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Prodotti fatti con parti di animali, ecco come riconoscerli

Buste di plastica, cosmetici, ammorbidenti, dentifrici... Questi ed altri prodotti che usiamo quotidianamente sono, spesso e volentieri, realizzati con sostanze e materiali di origine animale. Vediamo quindi come riconoscerli per evitarli.

di Redazione - 3 Dicembre 2010

cosmetici
Il modo migliore per salvare gli animali non consiste soltanto nel manifestare in loro favore o nel mangiare esclusivamente vegetali ma bisogna anche stare attenti ai prodotti che si usano

Chi più chi meno, tutti ci dichiariamo amici degli animali. Se così è veramente, non basta però diventare vegetariani. Il modo migliore per salvare gli animali non consiste soltanto nel manifestare in loro favore o nel mangiare esclusivamente vegetali ma bisogna anche stare attenti ai prodotti che si usano.

Di solito pensiamo che solo i cosmetici e poco altro provengano da animali o da test compiuti su di essi, ma esistono alcuni oggetti di uso comune, con cui tutti abbiamo a che fare ogni giorno, che provengono da parti di animale, a volte per tutte le marche, altre soltanto per scelta di alcune aziende.

L’Ontario Animal Farm Council afferma che, in media, viene utilizzato il 98% di un animale. Di quel 98%, circa il 55% viene utilizzato per i prodotti alimentari ed il restante 45% per i prodotti non commestibili.

Andiamo a vedere quali sono:

1. Buste di plastica. Non c’è solo il petrolio a formare questi terribili prodotti, che per fortuna stanno sparendo dalle nostre case, ma anche grassi animali utilizzati come additivi per "migliorare le proprietà dei materiali e/o per aiutare nella lavorazione dei polimeri primi" afferma il sito Genetic Engineering and Biotechnology News. La Tyson Foods sta sperimentando buste di plastica e adesivi provenienti dalla proteina cheratina che si trova nelle piume di pollo, ed il progetto è di utilizzarla anche per i pannolini usa e getta ed i camici ospedalieri.

2. Gomme per auto e biciclette. L’acido stearico aiuta la gomma degli pneumatici a mantenere la forma stabile nonostante l’attrito. E questo acido ha, nella maggior parte dei casi, origini animali, nonostante si possa ottenere anche dalle piante.

dentifricio
Colgate ha dichiarato di non utilizzare animali nei suoi prodotti, dunque visitate il sito web di un’azienda prima di acquistare il prodotto

3. Colla per strumenti musicali. La colla animale (ottenuta dalle ossa e tessuto cognitivo bolliti) è apparentemente il migliore adesivo per il fissaggio di strumenti musicali in legno, come violini e pianoforti. Anche se a volte vengono utilizzate altre colle sintetiche, la colla animale è facilmente reperibile ed ampiamente usata per le correzioni dei mobili e la lavorazione del legno.

4. Biocarburanti. Canna da zucchero e mais sono le materie prime che vengono in mente in un primo momento quando pensiamo ai biocarburanti, ma negli ultimi anni l’uso di grassi di origine animale (carne bovina e pollo) è entrato nella produzione di biodiesel.

5. Fuochi d’artificio. Non solo inquinano, ma alcuni sono fatti con lo stesso componente utilizzato nel settore degli pneumatici, l’acido stearico, utilizzato per impedire l’ossidazione dei metalli.

6. Ammorbidenti. Non tutti, ma in particolare l’ammorbidente Downy (che in Italia è pubblicizzato con il nome di Lenor) contiene cloruro di ammonio dimetilico da sego diidrogenato che viene da bovini, ovini e cavalli.

7. Shampoo & Balsamo. Come molti prodotti cosmetici, anche alcuni shampoo e balsamo hanno ingredienti di origine animale. Secondo la PETA, ci sono più di 20 componenti provenienti da animali che potrebbero trovarsi nel vostro shampoo e balsamo. Quando si legge 'Pantenolo', 'Aminoacidi', o 'Vitamina B' in una bottiglia (solo per citarne alcuni), può essere che questi siano di origine animale o vegetale, ma la distinzione sull’etichetta non c’è. Alcune aziende hanno anche rimosso la parola 'animale' da alcuni ingredienti per non perdere i clienti.

8. Dentifricio. La glicerina si trova in grassi animali e vegetali, che hanno una composizione chimica contenente dal 7% al 13% di glicerina. Quando separata, è utilizzata in una vasta gamma di prodotti, incluso il dentifricio. Anche qui distinguere l’origine è difficile. Colgate ha dichiarato di non utilizzare animali nei suoi prodotti, dunque visitate il sito web di un’azienda prima di acquistare il prodotto perché potrebbe esserci qualche indicazione.

9. Zucchero. All’apparenza è uno dei prodotti più vegetali che esistano. Eppure la cenere purificata proveniente dalle ossa di animali viene utilizzata nei filtri per raffinare lo zucchero di alcuni marchi. Anche in questo caso, per star sicuri, visitate i siti delle compagnie oppure i siti vegani specializzati.

Articolo tratto da Ecologiae.com

Fonte originale: Treehugger

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6 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
8 Dicembre 2010 18:11, fulgi eta`10 anni ha scritto:
va bene tutto ma adesso stiamo esagerando, anche loro sono esseri viventi come noi e noi non abbiamo diritto a usarli per i nostri usi quotidiani, anche loro hanno una vita come noi
8 Dicembre 2010 18:05, fulgi ha scritto:
raga , un bellissimo articolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
3 Dicembre 2010 19:42, leo ha scritto:
tessuto cognitivo??? forse volevate dire connettivo! :)
3 Dicembre 2010 18:28, Silvia ha scritto:
Io sono veg da tanti anni, tutti i giorni imparo qualcosa di nuovo e lo pubblico sul mio blog, ma quando ho letto questo articolo (l'ho trovato riportato già in molti siti) ho deciso di non pubblicarlo a mia volta. Il motivo è semplice: mancano le ALTERNATIVE. Qui si dice no ai sacchetti di plastica (d'accordo, per la spesa uso la sporta di stoffa, ma il pattume dove lo metto? i sacchetti in mater bi sono ancora poco venduti, io non li trovo!). No alle gomme dell'auto e della bicicletta...cosa usiamo? E così via... Insomma, ad oggi mancano ancora le alternative valide che possano realmente sostituire questi oggetti. Noi possiamo cercare in ogni modo di vivere il più cruelty free possibile, ma credo che non sarà possibile (se si va avanti di questo passo) vivere TOTALMENTE cruelty free. Purtroppo. A meno che non si opti per uno stile di vita totalmente indipendente dal resto della società, basato esclusivamente sull'autoproduzione e l'impatto zero. Improponibile per la maggior parte delle persone.
3 Dicembre 2010 14:36, paperina ha scritto:
per essere un po' più sicuri scaricatevi la guida ai prodotti testati: http://www.consumoconsapevole.org/download/VIVOfolder.pdf
3 Dicembre 2010 12:25, Masque ha scritto:
Attenzione su Colgate: gli animali li utilizzano per i test.
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