Il Cambiamento RSS FaceBook

SPECIALE » Tav in Val di Susa - Il tunnel della democrazia

Tav. La Torino-Lione contestata apertamente anche in Francia

Malgrado il recente accordo con l'Italia, in Francia ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria Torino-Lione. Le notizie provenienti dalla Savoia rafforzano la protesta della Val di Susa in vista della manifestazione popolare del prossimo 25 febbraio, che si annuncia imponente.

di Giorgio Cattaneo - 23 Febbraio 2012

tgv francia
Tav in Val di Susa: il 'fronte critico' si allarga alla Savoia, dove ormai si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy

La Torino-Lione non è più un tabù: il progetto ha smesso di essere 'intoccabile', perlomeno in Francia, dove ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte strenuamente la Val di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati.

Ora il 'fronte critico' si allarga alla Savoia, dove ormai si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle “rilevanti carenze” del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino.

In Francia, scrive il 22 febbraio il sito NoTav.eu citando svariate fonti, è in corso una consultazione pubblica sulla Torino-Lione che si concluderà all’inizio di marzo, nonostante la proroga richiesta dagli ambientalisti, per nulla convinti dal progetto dopo aver esaminato il rapporto dell’Ae, l’autorità regionale per lo sviluppo sostenibile: solo dopo il 2025, infatti, sarebbe aperto un tunnel per le merci che consentirebbe di aggirare il nodo di Chambéry, fino ad allora destinata a restare un ingolfato terminal per soli passeggeri.

“Questa programmazione degli interventi rimette in discussione la priorità del trasporto merci, che finora era stata un punto fermo del progetto”. Le organizzazioni ambientaliste, così come l’Ae e l’Ump, denunciano questo dietrofront e sottolineano che il progetto così impostato non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia: “Come e quando si potrà raggiungere l’obiettivo di trasportare 40 milioni di tonnellate di merci su questo asse ferroviario?”, si interroga Pierre Moreau, della Cipra francese, nelle sue “10 domande ai promotori del progetto”.

accordo tav
Malgrado il recente accordo con l'Italia, in Francia ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria

Ma se è la stessa agenzia che sorveglia l’attuazione della Convenzione delle Alpi a dubitare della Torino-Lione, anche il dipartimento per l’ambiente della Savoia, nel suo rapporto pubblicato nel dicembre 2011, rileva falle progettuali preoccupanti: dall’impatto sulle acque sotterranee e le zone umide, fino agli effetti per le aree incluse nel protocollo Natura 2000, che sarebbero trattate “in modo non adeguato”.

Manca inoltre una valutazione socio-economica del progetto, ovvero: non si tiene conto della globalità dell’offerta di transito transalpino, ad esempio per quanto riguarda il tunnel del Gottardo. Pierre Moreau sottolinea inoltre che, per le imprese di trasporto, i costi sono altrettanto importanti della velocità: la linea storica e il tunnel stradale, che si è deciso di ampliare, costituiranno alternative meno costose per i trasportatori.

Inoltre, fra Italia e Francia, la cosiddetta 'autostrada ferroviaria' non funziona: a febbraio la Corte dei Conti transalpina ha raccomandato di ristabilire la concorrenza tra ferrovia e strada, criticando la mancanza di redditività dell’'autostrada viaggiante' che unisce Aiton ad Orbassano, nell’hinterland di Torino. Praticamente, un binario morto.

“Ci si appresta ad avviare un progetto da 24 miliardi di euro, la cui utilità è da dimostrare e il cui completamento rimane incerto”, scrive NoTav.eu, citando fonti francesi, consapevoli che ormai il trasporto merci tra Francia e Italia è cronicamente in calo. “L’ammodernamento della linea storica - stimano gli esperti - sarebbe in grado si smaltire fino a 19 milioni di tonnellate di merci, mentre attualmente ne transitano meno di 5 milioni”.

