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Lavastoviglie o lavaggio a mano? L'essenziale è saper usare la testa

Secondo un'indagine tedesca la lavastoviglie consente una riduzione dello spreco d'acqua rispetto al normale lavaggio a mano dei piatti, ma in Italia il vero problema è l'inefficienza energetica e la scorretta applicazione della procedura di smaltimento degli elettrodomestici.

di Elisa Magrì - 10 Agosto 2011

lavastoviglie
La lavastoviglie riduce lo spreco d'acqua rispetto al lavaggio a mano dei piatti

Sembra che l'emergenza ambientale non sia più una questione oziosa sollevata da movimenti ideologizzati; al contrario, si diffondono i risultati di studi che hanno per oggetto la valutazione dell'impatto ambientale delle nostre pratiche quotidiane. È il caso di una recente indagine condotta presso l'Università di Bonn, volta a confrontare l'efficienza della lavastoviglie rispetto al lavaggio manuale dei piatti.

Lo studio, guidato dal Prof. Rainer Stamminger, è stato realizzato eseguendo un test in diversi Paesi europei (fra cui Svezia, Svizzera, Gran Bretagna ed Italia) nei quali il lavaggio manuale delle stoviglie è stato comparato con l'equivalente funzionamento della lavastoviglie secondo parametri standardizzati.

Il risultato è che l'elettrodomestico consente di consumare una quantità di acqua inferiore a quella che si disperde lavando a mano i piatti (naturalmente ciò vale solo se si adopera la lavastoviglie a pieno carico una volta al giorno). Infatti, per pulire i piatti di una cena di 12 posti, il lavaggio manuale porta a consumare 103 litri d'acqua, mentre una lavastoviglie (di quelle 'virtuose' che, secondo gli standard europei, usano 15 litri d'acqua per un carico pieno) ne consuma 88 litri, portando ad un risparmio di 32.000 litri d'acqua all'anno.

Con l'aiuto di alcune webcam piazzate in 200 nuclei familiari europei, il Prof. Stamminger e il suo collaboratore, Dr. Paul Richter, hanno riscontrato ancora alcune inefficienze tipiche di ciascun Paese. Ad esempio, gli italiani e gli svedesi sprecano la maggior quantità d'acqua e di energia in quanto si dedicano al prelavaggio a mano delle stoviglie, prima di inserirle nell'apposito elettrodomestico. Secondo gli esperti è perfettamente inutile, perché i moderni tipi di lavastoviglie funzionano efficacemente anche senza prelavaggio. I tedeschi e i britannici, invece, scelgono programmi a temperature molto elevate, anche quando non è necessario.

rifiuti elettronici
L'Italia è indietro con la corretta applicazione della procedura di smaltimento degli elettrodomestici

Tuttavia quello che la ricerca non prende in esame, e che almeno in Italia sarebbe il caso di tenere seriamente in considerazione, è lo smaltimento delle lavastoviglie. Lo studio tedesco raccomanda di valersi di elettrodomestici in linea con gli European Energy Label (che certificano il tipo di efficienza energetica dell'utensile), ma trascura di considerare, fra i parametri di impatto ambientale, oltre agli sprechi d'acqua e di energia, anche le garanzie di tenuta e smaltimento delle lavastoviglie.

In Italia il problema si pone in quanto il 55% degli apparecchi dismessi è trattato in modo scorretto. Lo sostiene la ricerca commissionata all'Istituto di ricerca Ipsos da Ecodom, il consorzio del Recupero e del Riciclaggio degli elettrodomestici, ovvero il sistema collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli apparecchi inutilizzabili secondo la normativa (RAEE).

Nonostante il recente decreto 65/2010 (entrato in vigore nel Giugno 2010), detto anche ‘uno contro uno’, in quanto obbliga le aziende produttrici a ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico al momento dell’acquisto di uno nuovo corrispondente, il 58% dei grandi elettrodomestici dismessi dai consumatori non viene attualmente ritirato dai rivenditori e la percentuale di RAEE non ritirati dai rivenditori sale all’88% nel caso dei piccoli elettrodomestici.

In particolare la ricerca mette in evidenza la mancanza di conoscenze, da parte degli italiani, in materia di smaltimento; infatti il 71% degli intervistati ignora i criteri di selezione e scarto degli apparecchi.

In un modo o nell'altro, allora, le nostre pratiche quotidiane esercitano un forte impatto ambientale; per ridurlo o gestirlo in modo efficace vale la pena prendere in considerazione il ciclo completo di ciascuna azione. E se desiderate smaltire apparecchi esauriti, consultate la mappa RAEE.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
15 Aprile 2011 05:39, Stefano_poet ha scritto:
L'articolo è molto bello e dettagliato ma il commento che lo introduce (che consiglia la soluzione di tornare a fare come la nonna con la bacinella) è alquanto errato in quanto non valuta diversi aspetti : 1 - Se si lava a mano si usa molto più detersivo poichè la temperatura dell'acqua è molto minore e dunque scioglie meno i grassi. 2 - Il detersivo per i lavaggi a mano è schiumogeno e dunque si sa abbondantemente quanto questo sia dannoso per i fiumi e per la fauna che vive in esso. 3 - Lavando a mano si utilizza la bacinella d'acqua da 4-5 litri per lavare ma poi si debbono sciacquare sotto l'acqua corrente 12 coperti di stoviglie e dunque vanno in scarico decine di litri di acqua.
AZIONI
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