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Territorio

Terzigno, la protesta dei cittadini contro la discarica nel Parco

Dopo settimane di protesta contro l'apertura di una seconda discarica nel Parco del Vesuvio, la notte del 9 ottobre centinaia di abitanti di Terzigno hanno bruciato le proprie tessere elettorali. Un gesto dimostrativo con un chiaro significato: basta deleghe in bianco a politici che, piuttosto che rappresentare i cittadini, calpestano il loro diritto a vivere dignitosamente.

di Marco Cedolin - 14 Ottobre 2010

protesta terzigno
Da settimane i cittadini di Terzigno protestano contro l'apertura di una seconda discarica nel parco del Vesuvio

Terzigno è un comune di 16.000 abitanti, situato alle pendici del Vesuvio. Un comune che da alcune settimane sta facendo i conti con la militarizzazione costante del proprio territorio, messa in atto da centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa.

Quasi ogni notte i cittadini, trattati come facinorosi e delinquenti, vengono a contatto con le forze dell'ordine, nel tentativo d'impedire l'ingresso dei camion carichi di spazzatura maleodorante, ricevendo in cambio una 'congrua' razione di manganellate.

I cittadini di Terzigno hanno ormai preso l'abitudine di scendere in strada, preferendo dedicarsi all'impegno civile anziché restare in panciolle davanti alla tv, perché vogliono opporsi con tutte le proprie forze all'apertura di una seconda discarica all'interno del territorio in cui vivono che è parte integrante del Parco Nazionale del Vesuvio.

Se l'idea balzana consistente nel costruire una discarica all'interno di un Parco Nazionale non fosse già di per se stessa azione dissennata, in grado di giustificare la reazione di qualsiasi cittadino in grado d'intendere e volere, qualora non ancora lobotomizzato da schermi barbaglianti di fesserie e fesserie barbaglianti di progresso, si potrebbe anche aggiungere che a causa delle discariche in paese si respira ormai un lezzo marcescente, la frutta cresce con mutazioni degne di un film dell'orrore e nei vigneti neppure gli uccelli si azzardano ad 'assaggiare' l'uva.

La notte del 9 ottobre centinaia di cittadini di Terzigno, fra un blocco stradale e una scarica di manganellate, hanno organizzato una protesta tanto pacifica quanto incisiva, consistente nel bruciare all'interno dei bidoni usati per riscaldarsi le proprie tessere elettorali...

fuoco carta
"Basta deleghe in bianco": per lanciare questo messaggio gli abitanti di Terzigno hanno bruciato le tessere elettorali

Partendo dai camion che sversano la 'munnezza' e passando attraverso le forze dell'ordine abituate ad 'accarezzarli' ogni sera, sono in pratica risaliti ai mandanti da cui derivano i loro problemi, realizzando come l'unica azione sensata consista nello smettere (con un po’ di sforzo disintossicarsi si può) di dare deleghe in bianco ad omuncoli e parassiti abituati ad amministrare la cosa pubblica nell'interesse privato.

Il gesto naturalmente ha avuto un carattere dimostrativo, volto ad evidenziare lo stato di esasperazione in cui versa la popolazione, ma la strada scelta è senza dubbio quella giusta.

Basta deleghe in bianco a faccendieri politici che avvelenano la gente con discariche, inceneritori, centrali a carbone e scorie nucleari.

Basta deleghe in bianco a politicanti cementificatori che distruggono le montagne per scavare mega-tunnel attraverso i quali far passare il nulla.

Basta deleghe in bianco a guerrafondai inebetiti che mandano i nostri soldati combattere le guerre americane e usano la commozione derivante dalle vittime per ottenere il viatico all'uso di nuove bombe e nuove armi di sterminio.

Basta deleghe in bianco ad una classe politica che ottiene consensi sulla base di programmi generalisti privi di senso compiuto e alla logica del 'meno peggio' ed usa quello stesso consenso per parlare ed agire contro gli interessi dei cittadini italiani ma nel nome degli italiani tutti.

Un esempio, quello dei cittadini di Terzigno, da seguire per tutti coloro che in questo disgraziato paese vedono il proprio diritto ad esistere e vivere in un modo dignitoso, calpestato proprio da parte di chi ingenuamente hanno delegato a rappresentarli. Ammesso che delegare abbia in senso, nessuna delega in bianco potrà mai nutrire l'ambizione di possederlo.

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