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Territorio

Alluvioni. "Responsabile sono io": lettera aperta di un assessore

Pubblichiamo una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da parte di un Assessore del Comune di Sant’Ambrogio di Torino, Mauro Galliano, che come amministratore e cittadino si assume la responsabilità del dissesto idrogeologico con cui il nostro territorio si trova a fare i conti dopo le alluvioni di questi giorni.

di Mauro Galliano - 28 Ottobre 2011

giorgio napolitano
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha attribuito la responsabilità dell'alluvione in Liguria ai cambiamenti climatici

Egregio Sig. presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

sono un amministratore comunale di un piccolo paese all’imbocco della Valle di Susa in Piemonte e le scrivo in merito alle sue dichiarazioni che ho avuto modo di leggere in merito alla disastrosa alluvione che ha colpito il levante ligure e la lunigiana. Lei attribuisce i morti ai cambiamenti climatici. Purtroppo non sono d’ accordo con Lei.

Il responsabile di quella tragedia sono io: amministratore, cittadino italiano nonché elettore.

Sono io amministratore quando sono costretto ad ampliare le aree edificabili e quindi a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’acqua piovana che così 'scivola' altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione e quindi mantenere sano il bilancio del Comune.

Quando non so urlare abbastanza la mia rabbia per i soldi che mancano per le piccole cose: mantenere puliti i canali, i torrenti di montagna, mettere in sicurezza gli argini, monitorare le frane ma che miracolosamente piovono dal cielo per le grandi, grandissime opere.

Quando imploro l’aiuto dei volontari della protezione civile che sostituiscono le gravi lacune delle Istituzioni pubbliche anziché pretendere con ancora maggior forza (se mai fosse possibile) i fondi necessari.

Quando i fondi me li procuro, ma con gli oneri di urbanizzazione creando così un circolo viziato senza fine.

Sono io cittadino italiano quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche” quali TAV, ponte sullo stretto, rigassificatori, inceneritori sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, delle sponde dei fiumi, alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che  creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità organizzata.

Quando non faccio sentire la mia voce, quando resto a casa perché macinare km in un corteo è faticoso, rischioso o peggio sconsigliato a parteciparvi dagli stessi politici (se non sono stati loro a organizzarlo e promuoverlo!) o peggio ancora perché minacciato di essere “radiato” dal mio partito di riferimento se vi partecipo.

Sono io elettore, il responsabile, quando non vigilo sull’operato degli eletti, non li stimolo, controllo, quando dopo aver espresso il mio voto delego ad altri in toto e mi allontano per 5 anni (o quanto dura la legislatura) dalla cosa pubblica, dalla vita associativa, dal volontariato.

Quando mi lascio: abbindolare dai media e fatico a farmi una mia opinione, terrorizzare dal voto utile (per non lasciare il paese in mano alle destre dicono gli uni o alle sinistre dicono gli altri), ingannare dagli apparentamenti di coloro che parenti stretti non potranno mai esserlo.

Quando non mi accorgo che miliardi di euro vengono impegnati e promessi nei programmi elettorali  per l’acquisto di aerei da combattimento (ma l’Italia non ripudia la guerra?) o per un inutile buco in valle di Susa mentre una dopo l’ altra le regioni italiane si sgretolano sotto frane, alluvioni, terremoti (non sempre così intensi rispetto ai danni arrecati anche agli edifici pubblici che dovrebbero essere i più sicuri).

In una democrazia 'imperfetta' quale la nostra, la responsabilità è sempre mia, cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio. Secondo me  i cambiamenti climatici, purtroppo, non c’entrano o c’entrano poco.

Non so se questa lettera giungerà a destinazione, sicuramente arriverà nelle mani di chi la giudicherà inopportuna, infarcita di demagogia e populismo sostenendo che il Presidente della Repubblica ha sempre ragione. Io posso solo immaginare i motivi profondi della sua dichiarazione in cui cita i cambiamenti climatici come responsabili della disastrosa ultima alluvione. In questo caso è da ringraziare, per la sua prudenza e grande senso di responsabilità.

La saluto cordialmente.

Mauro Galliano, Assessore Comune di Sant’Ambrogio di Torino (valle di Susa), Comune di 8,59 kmq. con 4.843 abitanti

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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
11 Novembre 2011 15:14, MaurOne ha scritto:
Mi inorgoglise sapere che c'è ncora tanta gente che pensa, con un proprio cervello senza sempre accusare solo gli altri. E solo una lettera è vero, Ma sappia che mi unisco anche io al suo """ E ANCHE COLPA MIA""""
11 Novembre 2011 10:08, cardone elio ha scritto:
Gent.le Assessore,
nel doverla ringraziare, sono contestualmente esterrefatto.
Allora c'è ancora qualcuno che usa la "propria" testa?
Però una tiratina d'orecchi glieLa devo fare. Ma davvero lei pensa che la sua lettera possa far breccia nei crani atrofizzati della stragrande maggioranza degli Italioti?
5 Novembre 2011 22:31, Maeia Compagnone ha scritto:
Grazie Assesore, è una lettera bellissima che focalizza l'attenzione del lettore sui veri problemi della nostra bella Italia e sugli impedimentiche vengono possti a tutte le varie opere di riqualificazione e di risanamento a favore di interventi dettati solo da fame di potere e di voglia di potere.
La ringrazio molto,mi permette di capire meglio perché mi vergogno di essere Italiana.
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