Cifre che parlano da sole: sono quelle di una frontiera-fantasma, presidiata da soldati e miliardi. E mentre tutti gli studi dicono che la grande direttrice delle merci di oggi e di domani è quella che unisce Genova a Rotterdam, la domanda di trasporto regionale tra Grenoble, Lione e Chambery è raddoppiata nell’ultimo decennio, ma l’offerta resta al palo anche sul versante italiano.

no tav
“Ci si appresta ad avviare un progetto da 24 miliardi di euro, la cui utilità è da dimostrare e il cui completamento rimane incerto”

Quel che più ha stupito, scrive l’ambientalista valsusino Claudio Giorno sul blog DemocraziaKmZero, sono parecchi interventi pubblicati sulle pagine dei quotidiani di “palazzinari e general contractor-editori”, che cominciano a mettere in dubbio 'dall’interno' la redditività delle grandi opere ferroviarie: “Una inchiesta che non lascia adito ad alcun equivoco, finita chissà come sulle pagine del Sole 24 Ore, sostiene che la rete ad alta velocità italiana si sta rivelando fallimentare”.

La Torino-Milano, in particolare, risulta molto più in rosso delle 'frecce' (pochine, peraltro) che vi transitano sopra. “E la Torino-Lione – se mai si facesse – lo sarebbe ancora di più”. Lo dimostra una ricerca rigorosa compendiata da un lavoro di Giuseppe Berta sulla mancata integrazione di Torino e Milano attraverso il Tav: “Servono di più i treni per i pendolari, arriverà a scrivere (niente meno, su La Stampa) Luigi La Spina, autore di editoriali al vetriolo contro il movimento No Tav solo un anno fa”.

E se i francesi ormai dubitano della Torino-Lione, nonostante gli accordi rituali che si vanno rinnovando tra i due governi, le notizie che provengono dalla Savoia non fanno che rafforzare la protesta della valle di Susa in vista della manifestazione popolare del 25 febbraio, che si annuncia imponente: “Dà molto fastidio che sia stata convocata dal movimento e dagli amministratori locali”, cioè “quelli che il Pd vorrebbe espellere un giorno sì e uno anche, perché si dichiarano apertamente No Tav”. E inoltre, aggiunge Giorno, “crea altrettanto fastidio che in queste settimane si sia riaperto un dibattito che i proponenti il Tav hanno tentato in tutti i modi di dichiarare chiuso: quello sulla inutilità (dannosità) dell’opera”.

Il precipitare della crisi economica globale, che minaccia di creare una possibile 'estensione greca' per l’intera Europa, ha aperto fronti di discussione un po’ ovunque, grazie anche alla tenacia del movimento No-Tav: ma se la lotta “per la residua vivibilità della valle più infrastrutturata delle Alpi” è ormai diventata un simbolo per tutta l’Italia, osserva Claudio Giorno, non è tanto un merito dei valsusini, quanto “un demerito di Prodi, Berlusconi, Casini e oggi del professor Monti, che boccia le Olimpiadi agognate dal sindaco spalatore di Roma, ma promuove la Torino-Lione che il preventivato dissesto olimpico potrebbe moltiplicarlo per enne volte”, e senza neanche il risultato di realizzare “qualche modesto intervento a favore della mobilità e decongestione delle aree urbane”. Che sono il vero, unico problema 'trasportistico' degno di qualche opera a debito, “purché fatta con parsimonia e intelligenza”.

Articolo tratto da LIBRE

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
Grandi opere
Dalla TAV al Mose, dalla diga delle Tre Gole in Cina alle 300 isole artificiali al largo di Dubai, dal deposito per le scorie nucleari di Yucca Mountain all'Eurotunnel, dalla Stazione Spaziale... continua
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
26 Febbraio 2012 21:34, maria ha scritto:
finalmente sento anche la campana francese suonare contro la tav. E' una vergogna insultare così gli abitanti della Val di Susa e tutto il popolo italiano. Solo per arricchire i soliti noti e meno noti, sulla pelle della gente, la stessa gente. I pendolari nella sporcizia, nel degrato, nell'incertezza dell'arrivo nella eliminazione di tratte e poi gettano via i miliardi per fare il nulla. La rivoluzione ci vuole proprio, ma non quella violenta che non porta a nulla, una pacifica ma che li faccia alzare da quelle poltrone per andare nel fango.
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 1 commento
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


PAROLE CHIAVE
tav  val susa  grandi opere  manifestazioni 
IN VETRINA
Il Suolo è dei Nostri Figli


Autore: Domenico Finiguerra
Casa editrice: Instar Libri
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Faretto Led 5W - Luce bianco caldo

Luce spot led 5W High Power: consuma solo 5W ma può sostituire un tradizionale faretto alogeno da 50W e farti risparmiare fino al 90% di energia elettrica.Dura più di 50.000... continua € 19,30
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 

Ecosistemi a rischio

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico