'uno contro uno' dei prodotti tecnologici usati a fronte dell'acquisto di un nuovo articolo.

La ricerca è stata realizzata in 107 negozi di elettronica - in 31 città italiane - appartenenti alle catene di distribuzione Euronics, Eldo, Mediaworld, Trony e Unieuro, che detengono il 70% circa della quota di mercato. A Firenze, Roma, Salerno, Palermo e Venezia l'associazione ha effettuato la ricerca filmando alcuni negozi con l'uso di telecamere nascoste.

Greenpeace ha stilato una classifica parziale e relativa ai cinque rivenditori contattati. In testa troviamo Eldo, dove il 60% dei negozi ritira gratis l'usato, a cui seguono Mediaworld, Trony e Unieuro. Ultima in lista Euronics dove solo il 45% dei punti vendita rispetta la legge.

"Questi risultati ci confermano che l'Italia è ancora indietro nella gestione dei rifiuti elettronici, nonostante la direttiva comunitaria risalga al 2002 – commenta Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia -. Ancora la metà dei negozi, fra quelli intervistati, non è in linea con la legge e nel 63% dei casi non viene fornita la giusta informazione ai clienti sulla gratuità del ritiro, nonostante il decreto parli chiaro".

In 27 negozi (pari al 25%) Greenpeace ha scoperto che il costo di consegna a casa del prodotto nuovo è aumentato per mascherare il ritiro non gratuito dell'usato. In questo caso non ci sono differenze particolari tra le varie aree geografiche del Paese e fra i cinque rivenditori hi-tech oggetto del monitoraggio.

Nel 14% dei casi il ritiro gratuito avviene solo se il vecchio prodotto è portato in negozio, mentre nel 12% non viene proprio effettuato (in 13 negozi su 107) e al cliente viene suggerito di contattare l'azienda locale di gestione dei rifiuti o andare direttamente ai centri di raccolta.

Proprio i centri di raccolta dei rifiuti sono uno dei nodi nevralgici del sistema di cui Greenpeace ha già denunciato l'inefficienza. I centri sono sotto accusa anche da parte degli stessi rivenditori poiché insufficienti e non sempre accessibili alla grande distribuzione. Su circa 3.000 centri di raccolta, il 70% circa è localizzato in sole quattro regioni d'Italia (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto). D'altra parte, sono i comuni - che ricevono appositi fondi - a dover intervenire per migliorare le condizioni infrastrutturali dei centri stessi.

"I risultati della nostra inchiesta - conclude Polidori - dimostrano quanto sia importante che i rivenditori hi-tech mettano subito in pratica la legge senza alcuna eccezione, com'è altrettanto fondamentale che il governo curi e incentivi l'adeguamento della rete dei centri di raccolta".

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
22 Dicembre 2010 08:13, PIO ha scritto:
ma è stato un passo indietro, già quello di uno contro uno.E' avvenuto, perchè non si è riusciti far funzionare la raccolta.
questa logica è gia in vigore per l'olio usato, per le batterie, per le gomme auto. E non funziona. Non può funzionare, perchè ci sono conflitti di interessi. Occorre creare la filiera:
"rifiuto e utilizzatore di materia seconda, gestita da terzi.
AZIONI
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