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Seveso: il Bosco delle Querce minacciato da un'autostrada

12 Luglio 2011

bosco querce
Una porzione di Bosco dell Querce rischia di essere sventrata per costruire l'autostrada Pedemontana

Una catena umana ha abbracciato il Bosco delle Querce il 10 luglio 2011, a 35 anni esatti dalla fuoriuscita di una nube di diossina dalla fabbrica chimica Icmesa. Le mani intrecciate degli ambientalisti riuniti in Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile non hanno però soltanto ricordato quello che è passato alla storia come il disastro di Seveso ma si sono riuniti per protestare contro una nuova grave minaccia.

Una porzione di Bosco delle Querce, area sorta nella zona più colpita dalla nube che si sprigionò il 10 luglio 1976, dovrebbe infatti essere eliminata per costruire l'autostrada Pedemontana. Per la Regione Lombardia l'autostrada è una delle priorità infrastrutturali per smaltire il traffico diretto all’aeroporto di Malpensa e della Brianza. L'opera, attesa da 40 anni e con appalti stimati da 5 miliardi di euro, dovrebbe consistere in un collegamento di 157 chilometri tra la provincia di Varese a quella di Bergamo. E insieme al cantiere che andrà a sventrare le aree verdi mai bonificate tra Seveso, Desio, Cesano Maderno e Meda, torna anche l'incubo diossina, tuttora presente sotto dieci centimetri di terra, secondo quanto confermato da un rapporto dell’Agenzia regionale per l’ambiente.

Nel rapporto si legge che “dai risultati delle indagini eseguite tra aprile e giugno 2008 si osserva che 52 campioni sono risultati superiori al limite per siti ad uso verde pubblico e privato e di questi 10 sono superiori anche al limite per siti ad uso commerciale industriale”. Gli sforamenti sono stati riscontrati sia in aree del Bosco delle Querce sia in aree limitrofe al futuro tracciato dell’autostrada.

“Una vasta porzione del Parco – ha spiegato Gemma Beretta del coordinamento ambientalista Insieme in rete - verrà cancellato solo per rettificare una curva dell’attuale superstrada Milano-Meda e per realizzare un nuovo sistema di svincoli: si tratta di un vero e proprio sacrilegio, a fronte del sacrificio imposto alla comunità di Seveso che fu espropriata dei terreni contaminati, e dei costosissimi interventi realizzati per bonificarli”.

A.P.

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